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Filosofia

Critica e clinica

di Gilles Deleuze

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 200

Critica e clinica, pubblicato in Francia nel 1993, può essere considerato il testamento letterario-filosofico di Gilles Deleuze, morto suicida a Parigi nel 1995. Il piccolo Hans di Freud, Bartleby, l'enigmatico personaggio di un racconto di Melville, e ancora Nietzsche, Beckett, Lawrence e altri sono i punti di sostegno di un pensiero che scava ed esplora ciò che sta al limite del linguaggio quando quest'ultimo si fa scrittura e invenzione di una nuova lingua. Scrivere, per Deleuze, significa proprio questo: una sorta di delirio che trascina le parole al di fuori di se stesse, facendole diventare visioni, musica, colori, sonorità. Ma non solo il linguaggio, anche lo scrittore è immerso in questo delirio, spinto e trascinato verso un "divenire altro", cavallo, donna, bambino, dal suo stesso processo di scrittura. Eppure la letteratura è salute, un cammino e un'avventura che permette di situarsi attraverso il linguaggio in ciò che è il fuori del linguaggio. Quando invece il delirio cade nello stato clinico, l'esplorazione diventa muta e le visioni e i colori, così come le sonorità, non sono in grado di esprimere più nulla.

Malattia mentale e psicologia

di Michel Foucault

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 102

"Bisogna dunque", scrive Foucault, "analizzare la specificità della malattia mentale facendo credito all'uomo stesso e non alle astrazioni sulla malattia. Bisogna ricercare le forme concrete che la psicologia le ha assegnato, e poi determinare le condizioni che hanno reso possibile questro strano statuto della follia, malattia mentale irriducibile a ogni malattia". Questo è il programma che segna l'esordio, nel 1954, di Foucault sulla scena culturale. Nel 1962, dopo il grande libro sulla Storia della follia, Foucault ne riscrive completamente la seconda parte e afferma che la follia è una struttura globale dell'esperienza umana, concludendo così: "La psicologia non potrà mai domare la follia". Letto oggi, questo libro anticipa e condensa i tempi complessi della Storia della follia, rilancia la questione della follia che Foucault non abbandonerà mai e che resta un interrogativo centrale della nostra cultura. Michel Foucault (1926-1984) è stato uno dei pensatori di maggior spicco del panorama culturale del dopoguerra. Tra i suoi libri, ormai classici tradotti in tutto il mondo, nelle nostre edizioni è già stato pubblicato Il sogno (2003).

Il virtuale

di Pierre Lévy

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 150

Individuale e collettivo

Decisione e razionalità

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 192

Analitici e continentali

Guida alla filosofia degli ultimi trent’anni

di Franca D'Agostini

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 576

Differenza e ripetizione

di Gilles Deleuze

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 402

"Il pensiero ha due corni: l'uno, detto cattiva volontà (per sventare le categorie), l'altro, cattivo umore (per puntare verso la stupidità e conficcarvisi). Siamo lontani dal vecchio saggio che pone tanta buona volontà nell'attingere il vero, che accoglie con uguale umore la diversità indifferente delle fortune e delle cose; lontani dal cattivo carattere di Schopenhauer che si irrita delle cose che non rientrano da sole nella loro indifferenza; ma lontani anche dalla "melanconia" che si fa indifferente al mondo, e la cui immobilità segnala, accanto ai libri e alla sfera, la profondità dei pensieri e la diversità del sapere. Servendosi della sua cattiva volontà, e fingendo il cattivo umore, da questo esercizio perverso e da questo teatro il pensiero attende l'uscita: la brusca differenza del caleidoscopio, i segni che si illuminano per un istante, la faccia dei dadi gettati, la sorte di un altro gioco. Pensare non consola né rende felici. Pensare si trascina languidamente come una perversione; pensare si ripete con applicazione su un teatro; pensare si getta di colpo fuori dal bussolotto dei dadi. E quando il caso, il teatro e la perversione entrano in risonanza, quando il caso vuole che tra i tre ci sia una simile risonanza, allora il pensiero è una "trance"e vale la pena di pensare" Michel Foucault L'autore Gilles Deleuze (1925-1995) è tra le figure più significative del panorama filosofico contemporaneo. Tra le sue numerose opere tradotte in italiano ricordiamo L'anti-Edipo, Foucault, Nietzsche e la filosofia, Critica e clinica.

Ecografie della televisione

di Jacques Derrida, Bernard Stiegler

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 196

Sul finire dell'Ottocento Sir William Crookes, inventore del tubo catodico, era convinto che attraverso di esso ci sarebbero pervenute le immagini dei "nostri cari trapassati". Oggi il sistema dei media rivela pienamente la propria natura spettrale: elude ogni vincolo materiale, ogni localizzazione nello spazio e nel tempo, ogni connotazione geografica e territoriale. E' l'intrusione, desiderata e temuta, dell'ospite inatteso, del "mondiale", di un altro linguaggio e di un altro ritmo. Ma, nell'annullare ogni distanza, l'"espropriazione" televisiva innesca la reazione di un localismo esasperato. Lo sviluppo dei media ha potentemente contribuito alla "democratizzazione" su scala globale, spazzando via gli ultimi resti dei vecchi totalitarismi; ma rischiamo di perdere le nuove sfide, perché la stessa fede neoliberale nel mercato non riesce più a controllare le potenze che ha scatenato. Di fronte a una televisione che sembra offrirci a poco prezzo un mondo senza frontiere, siamo come l'apprendista stregone: la via è aperta per il revival delle etnie, il nazionalismo delle minoranze, l'integralismo religioso. Questa regressione accompagna, inesorabile come un'ombra, l'accelerazione del processo tecnologico, costringendoci a ripensare l'universalità della comunicazione e la natura della tecnica. L'autore Jacques Derrida è nato a El Biar (Algeria) il 15 luglio 1930. E' oggi la figura più prestigiosa della filosofia francese. Lo si identifica con un atteggiamento critico chiamato "decostruzionismo". Tra i suoi testi pubblicati in Italia ricordiamo La scrittura e la differenza, Della Grammatologia, Spettri di Marx, Donare il tempo, Limited Inc.

