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Filosofia

Perché la filosofia è necessaria

di J. François Lyotard

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 78

Perché filosofare? Che motivo c’è di tornare sempre a infilarsi negli iati del senso, e ogni volta con un rinnovato candore che sarà giudicato infantile? Insomma, perché la filosofia è necessaria? Perché c’è il desiderio, perché c’è dell’assenza nella presenza, e anche perché esiste l’alienazione, la perdita di ciò che si credeva acquisito e la scissione tra il fatto e il fare, tra il detto e il dire; infine, perché non possiamo sfuggire a questo: testimoniare la presenza di una mancanza attraverso la nostra parola. In realtà, come non filosofare? Lineare e brillante, il corso introduttivo alla filosofia che Lyotard tenne alla Sorbona nel 1964, rimasto finora inedito, costituisce un raro esempio di limpidezza pedagogica e, al tempo stesso, di profondità filosofica. L'autore Jean-François Lyotard (1924-1998) è stato una delle grandi figure del pensiero del Novecento. Ha scritto oltre quaranta testi, tra cui il più celebre resta La condizione postmoderna, divenuto punto di riferimento culturale della contemporaneità.

Strade che divergono

Ebraicità e critica del sionismo

di Judith Butler

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 320

“Sono due in uno, / come le ali di rondine / e se la primavera tarda / m’appago d’annunciarla.” Nelle parole che il grande poeta palestinese Mahmoud Darwish dedica all’amico Edward Said è racchiuso il senso di questo libro: l’idea che l’etica ebraica non solo richieda una critica del sionismo, ma debba trascendere la propria esclusiva ebraicità per realizzare gli ideali etici e politici di convivenza in una forma radicale di democrazia. Questa sorta di allontanamento dall’ebraicità come destino inestinguibile assume la forma di un movimento doppio e irrisolto, condizionato da spinte contrastanti: prossimità e avversione, appartenenza e distacco… non semplicemente una rottura dell’identità, ma la scelta di quella che Butler chiama inquietudine dell’ambivalenza come premessa etica per nuovi principi politici condivisi. Su questo sfondo si sviluppa il confronto con pensatori quali Emmanuel Lévinas, Hannah Arendt, Primo Levi, Martin Buber, Walter Benjamin, fino alla definizione di una posizione etica basata su modalità di coabitazione in cui gli obblighi del vivere insieme non derivano dall’appartenenza culturale, ma dal fatto che la pluralità sociale non è oggetto di scelta. Questa prossimità non scelta può diventare il fondamento per un binazionalismo guidato dalla memoria e dall’appello alla giustizia che emerge dalla spoliazione, dall’esilio, dalla repressione violenta, non solo per due popoli, ma per tutti i popoli.   L'autore Judith Butler insegna presso il dipartimento di Letteratura comparata della University of California, a Berkeley. Nota soprattutto per i suoi lavori sulle identità di genere e sul concetto di performatività, nel 2012 è stata insignita del prestigioso premio Adorno per il suo contributo alla tradizione intellettuale della teoria critica. Nelle nostre edizioni ha pubblicato Parole che provocano. Per una politica del performativo (2010).

Passione

di Umberto Curi

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 230

È opinione diffusa che fra ragione e passione esista una differenza radicale: si ritiene che la ragione sia fredda e che il mondo delle passioni sia invece caratterizzato dal dominio dell’impulso. Da questo si fa spesso conseguire una svalutazione della dimensione passionale, che andrebbe tenuta a freno per far prevalere i dettami della ragione. Umberto Curi dissolve qui i molti pregiudizi tuttora prevalenti riguardo alle passioni. Attraverso l’analisi di una molteplicità di opere differenti, dai testi filosofici ai capolavori di Mozart, dai film di Pasolini alle grandi composizioni musicali di Bach, l’autore mostra l’importanza fondamentale che alle passioni è riconosciuta in tutta la tradizione culturale occidentale, dal mondo arcaico greco fino alla nostra contemporaneità, attraverso significativi passaggi all'età moderna.L'autoreUmberto Curi è professore emerito di Storia della filosofia presso l'Università degli Studi di Padova e docente presso la facoltà di Filosofia dell'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Ha tenuto cicli di lezioni e conferenze in università europee e americane. Nelle nostre edizioni ha pubblicato Lo schermo del pensiero (2000) e Straniero (2010).

