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Filosofia

Delirio di gelosia

di Karl Jaspers

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 154

Edizione italiana a cura di Stefania Achella Il delirio di gelosia mette a nudo un soggetto ferito, che ha perso il controllo di sé e del mondo che lo circonda. A tale fenomeno patologico è dedicato questo scritto di Jaspers, pubblicato qui per la prima volta in italiano. Concentrando la propria attenzione sulla vita dei pazienti, attraverso analisi lunghe e minuziose, Jaspers ci consente di entrare nella vita di soggetti deliranti, uomini e donne presi in scacco dalla propria ossessione. La domanda che attraversa il saggio riguarda la possibilità o meno di “comprendere” questi mondi, queste vite, questi deliri. Cercando di distinguere tra la gelosia generata nello sviluppo della personalità e quella connessa a un mutamento fisiologico del cervello, obiettivo di Jaspers è capire fin dove, quando è vittima di spettri spaventosi che ne offuscano la ragione, l’uomo agisce ancora come soggetto libero e dove diventa mera espressione di un corpo malato. L'autore Karl Jaspers è stato uno dei protagonisti della cultura del Novecento. Nelle nostre edizioni ha pubblicato, tra gli altri, Genio e follia (2001), La fede filosofica (2005) e Introduzione alla filosofia (2010).

Romanticismo e Avanguardia

di Giancarlo Lacchin

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 222

L’orizzonte teorico all’interno del quale si colloca la nascita dell’estetica moderna a cavallo fra XVIII e XIX secolo è profondamente connesso, come noto, con la lezione della filosofia kantiana, la cui cifra generale si esplica nell’intento di individuare le condizioni di possibilità del conoscere e, nel caso specifico, della dimensione artistica e creativa. Nella linea di un potenziamento riflessivo di tali istanze, il primo movimento romantico viene poi ad assolutizzare il discorso estetico kantiano, identificando nelle forme di un’arte universale e assoluta la possibilità di cogliere lo spirito della modernità in fase di costituzione. In tal senso il carattere epocale e rivoluzionario della proposta romantica sembra trovare interessanti analogie con quella fase evolutiva dell’arte moderna che si è espressa nelle poetiche e nei linguaggi di alcuni fra i più significativi movimenti di avanguardia del XX secolo, soprattutto per quel che riguarda la rielaborazione di tematiche come quelle del simbolo, della forma, del mito o della plasticità del gesto artistico. Nel sentimento inquieto che sembra caratterizzare lo scenario artistico contemporaneo, da un punto di vista sia creativo che fruitivo, volgere lo sguardo a quella straordinaria continuità progettuale e utopica significa tentare di riappropriarsi di un linguaggio, che, anche se posto a confronto con le forme di un’arte post-auratica “vaporizzata” e talvolta indecifrabile, è ancora in grado di esprimere il significato simbolico di una nuova forma di avanguardia, cioè di una nuova forma di creatività plastica e formativa. L'autore Giancarlo Lacchin (Latisana, 1971), insegna Estetica presso il Dipartimento di Filosofia dell’Università degli Studi di Milano. Si occupa di poetica ed estetica tedesca in epoca classico-romantica e nella Jahrhundertwende, e in particolare di autori quali Goethe, Schlegel, George, Klages, Rilke, Hofmannsthal, Kantorowicz, Simmel, Korff, Baeumler e Friedemann, di cui ha curato l’edizione di alcune opere. Ha pubblicato le monografie Stefan George e l’antichità. Lineamenti di una filosofia dell’arte (Lugano 2006), Ludwig Klages. Coscienza e immagine (Milano 2011) e, con Stefano Zecchi, I classici dell’estetica (Milano 2012). Per le nostre edizioni ha curato L’età di Goethe di Hermann August Korff (2014).

