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Filosofia

Esperienze del dolore

Fra distruzione e rinascita

di David Le Breton

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 296

David Le Breton affronta qui l’indicibile della sofferenza. Mostra come il dolore sia una sensazione certamente reale, ma anche un’emozione, una percezione, una maniera di decifrare se stessi, e non il semplice ricalco di un’alterazione somatica o una vicenda che interessa soltanto il sistema nervoso. Sappiamo che esiste la tortura, forma di violenza assoluta mirata a produrre un dolore impossibile da contenere, conosciamo la malattia, con i suoi attacchi intollerabili. Ma l’individuo che soffre, ricorda l’autore, vive un’esperienza che lo spoglia dell’essenziale, in cui la frontiera tra interno ed esterno si dissolve fino ad annullare la soglia che consente di sentirsi persona. Attingendo a una vasta gamma di testi letterari, filosofici, storici e antropologici, Le Breton ci aiuta a penetrare in ciò che, dentro di noi, vi è di più complesso e ambivalente e, insieme, a riflettere sui meandri più misteriosi e segreti della nostra storia di vita. L'autore David Le Breton sociologo e antropologo, insegna all’Università di Strasburgo ed è membro dell’Institut universitaire de France e del laboratorio URA-CNRS “Culture e società in Europa”. In questa collana è già stato pubblicato Il sapore del mondo. Un’antropologia dei sensi (2007).

Religione secolare

Una polemica contro l'errata interpretazione della filosofia sociale, della scienza e della politica moderne come "nuove religioni".

di Hans Kelsen

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 428

È legittimo interpretare la filosofia, la scienza e la politica moderne come “religioni secolari”, a dispetto della loro dichiarata tendenza anti-teologica? È legittimo interpretare la fiducia nel progresso come una fede religiosa? In questo suo ultimo libro, pubblicato postumo, Hans Kelsen muove una dura critica contro le teorie della cultura del XX secolo che tentano di individuare implicazioni religiose e teologiche nelle dottrine sociali e nelle ideologie politiche del nostro tempo, riconducendole sotto il dominio della teologia e della speculazione metafisica. Kelsen denuncia il carattere contraddittorio del concetto stesso di religione secolare (di religione senza Dio) e costruisce un’appassionata difesa dello spirito scientifico della modernità attraverso la rilettura di alcune tra le principali opere del pensiero occidentale, da Hobbes ai filosofi dell’Illuminismo fino a Marx e a Nietzsche. L'autore Hans Kelsen (1881-1973) è stato uno dei maggiori filosofi del diritto del XX secolo. Tra le sue opere più note Lineamenti di dottrina pura del diritto (1934), I fondamenti della democrazia (1955) e Teoria generale delle norme, pubblicata postuma nel 1979.

L'io come cervello

di Patricia S. Churchland

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 306

Che cosa succede quando accettiamo che tutto ciò che proviamo e pensiamo sia il frutto non di un’anima immateriale ma dell’attività elettrica e chimica del nostro cervello? Con una narrazione che intreccia esperienza professionale e vita vissuta, Patricia Churchland radica la filosofia della mente nei suoi fondamenti essenzialmente biologici. Non senza ironia riflette sul modo in cui è riuscita ad armonizzare scienza e filosofia, mente e cervello, ideali astratti e realtà concreta. Ci mostra come le più recenti ricerche sulla coscienza, sulla memoria e sul libero arbitrio possano aiutarci a riconsiderare importanti questioni filosofiche, etiche e spirituali: che cosa plasma la nostra personalità? in che modo prendiamo le nostre decisioni? perché proviamo empatia per gli altri? un bambino è responsabile delle proprie azioni? Una semplice e affascinante esplorazione della mente, dell’etica e del significato della vita. L'autrice Patricia S. Churchland è professore emerito di Filosofia all’Università della California di San Diego. Per il suo lavoro pionieristico nell’ambito della neurofilosofia è stata insignita del premio della MacArthur Foundation. In questa collana ha pubblicato Neurobiologia della morale (2012).