Simpatia

di Eugenio Lecaldano

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 194

La simpatia è un tema che ricorre frequentemente nelle conversazioni quotidiane ed è al centro di molte narrazioni letterarie e cinematografiche. L’autore muove dall’uso comune del termine per delineare il modo in cui la natura della simpatia e il suo ruolo nella vita umana sono stati interpretati dalla riflessione scientifica e filosofica. Dalle differenti caratterizzazioni qui esposte emerge un significato della simpatia sia come principio che consente una partecipazione affettiva immediata tra le persone sia come capacità che rende vive le emozioni altrui in vista di una presa di posizione etica. Le pagine del volume documentano come una ricostruzione di questo genere rappresenti una sorta di filo rosso che, dagli illuministi Hume e Smith e poi attraverso la teoria evoluzionistica di Darwin, arriva alle acquisizioni recenti dell'etologia, della psicologia sociale e delle neuroscienze. La consapevolezza della natura della simpatia permette di spiegare in termini naturalistici dimensioni centrali della condotta umana, come l'etica, il diritto e la politica. L'autoreEugenio Lecaldano, professore emerito presso il dipartimento di Filosofia dell'Università di Roma "La Sapienza", ha insegnato anche all'Università di Siena. Tra le sue pubblicazioni più recenti, Un'etica senza Dio (Roma-Bari 2006) e Prima lezione di filosofia morale (Roma-Bari 2010). Fa parte del comitato direttivo di Bioetica e Rivista di filosofia.

Il compagno dell'anima

I Greci e il sogno

di Giulio Guidorizzi

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 254

“Chi è sveglio partecipa al mondo comune, chi sogna si rifugia in uno suo proprio”, di­ce­va Eraclito. Ogni uomo sperimenta l’alternanza di pensiero cosciente e di immagini incontrollabili che il sogno fa emergere da un apparente nulla, e questo lo pone davanti alla consapevolezza di muoversi tra due universi paralleli organizzati con categorie diverse ma presenti nella mente di ciascuno. Varia tuttavia il senso che ogni civiltà attribuisce all’onirico. Non è un caso che nell’Interpretazione dei sogni Freud abbia costruito la base della sua dottrina partendo da un antico sogno, quello raccontato da Sofocle nell’Edipo re. Alle origini della cultura occidentale, infatti, i Greci svilupparono una vera e propria cultura del sogno. Per loro la vita notturna non era marginale e poco significativa, ma un messaggio capace di proiettarsi sulla vita cosciente; ai sogni si chiedevano indicazioni su scelte da compiere, oracoli, persino miracolose guarigioni. Questo libro parla delle differenti funzioni dei sogni nella civiltà greca, sino alla tarda antichità: dai sogni di Omero a quelli che progressivamente vennero studiati da filosofi, scienziati, poeti. Con Platone il sogno diventa ormai quello che sarà in seguito: l’inseparabile compagno dell’anima che lo genera, il prodotto della sua parte più segreta. L'autoreGiulio Guidorizzi insegna Letteratura greca all’Uni­versità degli Studi di Torino; ha curato, tra l’altro, i due volumi di Il mito greco per i “Meridiani” Mondadori (2009-2012). Nelle nostre edizioni ha pubblicato Ai confini dell’anima. I Greci e la follia (2010).