Guida filosofica per tipi intelligenti

di Roger Scruton

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 156

Il filosofo e la strega

La ragione e il mondo magico

di Paolo Lombardi

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 192

"Stelle, nascondete i vostri lumi!"Che la luce non veda i miei oscuri e profondi desideri." Così Macbeth censura il proprio immaginario; ma anche lui soccomberà alla seduzione della stregoneria. Non è nuovo che i potenti della Terra ricorrano a chi sa operare "malefici": come a suo tempo fece Saul nell'episodio biblico della "pitonessa di Endor" o il figlio di Pompeo nella storia della straga Erittonarrata da Lucano. Ma se i signori della politica osano rivolgersi persino alla negromanzia, empia arte che sembra cancellare la differenza tra il morto e il vivo, la ragione dei filosofi non abbassa la guardia. Antichi sapienti o Padri della Chiesa, teologi medioevali o profeti della modernità non tralasciano occasione per accanirsi contro la figura che più di ogni altra incarna il mistero dell'ignoto e realizza la violazione sistematica di ogni ordine stabilito. Nel corso dei secoli tali condanne producono effetti inattesi: tramutano la pallida "evpcatrice dei morti" da semplice strumento delle potenze infernali in una gagliarda ribelle "a Dio e alle sue leggi". Così i timori e gli incubi dei "filosofi" hanno popolato dei più strani oggetti l'officina del mago e la bottega della fattucchiera. Ancora oggi negli stereotipi più popolari gli indovini usano la sfera di cristallo, gli incantatori agitano la bacchetta magica e le streghe volano a cavallo di un manico di scopa. Questo libro rintraccia le origini di un'immagine che La filosofia non sempre è riuscita ad esorcizzare e che proietta la sua ombra anche nella nostra epoca, in cui dovrebbero aver trionfato scienza e tecnologia. L'autore Paolo Lombardi, studioso fiorentino, ha pubblicato La Bibbia contesa (Firenze 1992) e ha partecipato alla stesura di numerose voci del Dizionario di filosofia curato da Paolo Rossi (Firenze 1996).

Limited Inc.

di Jacques Derrida

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 274

Da molto tempo si auspica un confronto tra filosofi analitici e continentali, quasi che si trattasse di rispondere a un'esigenza religiosa di ecumenismo o un bisogno etnologico di dialogo tra le culture. Si dice anche che il confronto avverrebbe tra due concetti di filosofia "kantiano" il primo (cioè legato a una nozione scientifica della filosofia), "hegeliano" (cioè dedito alla "decostruzione" letteraria degli acquisti conoscitivi conseguiti dai "kantiani"). I tre saggi di Derrida che compongono questo volume, oltre a fornire una penetrante lettura del problema degli atti linguistici in Austin e dei limiti del ripetuto appello all'esigenza puramente formale di un dialogo fra tradizioni filosofiche, ci propongono una visione non banale del problema: la decostruzione non consiste nel disfare le verità positivamente acquisite dalla filosofia come scienza, ma nell'approfondire - secondo un'esigenza che è ancora anzitutto scientifica- l'analisi di ciò che si intende con verità, filosofia come scienza rigorosa, lavoro del concetto. La decostruzione, allora, non è la presa d'atto di una presunta bancarotta della filosofia, ma il rinnovato appello a una filosofia che può apparire scomoda solo perché mira al conseguimento di criteri non convenzionali di verità. L'autore Jacques Derrida è una delle figure di maggior spicco della filosofia contemporanea. Nelle nostre edizioni ha pubblicato, tra gli altri, “Stati canaglia” (2003)

Verso un sapere dell'anima

di Maria Zambrano

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 188

Donare il tempo

La moneta falsa

di Jacques Derrida

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 192

Questo libro permette al lettore italiano di entrare nel cuore del lavoro filosofico di Jacques Derrida. Qui il tema è il dono,e lo strano rapporto che il dono e il donare hanno con il tempo. Naturalmente Derrida tiene sott'occhio il famoso saggio di Marcel Mauss, e anche le ricerche linguistiche di Emile Benveniste, ma poi gran parte del libro è un dialogo che l'autore intrattiene con un racconto di Baudelaire intitolato La moneta falsa. Il tema non interessa solo il mondo della filosofia in senso stretto ma lancia messaggi molte direzioni. Derrida ci invita a pensare un paradosso: se donare è semplicemente uno scambio, qualcosa di circolare che ha un'andata e un ritorno, come di solito pensiamo che sia, allora il dono stesso scompare, non è più un dono. Il dono resta solo quando c'è un'eccedenza, quando paradossalmente si sottrae al cerchio dello scambio e del tempo. Qual è allora il "tempo" che si addice al donare? Se riflettiamo sulla natura più propria del dono, che ne è del tempo, come lo intendiamo di solito, per esempio quando chiamiamo un dono con il nome di "presente" e diciamo "fare un presente"? Come se - suggerisce Derrida - il dono fosse votato a una "irresponsabilità", poiché nel momento stesso in cui lo dichiariamo, o solo ne mostriamo l'intenzione, esso è già sparito nello scambio. Ma il dono, appunto, non è mai solo una "moneta", semmai potrebbe essere una "moneta falsa". L'autore Jacques Derrida è una delle figure di maggior spicco della filosofia contemporanea. Nelle nostre edizioni ha pubblicato, tra gli altri, “Stati canaglia” (2003).

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