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Filosofia

Scoprire l'esistenza

Con Husserl e Heidegger

di Emmanuel Lévinas

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 292

Husserl e Heidegger, i più importanti filosofi di questo secolo, vengono letti e interpretati da Emmanuel Lévinas, che ha sempre visto nella fenomenologia husserliana e in Essere e tempo di Heidegger la fonte inesauribile di un pensiero capace di proporre una nuova visione del soggetto, del mondo, e dell'esperienza del soggetto nel mondo. Ma il libro è importante anche perché lascia intravedere l'evoluzione del pensiero di Lévinas: dai primi articoli in cui si fa semplice commentatore dell'opera di Husserl e Heidegger, al suo distacco soprattutto da quest'ultimo, dovuto anche all'adesione di Heidegger al nazismo, sino ai saggi più recenti dove si delineano il suo pensiero dell'alterità, dell'incontro col volto dell'altro, e l'idea di un soggetto caratterizzato dalla responsabilità nei confronti del prossimo. L'autore Emmanuel Lévinas (Kaunas, Lituania 1905), di origine ebraica, naturalizzato francese, di recente scomparso. Allievo di Husserl e Heidegger, internato in un campo di concentramento, dal dopoguerra è diventato una delle figure più importanti della filosofia contemporanea. Tra le sue opere più importanti: Dall'esistenza all'esistente (Marietti, 1986), Totalità e infinito (Jaca Book, 1990), Altrimenti che essere (Jaca Book, 1991), Quattro letture talmudiche (Il Melangolo, 1982). educazione e in volumi collettivi

Supremazia e maledizione

Diario filosofico 1973

di Andrea Emo

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 252

''Vi sono istanti in cui il nulla delle cose e di noi stessi ci appare con tale lucidità che ci sentiamo animati dallo spirito del Distruttore''. Ma non c'è bisogno (sempre) di guerra, rivolta, rivoluzione. Per Andrea Emo ''basta volgere su tutto i nostri occhi'' per riconoscere come le immagini dell'arte, i teoremi della scienza, i misteri della religione non siano che manifestazioni di tale nulla. Tuttavia, proprio per questo arte, scienza e religione non vanno affatto disprezzate: i simboli di cui rivestono le nostre esistenze portano all'estremo il bisogno di conoscere ciò che è inconoscibile (noi stessi e Dio) e ci fanno intendere come anche Dio possa morire per risorgere. Cristo è davvero la Fenice, il mitico animale che fa il nido nel fuoco che lo distrugge, e tale distruzione è, paradossalmente, anche la nostra unica salvezza. In Supremazia e maledizione Emo dispiega la sua riflessione sull'essere e il nulla, ma senza dimenticare i piccoli piaceri e le minute sofferenze della vita quotidiana, gli amori, gli odi, le paure, i desideri delle donne e degli uomini in carne e ossa che ci stanno intorno.   L'autore Patrizio veneto-napoletano, allievo ribelle di Giovanni Gentile e amico di Alberto Savinio, Ugo Spirito e Cristina Campo, Andrea Emo (1901-1983) ha riempito pagine e pagine di quaderni, in una sorta di Diario in cui per decenni ha registrato le sue riflessioni. Di Emo sono già state pubblicate due importanti antologie, Il Dio negativo e La voce delle muse (entrambi Marsilio, Venezia, 1989 e 1992).

Il paiolo bucato

La nostra condizione paradossale

di P. Aldo Rovatti

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 210

Il testo invita il lettore a compiere una serie di percorsi attraverso il territorio della filosofia e altri territori vicini, per descrivere quella che l'autore chiama "la nostra condizione paradossale". L'umorismo, il gioco, la follia vengono chiamati in causa per sostenere il rischio di una scommessa che appare sempre più urgente per capire dove siamo, come ci muoviamo, come possiamo pensare. È possibile essere "dentro" e al medesimo tempo essere "fuori"? Sembra impossibile. Eppure questa impossibilità è la posta in gioco della nostra condizione. Evitare di pensarla significa immobilizzarsi. L'autore Pier Aldo Rovatti insegna Storia della filosofia contemporanea a Trieste. In questa stessa collana ha già pubblicato L'esercizio del silenzio e Per gioco.

