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Pedagogia

Formazione e trasformazione

Un modello complesso

di Laura Formenti

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 322

La formazione dei formatori richiede oggi modelli e teorie innovativi in grado di fare la differenza.

Ingratitudine

La memoria breve della riconoscenza

di Duccio Demetrio

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 186

L’ingratitudine e la riconoscenza sono tratti salienti degli intricati rapporti umani.

La teoria dell’apprendimento trasformativo

Imparare a pensare come un adulto

di Jack Mezirow

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 218

Nel 1978 Jack Mezirow introdusse nel dibattito internazionale sull’educazione degli adulti l’espressione “apprendimento trasformativo”.

Formazione come teatro

di Francesco Cappa

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 182

Ogni esperienza formativa richiede una performance, che impegna in una stessa scena insegnanti e studenti, formatori e formandi, permettendo agli uni e agli altri di valorizzare competenze tacite, di mobilitare ruoli in genere stereotipati e di sperimentare differenti interpretazioni.

Insegnare a vivere

Manifesto per cambiare l'educazione

di Edgar Morin

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 116

Sulle tracce di La testa ben fatta e I sette saperi necessari all’educazione del futuro, Edgar Morin auspica una riforma profonda dell’educazione, fondata sulla sua missione essenziale, che già Rousseau aveva individuato: insegnare a vivere. Si tratta di permettere a ciascuno di sviluppare al meglio la propria individualità e il legame con gli altri ma anche di prepararsi ad affrontare le molteplici incertezze e difficoltà del destino umano. Questo nuovo libro non si limita a ricapitolare le idee dei precedenti ma sviluppa tutto ciò che significa insegnare a vivere nel nostro tempo, che è anche quello di Internet, e nella nostra civiltà planetaria, nella quale ci sentiamo così spesso disarmati e strumentalizzati. L'autore Edgar Morin è una delle figure più prestigiose della cultura contemporanea. Nelle nostre edizioni ha pubblicato, tra gli altri, La testa ben fatta (2000), I sette saperi necessari all’educazione del futuro (2001), La nostra Europa (con Mauro Ceruti, 2013), La mia Parigi, i miei ricordi (2013).

Perché non mi parli?

Il conflitto tra genitori e figli adolescenti

di John Coleman

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 172

Non è facile essere genitori di un adolescente. Quanto rigidi o permissivi si dovrebbe essere? Qual è il modo migliore per sostenere un adolescente richiuso su se stesso? Come comunicare con qualcuno che lascia cadere nel vuoto quello che dite? E come resistere alla tentazione di avere comunque l’ultima parola? Basato sulle più recenti ricerche riguardanti lo sviluppo del cervello, i pattern del sonno nell’adolescenza e la comunicazione, il libro propone ai padri e alle madri un modo nuovo di affrontare la relazione con i figli adolescenti. Attingendo alla sua vasta esperienza di lavoro, l’autore, oltre a consigli pratici, riesce a fornire indicazioni chiare su come superare le dinamiche che guidano il comportamento ostile degli adolescenti, assumendo un atteggiamento che riduca i conflitti e crei le basi per relazioni solide e durature.azioni chiare su come superare le dinamiche che guidano il comportamento ostile degli adolescenti, assumendo un atteggiamento che riduca i conflitti e crei le basi per relazioni solide e durature. L'autore John Coleman psicologo clinico noto, a livello internazionale, per il suo lavoro con i genitori e gli adolescenti, lavora attualmente all’Università di Oxford. Ha fondato un centro di ricerca per lo studio degli adolescenti e delle loro famiglie e ha collaborato con il governo britannico come consulente per le politiche giovanili e sociali.

Il bambino terribile e la scuola

Proposte educative e pedagogiche

di Bernard Aucouturier

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 96

Prefazione all'edizione italiana di Ivano Gamelli Chi è il bambino terribile? Che cosa può consentire di entrare in relazione con lui senza essere sopraffatti e di conseguenza sopraffarlo? Che cosa significa essere d’aiuto, in quanto insegnanti e educatori, di fronte a un bambino agitato, aggressivo, addirittura violento? Bernard Aucouturier, uno dei massimi teorici della psicomotricità, si occupa qui dei disturbi di comportamento e delle difficoltà di apprendimento dei bambini difficili da gestire nell’ambito scolastico, che restano ai margini della scuola e faticano a raggiungere lo statuto di allievi. L’osservazione e un lungo lavoro con questi “bambini terribili” ha portato l’autore a proporre risposte educative e pedagogiche ispirate alla pratica psicomotoria e alle sue strategie di rassicurazione profonda tramite il corpo e il linguaggio. Una riflessione che si rivolge a tutte le figure educative che si occupano di infanzia, interrogandole sul senso profondo da attribuire alla scuola di domani. L'autore Bernard Aucouturier l’ideatore della Pratica psicomotoria educativa e preventiva e della Pratica di aiuto psicomotorio, che valorizzano nel bambino l’integrazione delle componenti emotive, intellettive e corporee. È presidente-fondatore dell’Association Européenne des Écoles de Formation à la Pratique Psychomotrice e dell’École Internationale Aucouturier.ha creato la pratica psicomotoria, che valorizza nel bambino l’integrazione delle componenti emotive, intellettive e corporee.