Teorie della conoscenza

Il dibattito contemporaneo

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 416

Nel 1963 Edmund Gettier, un giovane filosofo pressoché sconosciuto, pubblicò su Analysis un breve saggio intitolato “Is justified true belief knowledge?”. Grazie alle sollecitazioni e alle sfide lì contenute, la discussione sulla nozione di conoscenza e sulle nozioni correlate – credenza, giustificazione e verità – ha visto negli ultimi cinque decenni il fiorire di una grande varietà di analisi e posizioni filosofiche. L’epistemologia, nel senso di teoria della conoscenza prima ancora che in quello di filosofia della scienza, è oggi, specialmente nella tradizione analitica, uno degli ambiti più vivaci nel dibattito filosofico. Il lettore troverà in questo volume, oltre al saggio di Gettier, i testi epistemologici che sono alla base della ricerca attuale sull’analisi della conoscenza, la natura della giustificazione e il problema dello scetticismo. Testi di L. BonJour, K. DeRose, F. Dretske, R. Firth, E. Gettier, A. Goldman, J. Greco, C.I. Lewis, R. Nozick, D. Pritchard, J. Pryor, E. Sosa, T. Williamson, C. Wright I curatori Clotilde Calabi insegna Teorie del linguaggio e della mente e Filosofia del linguaggio all’Università degli Studi di Milano. Annalisa Coliva insegna Filosofia del linguaggio ed Epistemologia delle scienze umane all’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia. Andrea Sereni insegna Epistemologia e Filosofia della matematica all’Istituto Universitario di Studi Superiori di Pavia. Giorgio Volpe insegna Filosofia della conoscenza all’Università degli Studi di Bologna.

Mente e cosmo

Perché la concezione neodarwiniana della natura è quasi certamente falsa

di Thomas Nagel

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 154

Se la coscienza non può essere spiegata dalla fisica e dalla biologia nella loro forma attuale, e se la mente è un prodotto dell’evoluzione biologica, “allora”, afferma Nagel, “la biologia non può essere una scienza puramente fisica”. Convinto del fallimento della concezione materialistica della natura, che non spiega i tratti fondamentali del nostro mondo connessi con la mente (coscienza, intenzionalità, significato, valori), Nagel sostiene la necessità di rileggere l’intera storia dell’evoluzione assumendo la centralità dei fenomeni mentali e coscienti, governati da principi che, nella loro forma logica, sarebbero teleologici piuttosto che meccanicistici. La visione riduzionistica del mondo, che pone la materia a fondamento di tutta la realtà, è ancora molto diffusa. Riconoscerne i limiti – è questo il senso della proposta di Nagel – rappresenta il primo passo nella ricerca di possibili alternative. L'autore Thomas Nagel, uno dei più eminenti filosofi contemporanei, è professore emerito di Filosofia e Diritto presso la New York University. Fra le sue opere più importanti ricordiamo Questioni mortali (1979). Recentemente ha pubblicato Secular Philosophy and the Religious Temperament: Essays 2002-2008 (2010).

Responsabilità

Rispondere di sé, rispondere all'altro

di Mario Vergani

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 164

Quando agiamo responsabilmente? Che cosa significa essere responsabili o sentirsi responsabili? Da chi è fatta valere la responsabilità, nei confronti di chi o di che cosa? Fino a che punto si spinge? È rivolta al passato o al futuro? È simmetrica o asimmetrica? In che senso la responsabilità chiama in causa le dimensioni del potere, del sapere, del volere? Da ultimo, come si intrecciano responsabilità e libertà? Lungo un percorso che attraversa l’odierno scenario storico, sociale e culturale dell’azione responsabile, l’autore indaga i fondamenti filosofici del vincolo etico, delineando un modello di etica della relazione con profonde implicazioni teoriche e pratiche nei processi di costituzione dell’identità. L'autore Mario Vergani è ricercatore in Filosofia teoretica presso l’Università di Milano-Bicocca. Recentemente ha pubblicato Separazione e relazione. Prospettive etiche nell’epoca dell’indifferenza (Pisa 2012).

Socrate

di Hannah Arendt

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 124

Edizione italiana a cura di Ilaria Possenti  Socrate, finora inedito in traduzione italiana, sviluppa un’originale riflessione sulla nascita della tradizione politica occidentale, ovvero sul rapporto fra Socrate, Platone e l’esperienza della polis greca. La figura di Socrate attraversa l’intera opera di Hannah Arendt come un riferimento importante e sempre positivo, che aiuta a riformulare i temi della coscienza, del male e del pensiero critico. Qui rappresenta l’inizio di una pratica filosofica e politica che Platone abbandona e tradisce, inaugurando la metafisica come fuga dalla politica. In una prospettiva più ampia, queste pagine mettono per la prima volta a tema l’origine dell’inimicizia tra filosofia e politica, che segna, a parere di Arendt, il destino del pensiero occidentale. I saggi di Adriana Cavarero e Simona Forti corredano il testo arendtiano, mettendone in luce gli aspetti più rilevanti e attuali. L'autrice Hannah Arendt (1906-1975), figura eminente della cultura contemporanea, è autrice di opere che hanno scandito il tempo storico e filosofico del secolo scorso: Le origini del totalitarismo (1951), Vita activa (1958), La banalità del male (1963), La vita della mente (1978). Nelle nostre edizioni è stato pubblicato nel 2006 L’umanità in tempi bui (1960).