Critica e clinica

di Gilles Deleuze

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 200

Critica e clinica, pubblicato in Francia nel 1993, può essere considerato il testamento letterario-filosofico di Gilles Deleuze, morto suicida a Parigi nel 1995. Il piccolo Hans di Freud, Bartleby, l'enigmatico personaggio di un racconto di Melville, e ancora Nietzsche, Beckett, Lawrence e altri sono i punti di sostegno di un pensiero che scava ed esplora ciò che sta al limite del linguaggio quando quest'ultimo si fa scrittura e invenzione di una nuova lingua. Scrivere, per Deleuze, significa proprio questo: una sorta di delirio che trascina le parole al di fuori di se stesse, facendole diventare visioni, musica, colori, sonorità. Ma non solo il linguaggio, anche lo scrittore è immerso in questo delirio, spinto e trascinato verso un "divenire altro", cavallo, donna, bambino, dal suo stesso processo di scrittura. Eppure la letteratura è salute, un cammino e un'avventura che permette di situarsi attraverso il linguaggio in ciò che è il fuori del linguaggio. Quando invece il delirio cade nello stato clinico, l'esplorazione diventa muta e le visioni e i colori, così come le sonorità, non sono in grado di esprimere più nulla.

Malattia mentale e psicologia

di Michel Foucault

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 102

"Bisogna dunque", scrive Foucault, "analizzare la specificità della malattia mentale facendo credito all'uomo stesso e non alle astrazioni sulla malattia. Bisogna ricercare le forme concrete che la psicologia le ha assegnato, e poi determinare le condizioni che hanno reso possibile questro strano statuto della follia, malattia mentale irriducibile a ogni malattia". Questo è il programma che segna l'esordio, nel 1954, di Foucault sulla scena culturale. Nel 1962, dopo il grande libro sulla Storia della follia, Foucault ne riscrive completamente la seconda parte e afferma che la follia è una struttura globale dell'esperienza umana, concludendo così: "La psicologia non potrà mai domare la follia". Letto oggi, questo libro anticipa e condensa i tempi complessi della Storia della follia, rilancia la questione della follia che Foucault non abbandonerà mai e che resta un interrogativo centrale della nostra cultura. Michel Foucault (1926-1984) è stato uno dei pensatori di maggior spicco del panorama culturale del dopoguerra. Tra i suoi libri, ormai classici tradotti in tutto il mondo, nelle nostre edizioni è già stato pubblicato Il sogno (2003).

Il virtuale

di Pierre Lévy

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 150

L'astratto di oggi sarà il concreto di domani. Questo è il senso del processo di virtualizzazione che accompagna sin dagli inizi l'avventurastorica del genere umano. Il paziente lavoro degli scribi è stato rimpiazzato dalla compilazione elettronica; la televisione ha preso per sè il ruolo delle "tecniche della memoria"  del mago rinascimentale; le autostrade informatiche paiono rendere attuale il sogno della comunicazione totale. il sogno di Lèvy non è solo una presentazione elegante e chiara di quel che significa oggi servirsi della realtà virtuale nel senso tecnico del termine - dalla simulazione militareal puro effetto di gioco - ma è soprattutto, il primo manuale di "filosofia del virtuale" che non si limita a delineare i possibili universi in cui domani ci troveremo a vivere, ma insegna come il virtuale sia il germe di un diverso modo di essere del reale e, come tale, non sempre costituisca una fuga dalla realtà, ma un potenziamento di questa. Tale logica del potenziamentosi dispiega nel libro con una serie di esempi che mostrano come nella vicenda siamo tutti coinvolti, filosofi e politici, ciarlatani e prostitute, sacerdoti e uomini della strada. È come se tutti avessimo a disposizione la lampada di Aladino, ma il Genio può anche esigere un prezzo. Se si tratti di un prezzo per crescere, invece che per decadere a meri "replicanti", dipende dalla nostra capacità di scegliere in un momento in cui le decisioni sono sempre più rischiose ma affascinanti.