Durata reale e flusso di coscienza

Lettere e altri scritti (1902 -1939)

di Henri Bergson, William James

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 202

Vengono qui presentate per la prima volta tutte le lettere disponibili dello scambio epistolare intercorso fra Henri Bergson e William James fra il 1902 e il 1910, anno della morte di James, integrate dai testi (lettere ad altri corrispondenti, saggi, articoli) che documentano la storia di una straordinaria amicizia filosofica. L’incontro fra il filosofo francese e lo psicologo e filosofo americano non fu soltanto dettato dalle affinità concettuali ed esistenziali, ma soprattutto dall’esigenza di ripensare su basi rinnovate il programma di ricerca della filosofia. A unirli con un legame profondo erano il rifiuto dell’intellettualismo, la critica della metafisica di scuola come dello scientismo positivista, ma anche l’idea che per la filosofia fosse venuto il tempo di ritornare a parlare la lingua viva dell’esperienza. Solo così la filosofia avrebbe potuto mostrarsi all’altezza del secolo che si stava aprendo e delle nuove esigenze teoretiche che proprio la nuova scienza aveva posto sul tappeto. Il dialogo Bergson-James è una pietra miliare nella storia intellettuale del Novecento, di cui solo oggi si comincia ad apprezzare la straordinaria portata. Gli autori Henri Bergson (1859-1941) è considerato fra i massimi filosofi della storia del pensiero occidentale. La sua notorietà, legata a una radicale revisione delle nozioni di temporalità e di esperienza, andò ben oltre l’ambito strettamente filosofico, fino a procurargli, nel 1927, il Nobel per la letteratura. William James (1842-1910) è il fondatore, insieme a Charles Sanders Peirce, del pragmatismo. Nel 1890 pubblicò I principi di psicologia, in cui si trova esposto il celebre concetto di stream of thought o stream of consciousness, da molti avvicinato alla nozione bergsoniana di durata.

Strumenti per pensare

di Daniel C. Dennett

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 538

“Riflettere in maniera corretta e con eleganza su questioni difficili” è l’obiettivo di Daniel Dennett nel presentare qui una selezione di strumenti per pensare. Ma non è questa la vocazione di chiunque eserciti l’onesto mestiere del filosofo? Dennett ha con la filosofia una relazione privilegiata: non si tratta soltanto di rendere trasparente “l’atmosfera linguistica” in cui vengono posti i grandi problemi della tradizione, ma di attingere a quanto ci offrono discipline come la biologia evoluzionistica, la neurofisiologia, la logica matematica e le varie teorie della cosiddetta intelligenza artificiale. Ne emerge una inedita concezione dell’essere umano, destinata a mutare i presupposti delle più disparate “scienze morali”, dall’antropologia alla storia, dal diritto all’etica. E tutto questo “gonfiando o sgonfiando” le varie pompe dell’intuizione a cui i filosofi ricorrono nel sostenere opposte tesi su questioni come la natura del significato, le funzioni della mente e il libero arbitrio. Costellato di diaboliche delizie, il volume di Dennett sfida lettori intrepidi di qualsiasi estrazione a esplorare le proprie idee predilette con nuove capacità e, se è il caso, a cambiarle. L'autore Daniel C. Dennett dirige il Center of Cognitive Studies presso la Tufts University, Medford (MA). In questa collana sono stati pubblicati L’evoluzione della libertà (2004), Sweet Dreams (2006) e Rompere l’incantesimo (2007).

Onestà

di Francesca Rigotti

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 166

L’onestà è una cosa troppo seria per lasciarla in mano a politici e amministratori non sempre educati ai temi etici. Peraltro, il concetto di onestà non si limita al significato economico che definisce onesto chi non ruba, non froda e non corrompe, ma è molto più articolato. Obiettivo di questo libro è restituire un po’ della ricchezza di sensi del sostantivo onestà, dell’aggettivo onesto e dell’avverbio onestamente, dal punto di vista storico come da quello concettuale. Scopriremo che onestà ha a che fare con intenzioni, motivi e disposizioni del carattere e del comportamento di una persona. Ma è importante possedere tali tratti del carattere e dimostrarli nel comportamento? È rilevante che una persona sia onesta? Potrebbe essere più significativo che sia compassionevole o generosa. E che cos’è davvero l’onestà? È una virtù? E l’onestà delle donne è diversa da quella degli uomini? A tali domande risponde l’autrice. Se poi le risposte serviranno anche a farci diventare più onesti, è tutto da vedere. L'autrice Francesca Rigotti insegna presso la facoltà di Scienze della comunicazione dell’Università della Svizzera italiana a Lugano. Si occupa di metaforologia nell’ambito filosofico-politico e in quello della vita quotidiana, nonché di etica politica. Nelle nostre edizioni ha pubblicato Senza figli. Una condizione umana (con D. Demetrio, 2012).

