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Jessica Benjamin

Scritti dell'autore

Legami d'amore

I rapporti di potere nelle relazioni amorose

di Jessica Benjamin

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 278

Perché nelle relazioni amorose tendono a prevalere i rapporti di dominio e di sottomissione? Perché è così difficile riconoscere e accettare l’autonomia dell’altro? A partire dal rapporto madre-bambino e dalla creazione di ciò che consideriamo “maschile” e “femminile”, Legami d’amore ricostruisce la struttura del dominio erotico e ci aiuta a capire le ragioni per cui un atto d’amore può trasformarsi in pratica di sottomissione. Jessica Benjamin ripercorre con sguardo lucido e consapevole le diverse teorie psicoanalitiche, alla ricerca delle condizioni che impediscono a uomini e donne di riconoscersi reciprocamente come soggetti. Venticinque anni dopo la sua prima edizione, Legami d’amore diventa un classico che rivoluziona il modo in cui intendiamo l’infanzia e le sessualità alla luce dello sforzo di diventare soggetti, tra aspirazione al potere e necessità della dipendenza. Questo volume contiene anche “Legami d’amore: guardandomi indietro”, un nuovo scritto in cui Jessica Benjamin ricorda i momenti che hanno preceduto la scrittura del volume e sottolinea come i temi trattati siano quanto mai attuali. L’autrice Jessica Benjamin è tra le prime ad aver integrato la teoria femminista e gli studi di genere nel pensiero psicoanalitico. Docente del Relational Track nel Postdoctoral Program in Psychotherapy and Psychoanalysis della New York University, è analista supervisore presso lo Stephen Mitchell Center for Relational Studies e tra i principali esponenti della psicoanalisi relazionale. In questa collana ha pubblicato Soggetti d’amore (1996).