Individuale e collettivo

Decisione e razionalità

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 192

Perchè siamo liberi? Come possiamo usare razionalmente della nostra libertà? Che peso hanno tradizioni e stili di vita? Cosa vuol dire "decidere"? Contano più gli individui o i gruppi? C'è qualcosa come un'utilità collettiva? E qual è il "sommo bene dei cittadini" che uno stato effeciente dovrebbe perseguire? Tramontare le ideologie, finita la contrapposizione del mondo in due blocchi, sfumato anche il sogno di un unico "ordine mondiale", riemergono ke domande fondamentali del pensiero politico d'occidente - quelle che già travagliavano Platone e Aristotele - rese ancor più drammatiche dalla crisi della rappresentanza, dalle ambiguità delle democrazie reali, dallo strapotere della tecnica. Formulano delle risposte cinque  "grandi" della filosofia della scienza e della società, Raymond Boudon, Norberto Bobbio, Karl Popper, Gerard Radnitzky e John Harsanyi.

Analitici e continentali

Guida alla filosofia degli ultimi trent’anni

di Franca D'Agostini

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 576

Differenza e ripetizione

di Gilles Deleuze

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 402

"Il pensiero ha due corni: l'uno, detto cattiva volontà (per sventare le categorie), l'altro, cattivo umore (per puntare verso la stupidità e conficcarvisi). Siamo lontani dal vecchio saggio che pone tanta buona volontà nell'attingere il vero, che accoglie con uguale umore la diversità indifferente delle fortune e delle cose; lontani dal cattivo carattere di Schopenhauer che si irrita delle cose che non rientrano da sole nella loro indifferenza; ma lontani anche dalla "melanconia" che si fa indifferente al mondo, e la cui immobilità segnala, accanto ai libri e alla sfera, la profondità dei pensieri e la diversità del sapere. Servendosi della sua cattiva volontà, e fingendo il cattivo umore, da questo esercizio perverso e da questo teatro il pensiero attende l'uscita: la brusca differenza del caleidoscopio, i segni che si illuminano per un istante, la faccia dei dadi gettati, la sorte di un altro gioco. Pensare non consola né rende felici. Pensare si trascina languidamente come una perversione; pensare si ripete con applicazione su un teatro; pensare si getta di colpo fuori dal bussolotto dei dadi. E quando il caso, il teatro e la perversione entrano in risonanza, quando il caso vuole che tra i tre ci sia una simile risonanza, allora il pensiero è una "trance"e vale la pena di pensare" Michel Foucault L'autore Gilles Deleuze (1925-1995) è tra le figure più significative del panorama filosofico contemporaneo. Tra le sue numerose opere tradotte in italiano ricordiamo L'anti-Edipo, Foucault, Nietzsche e la filosofia, Critica e clinica.

Ecografie della televisione

di Jacques Derrida, Bernard Stiegler

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 196

Sul finire dell'Ottocento Sir William Crookes, inventore del tubo catodico, era convinto che attraverso di esso ci sarebbero pervenute le immagini dei "nostri cari trapassati". Oggi il sistema dei media rivela pienamente la propria natura spettrale: elude ogni vincolo materiale, ogni localizzazione nello spazio e nel tempo, ogni connotazione geografica e territoriale. E' l'intrusione, desiderata e temuta, dell'ospite inatteso, del "mondiale", di un altro linguaggio e di un altro ritmo. Ma, nell'annullare ogni distanza, l'"espropriazione" televisiva innesca la reazione di un localismo esasperato. Lo sviluppo dei media ha potentemente contribuito alla "democratizzazione" su scala globale, spazzando via gli ultimi resti dei vecchi totalitarismi; ma rischiamo di perdere le nuove sfide, perché la stessa fede neoliberale nel mercato non riesce più a controllare le potenze che ha scatenato. Di fronte a una televisione che sembra offrirci a poco prezzo un mondo senza frontiere, siamo come l'apprendista stregone: la via è aperta per il revival delle etnie, il nazionalismo delle minoranze, l'integralismo religioso. Questa regressione accompagna, inesorabile come un'ombra, l'accelerazione del processo tecnologico, costringendoci a ripensare l'universalità della comunicazione e la natura della tecnica.