Non è più come prima

Elogio del perdono nella vita amorosa

di Massimo Recalcati

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 160

Questo libro si interessa dell’amore che dura, delle sue pene e della sua possibile redenzione. Non si occupa degli innamoramenti che si esauriscono nel tempo di una notte senza lasciare tracce. Indaga gli amori che lasciano il segno, che non vogliono morire nemmeno di fronte all’esperienza traumatica del tradimento e dell’abbandono. Cosa accade in questi legami quando uno dei due vive un’altra esperienza affettiva nel segreto e nello spergiuro? Cosa accade poi se chi tradisce chiede perdono e, dopo aver decretato che non era più come prima, vuole che tutto torni come prima? Dobbiamo ridicolizzare gli amanti nel loro sforzo di far durare l’amore? Oppure possiamo confrontarci con l’esperienza del tradimento, con l’offesa subita, con il dolore inflitto da chi per noi è sempre stato una ragione di vita? Questo libro elogia il perdono come lavoro lento e faticoso che non rinuncia alla promessa di eternità che accompagna ogni amore vero. L'autore Massimo Recalcati, tra i più noti psicoanalisti lacaniani in Italia, è membro analista dell’Associazione lacaniana italiana di psicoanalisi. Le sue numerose pubblicazioni sono tradotte in diverse lingue. Nelle nostre edizioni ha pubblicato con successo L’uomo senza inconscio (2010), Cosa resta del padre? (2011) e Ritratti del desiderio (2012).

Non è più come prima

Elogio del perdono nella vita amorosa

di Massimo Recalcati

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 160

Questo libro si interessa dell’amore che dura, delle sue pene e della sua possibile redenzione. Non si occupa degli innamoramenti che si esauriscono nel tempo di una notte senza lasciare tracce. Indaga gli amori che lasciano il segno, che non vogliono morire nemmeno di fronte all’esperienza traumatica del tradimento e dell’abbandono. Cosa accade in questi legami quando uno dei due vive un’altra esperienza affettiva nel segreto e nello spergiuro? Cosa accade poi se chi tradisce chiede perdono e, dopo aver decretato che non era più come prima, vuole che tutto torni come prima? Dobbiamo ridicolizzare gli amanti nel loro sforzo di far durare l’amore? Oppure possiamo confrontarci con l’esperienza del tradimento, con l’offesa subita, con il dolore inflitto da chi per noi è sempre stato una ragione di vita? Questo libro elogia il perdono come lavoro lento e faticoso che non rinuncia alla promessa di eternità che accompagna ogni amore vero. L'autore Massimo Recalcati, tra i più noti psicoanalisti lacaniani in Italia, è membro analista dell’Associazione lacaniana italiana di psicoanalisi. Le sue numerose pubblicazioni sono tradotte in diverse lingue. Nelle nostre edizioni ha pubblicato con successo L’uomo senza inconscio (2010), Cosa resta del padre? (2011) e Ritratti del desiderio (2012).

La razionalità della religione

di Robert Audi

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 378

Edizione italiana a cura di Andrea Lavazza Oggi l’impegno religioso suscita spesso diffidenza se non ostracismo. Robert Audi mostra invece, in modo filosoficamente rigoroso, come possa risultare razionale e individua il posto della fede nel mondo postmoderno. L’impegno religioso è visto non solo come l’abbracciare una serie di principi ma piuttosto come un tipo di vita, intimamente legato alla dimensione morale, politica ed estetica dell’esistenza. L’autore presenta un resoconto della razionalità quale condizione raggiungibile da persone religiosamente mature, compresi coloro che hanno uno spiccato atteggiamento scientifico. Illustra poi che cosa significa avere fede e in che modo la fede sia legata a emozioni e comportamenti. Si delineano i contorni dell’impegno religioso, dell’obbligo morale e del rapporto tra religione e politica. Si mostra come l’etica e la religione possano mutualmente sostenersi e si tracciano i contorni di un’esistenza equilibrata, con interazioni gratificanti tra fede e ragione, religione e scienza, la dimensione estetica e quella spirituale. L'autore Robert Audi, uno dei più autorevoli filosofi del panorama analitico contemporaneo, insegna Filosofia alla University of Notre Dame (Indiana, Stati Uniti). È stato presidente della American Philosophical Association ed è il curatore del Cambridge Dictionary of Philosophy.

