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Filosofia

Il dono nel tempo della crisi

Per una psicologia del riconoscimento

di Pietro A. Cavaleri, Enrico Molinari

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 158

Nella prospettiva di una psicologia relazionale, gli autori mostrano le potenzialità terapeutiche e umane del dono, della reciprocità e del perdono, anche in un tempo di interminabile crisi come il nostro, dato che la crisi costituisce da sempre una condizione costante dell’esistenza umana. Solo da chi sia aperto al riconoscimento dell’altro, nella sua diversità e nella sua ricchezza, possono scaturire sentimenti e comportamenti adeguati a “ri-generare l’uomo”. Il libro delinea i tratti essenziali della cura psicologica come donazione di senso e presenta una inedita psicologia del riconoscimento e della reciprocità, che nel dono e nel perdono, considerati abitualmente gesti inattuali, individua invece gli snodi fondamentali di una piena realizzazione di sé.   Gli autori Enrico Molinari è professore ordinario di Psicologia clinica presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, dove coordina il corso di laurea e il laboratorio di Psicologia clinica. Svolge inoltre attività di ricerca presso l’Istituto auxologico italiano su temi di psicologia sanitaria. Pietro Andrea Cavaleri dirigente psicologo dell’asp di Caltanissetta, è didatta ordinario presso la Scuola di specializzazione in psicoterapia dell’Istituto di Gestalt HCC. I suoi ambiti di ricerca riguardano gli aspetti epistemologici del lavoro clinico. È assessore alle politiche sociali della sua città.

Il noi collettivo

Impegno congiunto e mondo sociale

di Margaret Gilbert

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 156

Sono pochi i giorni in cui non facciamo, almeno implicitamente, uso del “noi” collettivo, che si stia parlando o semplicemente pensando. Ma che cosa ci legittima a usare questo “noi”? Margaret Gilbert pone qui la questione del fondamento del noi collettivo, cruciale per ogni ontologia sociale, a partire da un originale approccio esistenziale: “non si può sperare di avere una comprensione adeguata della condizione umana senza rispondere a questa domanda”. Elaborando i concetti di “impegno congiunto” e di “soggetto plurale”, l’autrice affronta alcuni problemi decisivi del “noi collettivo” protagonista delle nostre vite quotidiane. Esistono valori collettivi, i valori di un soggetto plurale, di un noi collettivo? E che ne è della libertà dei singoli individui nella condivisione dei valori di un soggetto plurale? Se diciamo che noi siamo moralmente responsabili per qualcosa, che cosa dice questo di me e di te, singoli individui appartenenti a quel collettivo? Qual è la relazione tra l’impegno congiunto costitutivo del noi collettivo e il fenomeno della fusione degli io nell’amore? Che cosa distingue un mero aggregato di singoli esseri umani da un’unità sociale? Nel caso della comunità europea, siamo in presenza della costituzione di un nuovo “noi”, di un nuovo popolo con le caratteristiche di europei? L'autrice Margaret Gilbert insegna Filosofia all’Università della California, Irvine. Tra i suoi testi di ontologia sociale: On Social Facts (1989), Living Together: Rationality, Sociality, and Obligation (1996), Sociality and Responsibility: New Essays in Plural Subject Theory (2000) e Joint Commitment. How We Make the Social World (2013)

Immagini che ci guardano

Teoria dell'atto iconico

di Horst Bredekamp

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 402

Uno fra i più autorevoli storici dell’arte dei nostri giorni si interroga sul perché l’idea stessa di immagine, il suo fascino e la sua potenza siano temi sempre attuali. Questo dipende in primo luogo dall’inedita predominanza del visuale in tutti gli ambiti del nostro quotidiano. Ma dietro si annida un problema più profondo e paradossale: le immagini, in quanto artefatti, non possiedono vita propria, eppure sviluppano una presenza che le differenzia e le eleva rispetto alla materia inanimata. Da qui l’aspettativa che la riflessione possa spingersi oltre il livello del puro sguardo, della mera contemplazione. Nell’apparente conflitto tra fissità e vitalità sta il vero potere attivo delle immagini. Partendo da questo presupposto, Horst Bredekamp sviluppa una teoria dell’atto iconico complementare a quella dell’atto linguistico e distingue tre aree in cui le immagini operano attivamente: la vita artificiale, lo scambio di immagine e corpo e l’energia autonoma della forma. Il volume rappresenta la summa di decennali ricerche sulla fenomenologia delle immagini e sulla loro forza intrinseca. L'autore Horst Bredekamp insegna Storia dell’arte alla Humboldt-Universität di Berlino. È stato insignito del Sigmund-Freud-Preis per la prosa scientifica. Per il suo straordinario contributo alla storia dell’arte ha ricevuto l’Aby-M.-Warburg-Preis, il Max-Planck-Forschungspreis e il Richard- Hamann-Preis.