From enactment to play

Metacommunication, acknowledgment and the third of paradox

rivista: La Rivista di Psicoanalisi

fascicolo: Rivista di Psicoanalisi 2016/3

di Jessica Benjamin

This paper discusses the difference and movement between play and enactment as dramatic interactive forms. Play allows meta-communication and the performance of recognition while sustaining paradox between opposing propositions (real and not real; repetition and repair) in the position of the Third. The paradoxical aims for repetition while repairing sustained during play become opposed in enactment Enactment involves breakdown of the Third that sustains paradox as well as dissociation. Play and meta-communication both depend on the coupling of rhythmic and differentiating action in the Third. Because the Third actually includes both rhythmic and differentiating action, play and meta-communication can work together. Meta-communication is a form of reflecting or creating difference without disrupting rhythmicity, performing recognition in action. The relational emphasis on resolving enactments through meta-communication of acknowledgment will be discussed.KeyWords: Acknowledgment, enactment, paradox,play, recognition, the third. Dall’enactment al gioco. Metacomunicazione, riconoscimento e il paradosso del terzo. Questo articolo affronta la differenza e il passaggio dal gioco all’enactment, considerandoli come forme interattive di drammatizzazione. Il gioco permette la metacomunicazione e la rappresentazione del riconoscimento dal momento che può sostenere un paradosso tra affermazioni opposte (reale e non reale; ripetizione e riparazione) nella posizione del Terzo. Gli obiettivi paradossali di ripetizione e riparazione che possono essere sostenuti durante il gioco diventano opposti nell’enactment. L’enactment implica il crollo del Terzo che può sostenere il paradosso e la dissociazione. Il gioco e la metacomunicazione dipendono entrambi dall’accoppiamento di ritmo e azione differenziante nel Terzo. Dal momento che il Terzo include sia un ritmo che un’azione differenziante, il gioco e la metacomunicazione possono agire congiuntamente. La metacomunicazione è una forma che riflette o crea una differenza senza interrompere il ritmo, rappresentando il riconoscimento nell’azione. In questo articolo viene enfatizzato l’aspetto relazionale della risoluzione degli enactment attraverso la metacomunicazione del riconoscimento.Parole chiave: Enactment, gioco, paradosso,riconoscimento,terzo.De l’enactment au jeu. Métacommunication, recnnaissance et le paradox du Tiers. Cet article traite de la différence et du passage du jeu à l’enactment, en les considérant comme des formes interactives de dramatisation. Le jeu permet la métacommunication et la représentation de la reconnaissance, car il peut soutenir un paradoxe entre les déclarations opposées (réel et non réel, répétition et réparation) dans la position de Tiers. Les objectifs paradoxales de répétition et réparation, qui peuvent être soutenus pendant le jeu, deviennent opposés dans l’enactment. L’enactment implique l’effondrement du Tiers qui peut soutenir le paradoxe et la dissociation. Le jeu et la métacommunication dépendent à la fois du couplage du rythme et de l’action de différenciation dans le Tiers. Comme le Tiers comprend à la fois un rythme et une action différenciante, le jeu et la métacommunication peuvent agir conjointement. La métacommunication est une forme qui reflète ou crée une différence sans interrompre le rythme, en représentant la reconnaissance dans l’action. Cet article souligne l’aspect relationnel de la résolution des enactments à travers la métacommunication de la reconnaissance.Mots-clés: Enactment, jeu, paradoxe, reconnaissance, Tiers.Desde el enactment hasta el juego. Meta comunicación, reconocimiento y el tercer de la paradoja. Este articulo se enfrenta con las diferencias y el pasaje desde el juego hasta el enactment, como si fueran formas interactivas de dramatización. El juego les permite a la meta comunicación y a la representación el reconocimiento, ya que puede apoyar una paradoja entre afirmaciónes de signo contrario (real y no real; reiteración y reparación) en el lugar del Tercero. Los objetivos paradójicas de reiteración y reparación que se pueden apoyar en el juego, se convierten en su opuesto en el enactment. El enactment implica el derrumbe del Tercero. El juego y la meta comunicación pueden actuar conjuntamente, ya que el Tercero incluye un ritmo y una acción diferentes. La meta comunicación es una forma que refleja o establece una diferencia sin que se interrumpa el ritmo, que esta representado por el reconocimiento de la acción. En este articulo se destaca el aspecto relacional de la solución de los enctment a través de la meta comunicación del reconocimiento . Palabras clave: Enactment, juego, paradoja, reconocimiento, Tercero. Vom Enactment zum Spiel: Metakommunikation, Erkenntnis und der Dritte als Paradox. Dieser Artikel befasst sich mit dem Unterschied und dem Übergang vom Spiel zum Enactment indem diese als interaktive Formen der Dramaturgie erachtet werden. Das Spiel ermöglicht die Metakommunikation und die Darstellung des Erkennens, da sie das Paradoxon gegensätzlicher Aussagen in der dritten Position zulässt (real und nicht real, Wiederholung und Wiedergutmachung). Die an sich paradoxen Ziele von Wiederholung und Wiedergutmachung, die im Spiel ausgehalten werden können, werden im Enactment zu Gegensätzen. Das Enactment impliziert den Sturz des Dritten, der die Dissoziation und den Widerspruch aushalten kann. Das Spiel und die Metakommunikation hängen gleichermaßen von der Paarung von Rhythmus und differenzierender Aktion von Seiten des Dritten. Vor diesem Hintergrund können das Spiel und die Metakommunikation zusammen wirken. Die Metakommunikation ist eine Form, die eine Differenzierung schafft oder reflektiert ohne den Rhythmus zu unterbrechen, indem sie das Erkennen in der Handlung darstellt. In diesem Artikel wird der Beziehungsaspekt der Auflösung des Enactments durch die Metakommunikation des Erkennens unterstrichen. Schlüsselwörter: der Dritte, Enactment, Erkennen, Paradox, Spiel.

Soggetti d'amore

Genere, identificazione, sviluppo erotico

di Jessica Benjamin

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 198

In questo libro Jessica Benjamin presenta la sua "eterodossia dei sessi", modo originale di concepire somiglianze e differenze tra uomini e donne. Sviluppando in modo personale il pensiero di Winnicott sulla differenza tra la percezione dell'altro come oggetto esterno e la sua presenza nel mondo interno come "oggetto soggettivamente percepito", l'autrice propone un modo diverso di intendere i rapporti umani, in particolare - ma non solo - i rapporti tra individui di sesso diverso. Percepire nell'altro sentimenti e desideri simili ai propri e accettare nel contempo che l'altro abbia, come noi, una volontà propria, è il nucleo del riconoscimento e del rapporto con la differenza. Ma percepire la differenza vuol dire rinunciare al sogno onnipotente di un oggetto-parte di sé che abbia l'unico ruolo di soddisfare desideri e bisogni, vuol dire provare risentimento e manifestare aggressività.La Benjamin illustra quindi le vicende della pulsione aggressiva che hanno svolgimento diverso a seconda di come i primi "altri" che il bambino incontra sanno rispondere ai suoi attacchi aggressivi. In questo modo, il rapporto madre-bambinao, e soprattutto il rapporto padre-bambina, acquista un senso nuovo che permette una migliore comprensione. La prospettiva intersoggettiva non sostituisce quella intrapsichiatrica ma la completa e la arricchisce; l'autrice propone così una integrazione tra psicoanalisi e femminismo, tra prospettiva intrapsichica e relazionale. Jessica Benjamin, è psicoanalisi e docente di Psicologia clinica presso il New York University Postdoctoral Program in Psychotherapy and Psychoanalysis e insegna alla New School for Social Research. È l'autrice di Legami d'amore (1988), tradotto in italiano nel 1991.
 

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