Filosofia della cura

di Luigina Mortari

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 226

Esistono cose essenziali per la vita umana. La cura rientra nell’ordine delle cose essenziali, perché per dare forma al nostro essere possibile dobbiamo aver cura di noi, degli altri e del mondo. Il nostro modo di stare con gli altri nel mondo è intimamente connesso con la cura che abbiamo ricevuto e con le azioni di cura che mettiamo in atto. Siamo quello che facciamo e quello di cui abbiamo cura. È irrinunciabile aver cura della vita, per conservarla nel tempo, per farla fiorire e per riparare le ferite dell’esserci. Poiché la vita umana è fragile e vulnerabile, il lavoro di cura è intensamente problematico; il primo compito di una filosofia impegnata a cercare la misura di senso dell’esperienza consiste dunque nel prendere in esame il fenomeno della cura al fine di comprenderlo nelle sue qualità essenziali. Si tratta di comporre, secondo il metodo fenomenologico, una teoria descrittiva della cura che possa costituire lo sfondo per disegnare una valida politica dell’esperienza. L'autrice Luigina Mortari è professore ordinario all’Università di Verona, dove dirige il Dipartimento di Filosofia, Pedagogia e Psicologia. Insegna Epistemologia della ricerca qualitativa alla Scuola di Medicina e Chirurgia della stessa università. Da tempo si occupa di teoria e pratica della cura, tema sul quale ha pubblicato studi di carattere sia teoretico sia empirico. Nelle nostre edizioni è uscito A scuola di libertà (2008).

G come geni

L'impatto della genetica sull'apprendimento

di Kathryn Asbury, Robert Plomin

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 210

Il ruolo svolto dalla genetica nel processo di sviluppo infantile è stato a lungo misconosciuto, benché le evidenze scientifiche, in sintonia con il senso comune, affermino che il bambino, alla nascita, non è una tabula rasa su cui scriveranno famiglia, scuola e società. Kathryn Asbury e Robert Plomin sostengono che le politiche educative non dovrebbero guardare con sospetto alla genetica, ma dovrebbero invece riconoscere l’influenza dei geni sull’apprendimento e, di conseguenza, elaborare programmi che ne tengano conto, a vantaggio di un’istruzione più efficace e di scuole più “umane” e consapevoli. In un’epoca testimone di uno straordinario progresso della biologia molecolare, lo screening del genoma non appartiene più al regno della fantascienza: è lecito pensare che presto diventerà prassi comune. Ciò nonostante, il dialogo tra genetisti e pedagogisti è faticoso e carente. G come geni colma la lacuna mostrando come questo dialogo atteso da tempo possa effettivamente condurre a risultati positivi nell’educazione di tutti i bambini e nell’evoluzione della società nel suo complesso. Gli autrori Katryn Asbury lavora presso il Centre for Psychology in Education della University of York, Regno Unito. Le sue ricerche vertono sull’influenza dell’ambiente familiare e del contesto scolastico sul profitto, sul comportamento e sul benessere dei bambini. Robert Plomin insegna Genetica del comportamento presso il Social, Genetic and Developmental Psychiatry Centre del King’s College di Londra. Obiettivo delle sue ricerche è lo studio dello sviluppo del comportamento attraverso l’uso combinato di strategie che indagano le influenze genetiche e ambientali.