Insegnare a vivere

Manifesto per cambiare l'educazione

di Edgar Morin

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 116

Questo nuovo libro sviluppa tutto ciò che significa insegnare a vivere nel nostro tempo, che è anche quello di Internet, e nella nostra civiltà planetaria, nella quale ci sentiamo spesso disarmati e strumentalizzati.

Dal gusto al disgusto

L'estetica del pasto

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 206

“Vi è un tipo di terribile cui il poeta ha accesso solo e unicamente tramite il disgustoso. È il terribile della fame.” Non stupisce, alla luce di questa affermazione di Gotthold Ephraim Lessing, che l’estetica si soffermi su quanto di più disgustoso ci sia nel cibarsi. Nell’estetica moderna, il disgusto si annida nella definizione stessa del gusto e si appella a quell’oscurità in cui è stato relegato in quanto senso inferiore. L’elemento carnale, corporeo, materiale, inevitabilmente legato al gusto e al piacere estetico, è dunque anche ciò che genera il rovesciamento del piacere in dispiacere, del gusto in disgusto. La possibilità di un’estetica del disgusto, di una forma di godimento al tempo stesso attraente e repulsiva dell’arte, si rivela una sfida particolarmente stringente per la riflessione filosofica, che ha dedicato negli ultimi anni un’attenzione sempre maggiore a questa sensazione. Il carattere innovativo dei saggi raccolti in questo volume consiste proprio nel restituire una definizione del rapporto tra gusto e disgusto a cavallo tra estetica e alimentazione. IL CURATORE Maddalena Mazzocut-Mis insegna Estetica ed Estetica dello spettacolo presso l’Università degli Studi di Milano. I suoi interessi di ricerca si concentrano sulle teorie dell’immagine e della forma, in particolare sulle relazioni tra estetica, arti visive, letteratura e arti performative. Nelle nostre edizioni ha curato Dal gusto al disgusto (2015) e pubblicato Itinerari estetici del brutto (con P. Giordanetti, G. Scaramuzza, 2011).

Internet, controllo e libertà

Trasparenza, sorveglianza e segreto nell'era tecnologica

di Giovanni Ziccardi

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 252

L’autore delinea un quadro critico del delicato equilibrio tra la tecnologia e i diritti fondamentali dell’individuo.

Filosofia della cura

di Luigina Mortari

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 226

La cura rientra nell’ordine delle cose essenziali, perché per dare forma al nostro essere possibile dobbiamo aver cura di noi, degli altri e del mondo.

Endiadi

Figure della duplicità

di Umberto Curi

editore: Raffaello Cortina Editore

È proprio vero che – come afferma il protagonista dell’Edipo re – “mai uno potrà essere equivalente a molti”? O non è invece vero il contrario, cioè che per tutti, non solo per il figlio di Laio, è impossibile essere soltanto uno? Non è questa la sorte che accomuna, per esempio, alcuni personaggi emblematici, le cui vicende sono al centro della tragedia classica e di numerose storie attinte dal patrimonio mitologico greco-latino? Come interpretare il sacrilegio di Prometeo, l’amore di Eco e Narciso, il conflitto fra Antigone e Creonte sul cadavere di Polinice, il funesto destino di Edipo, l’identità doppia di Dioniso, se non in rapporto alla scoperta della costitutiva duplicità che caratterizza lo statuto dell’umano? Il Signore il cui oracolo è a Delfi, dice Eraclito, “non afferma e non nega, ma dà segni”. Nel serrato riferimento ai principali nodi speculativi intorno a cui si articola la ricerca di Platone, Aristotele e Plotino, contaminando testi filosofici e fonti letterarie, Umberto Curi mostra attraverso quali suggestivi percorsi di riflessione sia possibile intendere talune figure chiave della cultura classica come icone dell’indissolubile connessione fra identità e alterità. Per scoprire che l’endiadi, la compresenza della dualità nell’unità, è il tratto più significativo della condizione umana. L'autore Umberto Curi è professore emerito di Storia della filosofia presso l’Università degli Studi di Padova. Ha tenuto cicli di lezioni e conferenze in università europee e americane. Nelle nostre edizioni ha pubblicato Lo schermo del pensiero (2000), Straniero (2010) e Passione (2013).