Guida filosofica per tipi intelligenti

di Roger Scruton

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 156

Verità, tempo, Dio, libertà, ma anche musica, sesso, educazione… È almeno dai tempi di Socrate che il filosofo non conosce tabù. E proprio dove la sua impresa è più rischiosa, rivela orizzonti nuovi e inaspettati. Ma, sostiene Roger Scruton, come disciplina accademica la filosofia ha troppo spesso tradito le proprie origini, oscillando tra gli estremi di uno specialismo esasperato o di una vaghezza mascherata da un linguaggio apparentemente profondo ed evocativo. Scruton invece non ama le chiusure accademiche, gli atteggiamenti oracolari, le censure del politicamente corretto. L’audacia intellettuale dovrebbe sempre andare di pari passo con la chiarezza esplositiva e con l’attenzione ai problemi della gente comune. A lungo la filosofia è stata tenuta separata dai desideri, dalle paure e dalle speranze degli uomini e delle donne in carne e ossa. Lo scopo di questo libro è di “riconciliarla con la vita”.  Biografia dell'autore  Roger Scruton è stato professore di Estetica al Birkbeck College dell'Università di Londra. Personaggio pubblico della vita culturale inglese, è un vivace polemista e un apprezzato commentatore televisivo e radiofonico.

Il filosofo e la strega

La ragione e il mondo magico

di Paolo Lombardi

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 192

"Stelle, nascondete i vostri lumi!"Che la luce non veda i miei oscuri e profondi desideri." Così Macbeth censura il proprio immaginario; ma anche lui soccomberà alla seduzione della stregoneria. Non è nuovo che i potenti della Terra ricorrano a chi sa operare "malefici": come a suo tempo fece Saul nell'episodio biblico della "pitonessa di Endor" o il figlio di Pompeo nella storia della straga Erittonarrata da Lucano. Ma se i signori della politica osano rivolgersi persino alla negromanzia, empia arte che sembra cancellare la differenza tra il morto e il vivo, la ragione dei filosofi non abbassa la guardia. Antichi sapienti o Padri della Chiesa, teologi medioevali o profeti della modernità non tralasciano occasione per accanirsi contro la figura che più di ogni altra incarna il mistero dell'ignoto e realizza la violazione sistematica di ogni ordine stabilito. Nel corso dei secoli tali condanne producono effetti inattesi: tramutano la pallida "evpcatrice dei morti" da semplice strumento delle potenze infernali in una gagliarda ribelle "a Dio e alle sue leggi". Così i timori e gli incubi dei "filosofi" hanno popolato dei più strani oggetti l'officina del mago e la bottega della fattucchiera. Ancora oggi negli stereotipi più popolari gli indovini usano la sfera di cristallo, gli incantatori agitano la bacchetta magica e le streghe volano a cavallo di un manico di scopa. Questo libro rintraccia le origini di un'immagine che La filosofia non sempre è riuscita ad esorcizzare e che proietta la sua ombra anche nella nostra epoca, in cui dovrebbero aver trionfato scienza e tecnologia. L'autore Paolo Lombardi, studioso fiorentino, ha pubblicato La Bibbia contesa (Firenze 1992) e ha partecipato alla stesura di numerose voci del Dizionario di filosofia curato da Paolo Rossi (Firenze 1996).

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