Il dono nel tempo della crisi

Per una psicologia del riconoscimento

di Enrico Molinari, Pietro A. Cavaleri

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 158

Nella prospettiva di una psicologia relazionale, gli autori mostrano le potenzialità terapeutiche e umane del dono, della reciprocità e del perdono, anche in un tempo di interminabile crisi come il nostro, dato che la crisi costituisce da sempre una condizione costante dell’esistenza umana. Solo da chi sia aperto al riconoscimento dell’altro, nella sua diversità e nella sua ricchezza, possono scaturire sentimenti e comportamenti adeguati a “ri-generare l’uomo”. Il libro delinea i tratti essenziali della cura psicologica come donazione di senso e presenta una inedita psicologia del riconoscimento e della reciprocità, che nel dono e nel perdono, considerati abitualmente gesti inattuali, individua invece gli snodi fondamentali di una piena realizzazione di sé.   Gli autori Enrico Molinari è professore ordinario di Psicologia clinica presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, dove coordina il corso di laurea e il laboratorio di Psicologia clinica. Svolge inoltre attività di ricerca presso l’Istituto auxologico italiano su temi di psicologia sanitaria. Pietro Andrea Cavaleri dirigente psicologo dell’asp di Caltanissetta, è didatta ordinario presso la Scuola di specializzazione in psicoterapia dell’Istituto di Gestalt HCC. I suoi ambiti di ricerca riguardano gli aspetti epistemologici del lavoro clinico. È assessore alle politiche sociali della sua città.

Il noi collettivo

Impegno congiunto e mondo sociale

di Margaret Gilbert

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 156

Sono pochi i giorni in cui non facciamo, almeno implicitamente, uso del “noi” collettivo, che si stia parlando o semplicemente pensando. Ma che cosa ci legittima a usare questo “noi”? Margaret Gilbert pone qui la questione del fondamento del noi collettivo, cruciale per ogni ontologia sociale, a partire da un originale approccio esistenziale: “non si può sperare di avere una comprensione adeguata della condizione umana senza rispondere a questa domanda”. Elaborando i concetti di “impegno congiunto” e di “soggetto plurale”, l’autrice affronta alcuni problemi decisivi del “noi collettivo” protagonista delle nostre vite quotidiane. Esistono valori collettivi, i valori di un soggetto plurale, di un noi collettivo? E che ne è della libertà dei singoli individui nella condivisione dei valori di un soggetto plurale? Se diciamo che noi siamo moralmente responsabili per qualcosa, che cosa dice questo di me e di te, singoli individui appartenenti a quel collettivo? Qual è la relazione tra l’impegno congiunto costitutivo del noi collettivo e il fenomeno della fusione degli io nell’amore? Che cosa distingue un mero aggregato di singoli esseri umani da un’unità sociale? Nel caso della comunità europea, siamo in presenza della costituzione di un nuovo “noi”, di un nuovo popolo con le caratteristiche di europei? L'autrice Margaret Gilbert insegna Filosofia all’Università della California, Irvine. Tra i suoi testi di ontologia sociale: On Social Facts (1989), Living Together: Rationality, Sociality, and Obligation (1996), Sociality and Responsibility: New Essays in Plural Subject Theory (2000) e Joint Commitment. How We Make the Social World (2013)

Immagini che ci guardano

Teoria dell'atto iconico

di Horst Bredekamp

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 402

Uno fra i più autorevoli storici dell’arte dei nostri giorni si interroga sul perché l’idea stessa di immagine, il suo fascino e la sua potenza siano temi sempre attuali. Questo dipende in primo luogo dall’inedita predominanza del visuale in tutti gli ambiti del nostro quotidiano. Ma dietro si annida un problema più profondo e paradossale: le immagini, in quanto artefatti, non possiedono vita propria, eppure sviluppano una presenza che le differenzia e le eleva rispetto alla materia inanimata. Da qui l’aspettativa che la riflessione possa spingersi oltre il livello del puro sguardo, della mera contemplazione. Nell’apparente conflitto tra fissità e vitalità sta il vero potere attivo delle immagini. Partendo da questo presupposto, Horst Bredekamp sviluppa una teoria dell’atto iconico complementare a quella dell’atto linguistico e distingue tre aree in cui le immagini operano attivamente: la vita artificiale, lo scambio di immagine e corpo e l’energia autonoma della forma. Il volume rappresenta la summa di decennali ricerche sulla fenomenologia delle immagini e sulla loro forza intrinseca. L'autore Horst Bredekamp insegna Storia dell’arte alla Humboldt-Universität di Berlino. È stato insignito del Sigmund-Freud-Preis per la prosa scientifica. Per il suo straordinario contributo alla storia dell’arte ha ricevuto l’Aby-M.-Warburg-Preis, il Max-Planck-Forschungspreis e il Richard- Hamann-Preis.