Dimostrare l'impossibile

La scienza inventa il mondo

di Claudio Bartocci

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 258

Una serie di scorribande nel mondo della scienza ma anche dell’arte e dell’etica: fra intrecci di esistenze talvolta straordinarie e scontri di idee che hanno mutato la concezione stessa della realtà, questo libro prospetta in modo inedito l’avventura della conoscenza. Fra i protagonisti spiccano i matematici, che spesso trovano cose che non stanno cercando semplicemente perché queste non esistono da sempre, ma prendono forma nel percorso dell’intelligenza. I matematici ignorano i confini sia nella politica sia nel sapere. Ma se i pedanti si arroccano nel loro specialismo, Claudio Bartocci, matematico e filosofo, fa suo il detto di Popper: “Siamo studiosi di problemi, e non di discipline”. La matematica si permette il lusso di “inventare il mondo” e può costruire il nuovo perché sa distruggere i vecchi pregiudizi. E quando un problema sfida il senso comune, l’intuizione creativa rovescia il motto di Sherlock Holmes: non bisogna più abbandonare l’impossibile per l’improbabile, ma dimostrare proprio quello che non pare possibile a coloro che si sentono “padroni del pensiero”. L'autore Claudio Bartocci insegna Fisica matematica all’Università di Genova. In questa collana ha già pubblicato Una piramide di problemi. Storie di geometria da Gauss a Hilbert (2012).

Sull'intimità

Lontano dal frastuono dell'Amore

di François Jullien

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 192

Al percorso discreto dell’intimità, così diverso da quello dell’amore, rivolge qui la sua attenzione François Jullien, mobilitando Omero e sant’Agostino ma anche Stendhal e Simenon per dare forza alla sua posizione.

Proust e Baudelaire

Due figure della modernità

di Walter Benjamin

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 270

Questo libro offre al lettore l’occasione di una scoperta, uno sguardo inedito sulla modernità. Un’epoca che Walter Benjamin ci invita ad attraversare sulle tracce di Proust e Baudelaire, protagonisti di due saggi, “Un’immagine di Proust” e “La Parigi del Secondo Impero in Baudelaire”, che vengono qui per la prima volta accostati in una nuova traduzione arricchita da una preziosa galleria di immagini. La nascita del mercato e della figura dell’acquirente, del consumatore da sedurre con false novità, il rapporto con la natura e la trasformazione dell’eros, l’ossessione della registrazione degli eventi, che in quell’epoca nasceva anche grazie all’invenzione della fotografia: sono alcuni tratti della modernità in cui riconosciamo la nostra genealogia e che ci fanno sentire vicini questi due grandi autori del passato. Come avvenne per Benjamin, Baudelaire e Proust divengono per il lettore due compagni insostituibili per affrontare un viaggio nel tempo perduto e in quello a venire, cioè il tempo che noi oggi viviamo. L'autore Walter Benjamin (1892-1940), filosofo, teorico della cultura e letterato tedesco, è oggi riconosciuto come uno dei più originali e acuti interpreti della modernità. A cura di Francesco Cappa e Martino Negri

Effetti personali

Vite curiose di oggetti quotidiani

di Steven Connor

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 290

Ci circondiamo di oggetti di uso comune, senza i quali ci sentiamo persi. Ma raramente ci soffermiamo a considerare la loro storia e il loro significato. In questa divertente e ingegnosa esplorazione dei nostri rapporti con le cose quotidiane, Steven Connor si rivolge a quegli oggetti che, pur nella loro mondana ovvietà, possiedono una qualità magica, una vita propria: quelle cose che spesso ci sorprendono per il loro potere di perturbarci, di sedurci, di placarci. Prendete le borse, per esempio. Perché la maggior parte delle donne usa la borsa, mentre gli uomini si affidano alle tasche? Il fascino delle chiavi non risiede nella possibilità sempre presente che possano essere perse? E avevate osservato che nessun oggetto spinge alla contemplazione più di un elastico? Lungo un percorso che si snoda dalle chiavi ai fazzoletti, dalle caramelle agli occhiali, Steven Connor intraprende un viaggio di carattere insieme storico, filosofico e linguistico. Ci svuota le tasche, ci ispeziona i cassetti, riattivando così la nostra connessione con quelle cose bizzarre alle quali ci lega un’intimità che avevamo dimenticato. L'autore Steven Connor insegna lingua e letteratura inglese al­l’Università di Cambri­dge. Autore di nume­rosi volumi, collabora con pre­sti­giose trasmissioni radiofoniche e televisive.

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