Esperienza e educazione

di John Dewey

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 108

Edizione italiana a cura di Francesco Cappa In questa magistrale sintesi del suo pensiero, John Dewey, il più importante filosofo dell’educazione del Novecento, contrappone la sua posizione a quella dei conservatori, che criticavano le “scuole nuove” ispirate dal suo credo e auspicavano il ritorno alla tradizione e al principio di autorità come fondamento pedagogico. Secondo Dewey, l’esperienza è il banco di prova di ogni teoria pedagogica e, allo stesso tempo, è ciò che permette di educare ogni uomo alla responsabilità, alla partecipazione, alla soluzione di “problemi di tutti” in una società fondata sull’integrazione e non sull’esclusione. Già nella forma polemica, oltre che nel contenuto, Esperienza e educazione, che brilla per chiarezza, sintesi e profondità, è di grande attualità e riesce ancora oggi, nella confusione del dibattito sulla scuola, a mettere a nudo le differenze fondamentali tra chi vuole un’educazione autoritaria e chi immagina e vuole mettere in pratica una comunità educante. L'autore John Dewey (1859-1952) ha esercitato una grandissima influenza pedagogica, filosofica, sociale e politica sulla cultura non solo statunitense. Dewey diede inizio al movimento dell’“educazione progressiva”, che influenzò profondamente le istituzioni formative a lui contemporanee, portandole a una svolta di tipo esplicitamente democratico.

Intercultura interdisciplinare

Costruire inclusione anche con le discipline

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 280

La Pedagogia interculturale è inclusiva: opera per la giustizia sociale, il riconoscimento dei diritti, lo sviluppo delle capacità individuali, la valorizzazione dei singoli. Le nuove normative scolastiche sull’intercultura (2013, 2014) indicano a insegnanti e educatori di costruire, nelle classi plurietniche, un sapere interdisciplinare, che aiuti a formare futuri cittadini con riferimenti culturali e identitari locali e globali, radicati nella geostoria locale, proiettati in una dimensione antropologica che riguarda il mondo. Il libro è uno strumento per mettere in pratica queste idee. Suggerisce di muoversi attraverso le discipline; cogliere spunti da vari ambiti di studio; interessarsi alle esistenze dei soggetti, ai luoghi dell’esistere, alla cultura nelle sue forme alte e minute. Nasce da ricerche sul campo (alcune presentate alla “Terza Giornata Interculturale Bicocca”, 31 gennaio 2014); intende trasmettere fiducia sul fatto che il sistema dell’istruzione possa realmente interagire con la società multiculturale. L'autore Mariangela Giusti, professore associato al Dipartimento di Scienze umane per la formazione “R. Massa” – Università di Milano Bicocca, insegna Pedagogia interculturale. Dal 1995 è stata fra i primi pedagogisti in Italia ad avviare la costruzione del pensiero interculturale in educazione. È autrice di libri e articoli, nati da ricerche sul campo: Pedagogia interculturale (Roma-Bari, 2007); Immigrati e tempo libero (Milano, 2008); Immigrazione e consumi culturali. Un’interpretazione pedagogica (Roma-Bari, 2011); L’educazione interculturale nella scuola (Milano, 2012). Nel 2002 ha ideato e organizzato la “Prima Giornata Interculturale Bicocca” (terza edizione, 2014). È ideatrice e direttore scientifico del “Festival Il Diritto di Essere Bambini”, sulla Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia, da cui è nato il volume Forme Azioni Suoni per il diritto all’educazione (Milano, 2014).

Insegno in segni

Linguaggio, cognizione, successo scolastico per gli studenti sordi

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 242

A partire dalla ricerca sperimentale sulla sordità elaborata in Italia e all’estero, questo libro offre agli insegnanti informazioni indispensabili per costruire liberamente una didattica efficace, pensata non solo per studenti sordi adulti ma anche per studenti della scuola secondaria di primo e di secondo grado. La ricetta è semplice: esporre alcuni risultati generali della ricerca in linguistica e in glottodidattica delle lingue apprese in un secondo momento rispetto alla madrelingua, in riferimento sia a studenti udenti sia a studenti sordi. Si suggerisce agli insegnanti di usare i principi di glottodidattica che valgono per tutti, studenti sordi e udenti, aggiungendo ciò che di specifico vale per i sordi, con la più grande libertà, perché ogni insegnante possa trovare una via efficace con i propri allievi, rispettando la loro individualità. Il testo è diretto agli insegnanti che non si arrendono alla fatalità statistica degli abbandoni scolastici degli studenti sordi. Tratta di lettura, scrittura, apprendimento grammaticale e cognizione, selezionando ciò che ha interesse per un insegnante curricolare, un insegnante di sostegno, un assistente alla comunicazione o un dirigente scolastico che abbiano uno o più studenti sordi in classe. L'autrice Sara Trovato insegna presso il dipartimento di Scienze umane per la formazione dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca. Si occupa di educazione, glottodidattica e sordità. Nelle nostre edizioni ha pubblicato Corso di italiano per chi non sente (e per i suoi compagni udenti) (2013).

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