Inclinazioni

Critica della rettitudine

di Adriana Cavarero

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 240

Una fra le più autorevoli filosofe italiane si interroga sul significato morale e politico della postura verticale del soggetto e propone di ripensare la soggettività in termini di inclinazione. Si tratta di due geometrie, di due costruzioni ontologiche. Mentre nella classica figura dell’uomo retto e nei vari dispositivi rettificanti della tradizione filosofica si annida un io egoistico, chiuso in sé, autosufficiente e autoreferenziale, nella figura dell’inclinazione prende invece forma un sé altruistico, aperto e spinto a uscire dal suo asse per sporgersi sull’altro. Il riferimento non è solo a testi filosofici (Platone, Agostino, Hobbes, Kant, Arendt, Jonas, Canetti), ma anche a prodotti artistici (le tele di Barnett Newman, di Leonardo da Vinci e di Artemisia Gentileschi, le fotografie di Aleksandr Rodcenko) e a pagine letterarie (Marcel Proust, Virginia Woolf). Il capitolo conclusivo è dedicato a Lévinas e alla decostruzione geometrica del suo incontro etico “faccia a faccia”. L'autrice Adriana Cavarero insegna Filosofia politica presso l’Università di Verona. Esponente di spicco del pensiero della differenza sessuale, è internazionalmente riconosciuta come una delle protagoniste più interessanti del dibattito filosofico attuale. Tra le sue pubblicazioni recenti, Orrorismo ovvero della violenza sull’inerme (Milano 2007).

Filosofia della fotografia

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 415

Si offre per la prima volta al lettore italiano un ampio studio dedicato esclusivamente alla riflessione filosofica sulla fotografia, considerata come prospettiva privilegiata dalla quale comprendere la contemporaneità sul piano scientifico, sociale, politico. Come emerge con chiarezza lungo il percorso di lettura proposto, la fotografia è il medium attraverso il quale si è formato lo sguardo dell’uomo contemporaneo. Il volume si articola in quattro nuclei tematici: percezione, cultura visuale, arte e mediazione. L’obiettivo è raccogliere le riflessioni più importanti sull’immagine fotografica soprattutto in relazione alle dinamiche socioculturali che hanno determinato la sua affermazione. La scelta dei brani, oltre a importanti classici di filosofia della fotografia, comprende alcuni scritti poco conosciuti nel panorama italiano di cultura visuale, nonché saggi fondamentali tradotti per la prima volta nella nostra lingua. Gli autori Maurizio Guerri lavora all’Istituto nazionale per la storia del movimento di liberazione in Italia (INSMLI) di Milano e insegna Filosofia contemporanea e Storia della comunicazione sociale presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. I suoi studi si rivolgono principalmente all’estetica tedesca del Novecento, con particolare riferimento alla morfologia e al rapporto fra immagine e politica. Francesco Parisi insegna Storia e tecnica del linguaggio fotografico e Cinema e fotografia presso l’Università degli Studi di Messina. Le sue ricerche si concentrano sulla relazione tra immagine fotografica e mediazione, sullo sfondo di un approccio che coinvolge le scienze cognitive.   Scritti di: G. Anders, J. Baudrillard, W. Benjamin, E. Bloch, C. Chéroux, G. Currie, G. Didi-Huberman, V. Flusser, J. Friday, E. Jünger, S. Kracauer, E. Mach, C. Marra, M. McLuhan, L. Moholy-Nagy, F. Ritchin, A. Scharf, R. Scruton, K.L.Walton  

La religiosità della terra

Una fede civile per la cura del mondo

di Duccio Demetrio

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 258

La religiosità della terra non è una devozione neopagana e nemmeno un culto. È un modo di sentire umano tra i più immediati e istintivi. È meraviglia, commozione, sgomento, dinanzi alla natura e al suo manifestarsi in forme molteplici e discordanti: bellezza sublime, supremazia, indifferenza. Sia il credente sia il non credente, dinanzi alla natura, non possono che provare identiche emozioni. Per questo oggi è necessaria una comune fede civile, un’alleanza feconda nella custodia del mondo, tra tutti coloro che intendono opporsi alle aggressioni, alle negligenze, ai saccheggi indiscriminati contro la nostra terra che, da madre, si rivela sempre più figlia. L'autore Duccio Demetrio ha insegnato Filosofia dell’educazione all’Università degli Studi di Milano-Bicocca. Nelle nostre edizioni ha pubblicato, tra gli altri, Raccontarsi (1996), Filosofia del camminare (2005), La vita schiva (2007), e Perché amiamo scrivere (2011).

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