Per colpa di chi

Mente, responsabilità e diritto

di Filippo Santoni De Sio

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 232

Lorena Bobbitt evira il marito e ottiene l’assoluzione per aver agito sotto la spinta di un “impulso irresistibile”. Le cronache giudiziarie, ma anche la vita quotidiana, presentano innumerevoli “enigmi” della responsabilità: è giusto punire chi “perde il controllo” o agisce sotto la spinta di motivi irrazionali? Si è colpevoli per ciò che si fa senza rendersene conto? Si può essere biasimati per aver compiuto un’azione illecita sotto la pressione psicologica di una minaccia, o per evitare un male considerato maggiore? Con una mossa originale, questo libro rifiuta di lasciare la risposta a simili domande all’esito della lotta fra le perizie degli psicologi e le necessità pragmatiche del diritto. Muove invece dalla convinzione che i problemi morali e giuridici della responsabilità possano essere efficacemente affrontati mediante il chiarimento filosofico di alcuni concetti chiave: carattere, coscienza, capacità, volontà, razionalità, intenzione, coercizione e causalità. L'autore Filippo Santoni de Sio è ricercatore post-doc in Filosofia del diritto presso la Technische Universiteit Delft (Olanda). Collabora con un’équipe di filosofi, psicologi sociali e giuristi delle Università di Sidney e Oxford a un progetto di ricerca interdisciplinare sulle opportunità e sui problemi posti dai progressi delle neuroscienze per l’attribuzione di responsabilità morale e giuridica. Ha pubblicato numerosi saggi sui problemi della responsabilità in riviste scientifiche italiane e internazionali.

Filosofia del diritto

di Amedeo Giovanni Conte, Paolo Di Lucia

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 590

Si offrono al lettore le pagine di grandi autori che hanno delineato la disciplina nota come filosofia del diritto. Si indaga su ciò che il diritto è, su ciò che deve essere, sul diritto come fenomeno sociale. Questa seconda edizione ampliata include diciotto nuovi autori, tra cui due tra i maggiori linguisti del xx secolo (Giacomo Devoto e Émile Benveniste), alcuni tra i più originali filosofi (da John Rawls a Hans Jonas, da Michel Foucault a Simone Weil) e figure fondamentali della filosofia del diritto (tra cui Norberto Bobbio). Chiude il volume un testo rarissimo dello storico italiano Giovanni Tamassia, che tratta del “diritto ingenuo”: quel “diritto che sappiamo già”, evocato da Tamassia attraverso la descrizione etnografica del “diritto dei fanciulli”. Gli autori Amedeo Giovanni Conte, accademico dei Lincei, insegna Filosofia del diritto e Analisi del linguaggio normativo all’Università degli Studi di Pavia. Tra le sue pubblicazioni: Filosofia del linguaggio normativo (3 voll., Torino 1989-2001), Kenningar (Bari 2006), Res ex nomine (Napoli 2009), Socio­logia filosofica del diritto (Torino 2011). Paolo Di Lucia insegna Filosofia del diritto e Law and Ontology (con Edoardo Fittipaldi) all’Università degli Studi di Milano. Tra le sue pubblicazioni: L’universale della promessa (Milano 1997), Nor­matività. Diritto linguaggio azione (Torino 2003), Ontologia sociale. Potere deontico e regole costitutive (Macerata 2003), Assiomatica del normativo (Milano 2011). Luigi Ferrajoli insegna Filosofia del diritto e Teoria generale del diritto all’Università degli Studi di Roma Tre. Tra le sue pubblicazioni: Diritto e ragione. Teoria del garantismo penale (Roma-Bari 2005), Diritti fondamentali. Un dibat­tito teorico (Roma-Bari 2008), Principia iuris. Teoria del dirit­to e della democrazia (3 voll., Roma-Bari 2009), Poteri selvaggi (Roma-Bari 2011). Mario Jori insegna Filosofia del diritto all’Università degli Studi di Milano. Tra le sue pubblicazioni: Il formalismo giuridico (Milano 1980), Saggi di metagiurisprudenza (Milano 1985), Manuale di teoria generale del diritto (con A. Pintore, Torino 1995), Del diritto inesistente (Pisa 2010).