Insegnare a vivere

Manifesto per cambiare l'educazione

di Edgar Morin

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 116

Sulle tracce di La testa ben fatta e I sette saperi necessari all’educazione del futuro, Edgar Morin auspica una riforma profonda dell’educazione, fondata sulla sua missione essenziale, che già Rousseau aveva individuato: insegnare a vivere. Si tratta di permettere a ciascuno di sviluppare al meglio la propria individualità e il legame con gli altri ma anche di prepararsi ad affrontare le molteplici incertezze e difficoltà del destino umano. Questo nuovo libro non si limita a ricapitolare le idee dei precedenti ma sviluppa tutto ciò che significa insegnare a vivere nel nostro tempo, che è anche quello di Internet, e nella nostra civiltà planetaria, nella quale ci sentiamo così spesso disarmati e strumentalizzati. L'autore Edgar Morin è una delle figure più prestigiose della cultura contemporanea. Nelle nostre edizioni ha pubblicato, tra gli altri, La testa ben fatta (2000), I sette saperi necessari all’educazione del futuro (2001), La nostra Europa (con Mauro Ceruti, 2013), La mia Parigi, i miei ricordi (2013).

Dal gusto al disgusto

L'estetica del pasto

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 206

“Vi è un tipo di terribile cui il poeta ha accesso solo e unicamente tramite il disgustoso. È il terribile della fame.” Non stupisce, alla luce di questa affermazione di Gotthold Ephraim Lessing, che l’estetica si soffermi su quanto di più disgustoso ci sia nel cibarsi. Nell’estetica moderna, il disgusto si annida nella definizione stessa del gusto e si appella a quell’oscurità in cui è stato relegato in quanto senso inferiore. L’elemento carnale, corporeo, materiale, inevitabilmente legato al gusto e al piacere estetico, è dunque anche ciò che genera il rovesciamento del piacere in dispiacere, del gusto in disgusto. La possibilità di un’estetica del disgusto, di una forma di godimento al tempo stesso attraente e repulsiva dell’arte, si rivela una sfida particolarmente stringente per la riflessione filosofica, che ha dedicato negli ultimi anni un’attenzione sempre maggiore a questa sensazione. Il carattere innovativo dei saggi raccolti in questo volume consiste proprio nel restituire una definizione del rapporto tra gusto e disgusto a cavallo tra estetica e alimentazione. L'autore Maddalena Mazzocut-Mis insegna Estetica ed Estetica dello spettacolo presso l’Università degli Studi di Milano. I suoi interessi di ricerca si concentrano sulle teorie dell’immagine e della forma, in particolare sulle relazioni tra estetica, arti visive, letteratura e arti performative. Tra le sue pubblicazioni recenti ricordiamo La forma della passione. Linguaggi narrativi e gestuali del Settecento francese (Firenze 2014).

Internet, controllo e libertà

Trasparenza, sorveglianza e segreto nell'era tecnologica

di Giovanni Ziccardi

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 252

I temi della trasparenza radicale delle informazioni, della sorveglianza globale con mezzi elettronici e dell’uso della tecnologia come strumento efficace per controllare la vita quotidiana del cittadino sono diventati argomenti focali nel dibattito in corso tra mondo del diritto, della politica e della tecnologia, nonché spunti di ricerca di peculiare interesse per gli studiosi di informatica giuridica, di filosofia e sociologia del diritto, di teoria politica e di diritto costituzionale. Autorevoli accademici, tra cui i due costituzionalisti Cass R. Sunstein e Lawrence Lessig, e un informatico-giuridico, Yochai Benkler, si sono occupati, negli ultimi anni, di tali temi, e hanno fornito lucide basi per delineare il quadro esistente e per prevedere le evoluzioni future, tracciando, in un certo senso, la strada da seguire. Muovendo da un’analisi dei loro scritti e del loro pensiero, unitamente a una valutazione dei fatti politici e giudiziari più recenti, l’autore delinea un quadro critico del delicato equilibrio tra la tecnologia come strumento di controllo e di sorveglianza e i diritti fondamentali dell’individuo, tra libertà di manifestazione del pensiero ed esigenze di sicurezza nazionale. L'autore Giovanni Ziccardi è professore di Informatica giuridica e coordinatore del corso di perfezionamento in Investigazioni digitali presso la facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Milano. I suoi principali ambiti di ricerca riguardano la criminalità informatica, le investigazioni digitali e i diritti di libertà.

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