La nostra Europa

di Edgar Morin, Mauro Ceruti

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 170

Prima della crisi mondiale, l’Europa era in crisi. Non era riuscita a progredire nell’unificazione metanazionale né a integrare le nazioni liberate dall’impero sovietico. La crisi economica mondiale rischia non solo di aggravare la crisi dell’Europa, ma di disgregrare l’Europa stessa. Tuttavia, “là dove cresce il pericolo cresce anche ciò che salva”, diceva uno dei più grandi poeti europei (Hölderlin). È a un pensiero e a una politica di salvezza che ci invitano Edgar Morin e Mauro Ceruti. In pagine agilissime, delineano un appassionato ritratto della nostra Europa, della sua storia ambivalente intrecciata di civiltà e barbarie, e si chiedono come sia possibile scongiurare il rischio di paralisi e di disgregazione, mostrando che le ragioni della speranza si annidano paradossalmente nelle ragioni della disperazione. Un vero e proprio manifesto per una rinascita della cultura e della politica europee nel tempo della globalizzazione.Gli autoriEdgar Morin è una delle figure più prestigiose della cultura contemporanea. Nelle nostre edizioni ha pubblicato, tra gli altri, i 6 volumi di Il metodo (2001-2008), Terra-Patria (1994), I sette saperi necessari all’educazione del futuro (2001) e La via (2012).Mauro Ceruti è uno dei protagonisti del pensiero della complessità. Tra i suoi libri pubblicati nelle nostre edizioni, Educazione e globalizzazione (con G. Bocchi, 2004) e Il vincolo e la possibilità (2009)

Jacques Lacan

Desiderio, godimento e soggettivazione

di Massimo Recalcati

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 666

Come si costituisce un soggetto e cosa rende la sua vita degna di essere vissuta? Queste due domande sono al centro del pensiero di Lacan, di cui Massimo Recalcati presenta qui una lettura ampia centrata sulle categorie di desiderio e di godimento. Questo testo, cui seguirà un secondo volume dedicato alla clinica psicoanalitica, non prende partito per il Lacan del desiderio contro il Lacan del godimento né viceversa. Sceglie la via di mostrare come desiderio e godimento siano i poli entro i quali si snoda il processo di soggettivazione e accentua lo statuto etico del soggetto esposto ad una responsabilità illimitata eppure senza padronanza. Attraverso questa griglia il lettore potrà seguire lo sviluppo del pensiero di Lacan sul soggetto e ripercorrere i suoi temi più conosciuti: lo stadio dello specchio, l’aggressività paranoica, la funzione dialettica della parola e le leggi strutturali del linguaggio, il Nome del padre, il dono d’amore, il fattore letale del significante, l’oggetto piccolo (a), l’angoscia come incontro con il reale, l’inesistenza della Donna e del rapporto sessuale, la pratica dell’arte come organizzazione del vuoto, Joyce-il-sinthomo. L'autore Massimo Recalcati, tra i più noti psicoanalisti lacaniani in Italia, è membro analista dell’Associazione lacaniana italiana di psicoanalisi e direttore dell’irpa (Istituto di ricerca di psicoanalisi applicata). Insegna all’Università di Pavia. Le sue numerose pubblicazioni sono tradotte in diverse lingue. Nelle nostre edizioni ha pubblicato con successo L’uomo senza inconscio (2010), Cosa resta del padre? (2011) e Ritratti del desiderio (2012).   Il secondo volume di Massimo Recalcati su Jacques Lacan:    

Senza figli

Una condizione umana

di Duccio Demetrio, Francesca Rigotti

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 268

Duccio Demetrio (un uomo-non padre) e Francesca Rigotti (una donna-madre) sono accomunati da un “non più” che vale per chi i figli non li ha più presso di sé e per chi di figli non ne ha avuti e non ne potrà-vorrà più avere. Queste due condizioni convergono in un “ senza figli” che è uno dei tratti caratteristici delle società contemporanee e che costituisce l’appassionante tema di riflessione di questo volume. Con intelligenza e senza indicare facili soluzioni, gli autori indagano per la prima volta la condizione umana definita dall’essere “senza fi gli”, insistendo sulla specificità e anche sul dolore provocato da tale stato, in un momento in cui si parla soltanto di legami non rescissi, di genitorialità permanente, di autonomia mancata. Gli autori Duccio Demetrio insegna Filosofia dell’educazione all’Università di Milano Bicocca. Nelle nostre edizioni ha pubblicato, tra gli altri, Filosofia del camminare (2005), La vita schiva (2007) e Perché amiamo scrivere (2011). Francesca Rigotti insegna presso la facoltà di Scienze della comunicazione dell’Università della Svizzera italiana a Lugano. Tra i suoi libri, Il filo del pensiero (il Mulino, 2002) e La filosofia in cucina (il Mulino, 2012).

Rispetto

di Roberto Mordacci

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 166

Non c’è etica senza rispetto, si dice. La parola però oscilla fra significati diversi e ne va trovata la radice comune. Questo libro indaga l’idea di rispetto nel linguaggio ordinario, per poi scavare nella sua storia e tracciare un sintetico quadro concettuale dei vari signifi cati emersi. Attraverso una ricognizione che intreccia filosofia, religione, letteratura e teatro, la nozione di rispetto mostra un profilo inatteso: si svela come un concetto originariamente gerarchico, legato al riconoscimento di un potere o di un’autorità “superiori”. Così, nelle vicende di Aiace e di Enea, nell’opera di Agostino e nel Re Lear shakespeariano, nella speculazione moderna da Rousseau e Adam Smith a Kant, Hegel e Nietzsche, nelle immagini del mondo selvaggio di Conrad e nelle riflessioni sulla vita di Albert Schweitzer si ritrova un fil rouge che riunisce le varie accezioni del rispetto: quella rivolta all’autorità della legge, quella riferita alla dignità delle persone e quella oggi fortemente invocata per gli animali e l’ambiente. L'autore Roberto Mordacci insegna Filosofia morale presso la facoltà di Filosofia dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Fra le sue pubblicazioni recenti Elogio dell’immoralista (Bruno Mondadori, Milano 2009), Ragioni personali (Carocci, Roma 2008) e La vita etica e le buone ragioni (Bruno Mondadori, Milano 2008). Ha fondato e coordina il Centro Studi di Etica Pubblica e il blog moraliaontheweb.com.

Sincerità

di Andrea Tagliapietra

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 182

Alla sincerità come franchezza e veridicità la riflessione morale, da Aristotele a Sant’Agostino, da Montaigne a Rousseau e Kant, fino ai contemporanei, ha dedicato pagine fra le più notevoli del canone filosofico. Eppure, la sincerità non nomina il nostro rapporto con la verità se non attraverso la relazione che intratteniamo con gli altri e soprattutto con noi stessi. Nel mondo della vita la sincerità appare modulata in formule e frasi fatte, adattata alla diversità delle situazioni, dei toni e dei gesti. La sincerità è pretesa dagli amanti, giurata nei tribunali, temuta dai traditori, fuggita dai bugiardi e dagli ipocriti, ma anche evocata sia per ingannare meglio sia per testimoniare, se necessario contro tutto e tutti, la dignità del vero e di chi eroicamente gli si affida. Così la sincerità spalanca innanzi ai nostri occhi l’immenso teatro sociale dei ruoli e delle interazioni come spazio simbolico in cui gli individui sono impegnati a costruirsi, cercando la misura della propria autenticità. L'autore Andrea Tagliapietra insegna Storia delle idee, Storia della filosofia moderna e contemporanea ed Ermeneutica filosofica presso la facoltà di Filosofia dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Tra le sue opere più recenti Il dono del filosofo. Sul gesto originario della filosofia (Einaudi, Torino 2009) e Icone della fine. Immagini apocalittiche, filmografi e, miti (il Mulino, Bologna 2010).

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