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Psichiatria

Lo spettro bipolare

Diagnosi o moda?

di Joel Paris

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 150

Come dimostra la storia della diagnosi di disturbo bipolare, la medicina è spesso stata succube di mode che alla verifica scientifica si sono dimostrate scorrette. Questo libro apre la discussione sulla frequenza eccessiva della diagnosi di disturbo bipolare e sull’impatto negativo del suo sviluppo sul trattamento clinico. Paris analizza la ragione per cui i pazienti sono classificati come bipolari su basi incerte e vengono loro prescritti farmaci di cui non hanno bisogno. Il fatto che lo spettro bipolare sia stato usato per spiegare un’ampia gamma di fenomeni psicopatologici ha avuto come conseguenza che l’effettivo disturbo bipolare si sia quasi dissolto nella varietà degli altri disturbi. Combinando risultati della ricerca ed esperienze personali, Paris documenta il danno dell’eccessivo utilizzo di questa diagnosi ed esplora trattamenti alternativi che potrebbero portare benefici ai pazienti. L'autore Joel Paris insegna Psichiatria alla McGill University di Montréal. È inoltre editor-in-chief del Canadian Journal of Psychiatry.

Il disturbo da accumulo

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 272

Gli oggetti che possediamo rappresentano parte di noi e della nostra storia. Tutti abbiamo cose da cui troviamo difficile separarci, anche se non hanno nessun valore intrinseco, per esempio il primo quaderno di scuola, la T-shirt autografata dal nostro cantante preferito, la prima edizione di un libro che amiamo. Per la maggior parte di noi questo speciale attaccamento riguarda solo pochi oggetti e non crea nessun problema. Per alcune persone, invece, l’attaccamento agli oggetti diventa un vero disturbo mentale: buttare è così difficile che continuano ad accumulare cose di nessun valore anche quando questo compromette la qualità della vita, la vivibilità della casa, i rapporti con gli altri. Dal 2013 l’accumulo patologico è stato riconosciuto come disturbo autonomo e inserito con il nome di “disturbo da accumulo” nel DSM-5. Si tratta di un disturbo molto diffuso: ne soffre tra il 2 e il 5 per cento della popolazione. La definizione di una nuova categoria diagnostica pone i clinici davanti alla necessità di approfondirne la conoscenza e mettere a punto le più efficaci strategie di trattamento. Il volume è rivolto a tutti coloro che si occupano di salute mentale, ma si presta anche a essere letto da chi semplicemente vuole comprendere meglio il disturbo (i soggetti che ne soffrono o i loro parenti).   I curatori Claudia Perdighe, psicoterapeuta a orientamento cognitivo-comportamentale, lavora presso il Centro di psicoterapia cognitiva e psicopatologia sperimentale di Roma. È didatta nei corsi di specializzazione dell’Associazione di psicologia cognitiva (APC). Francesco Mancini, neuropsichiatra infantile, dirige la Scuola di psicoterapia cognitiva (SPC) di Roma e i corsi di specializzazione in Psicoterapia cognitiva dell’Associazione di psicologia cognitiva (APC); è inoltre professore associato presso l’Università degli Studi Guglielmo Marconi di Roma. Per le nostre edizioni ha curato Teoria e clinica del perdono (con B. Barcaccia, 2013).    

Recovery

Nuovi paradigmi per la salute mentale

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 272

Da alcuni anni il paradigma della recovery registra una straordinaria diffusione nei linguaggi delle politiche sanitarie, delle pratiche dei servizi e della ricerca nel campo della salute mentale. Il volume raccoglie e integra contributi di alcuni fra i più noti protagonisti del movimento internazionale per la recovery e offre per la prima volta al lettore italiano una panoramica sintetica ma esaustiva dei suoi vari aspetti. In questo approccio alla malattia mentale il focus è centrato sulla restituzione al paziente dell’esercizio della scelta e dell’autodeterminazione. Il risvegliarsi della speranza, un rinnovato senso di sé e del proprio destino rappresentano i temi centrali della recovery e si traducono in una nuova assunzione di responsabilità rispetto a se stessi, alla malattia, alla società. I curatori Antonio Maone, psichiatra, lavora al dipartimento di Salute mentale della asl Roma/A, è membro del Board della World Association for Psychosocial Rehabilitation (WAPR) e svolge attività di formazione e ricerca sul trattamento dei disturbi mentali gravi. Barbara D’Avanzo è responsabile del Laboratorio di Epidemiologia e psichiatria sociale dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano.

G come geni

L'impatto della genetica sull'apprendimento

di Kathryn Asbury, Robert Plomin

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 210

Il ruolo svolto dalla genetica nel processo di sviluppo infantile è stato a lungo misconosciuto, benché le evidenze scientifiche, in sintonia con il senso comune, affermino che il bambino, alla nascita, non è una tabula rasa su cui scriveranno famiglia, scuola e società. Kathryn Asbury e Robert Plomin sostengono che le politiche educative non dovrebbero guardare con sospetto alla genetica, ma dovrebbero invece riconoscere l’influenza dei geni sull’apprendimento e, di conseguenza, elaborare programmi che ne tengano conto, a vantaggio di un’istruzione più efficace e di scuole più “umane” e consapevoli. In un’epoca testimone di uno straordinario progresso della biologia molecolare, lo screening del genoma non appartiene più al regno della fantascienza: è lecito pensare che presto diventerà prassi comune. Ciò nonostante, il dialogo tra genetisti e pedagogisti è faticoso e carente. G come geni colma la lacuna mostrando come questo dialogo atteso da tempo possa effettivamente condurre a risultati positivi nell’educazione di tutti i bambini e nell’evoluzione della società nel suo complesso. Gli autrori Katryn Asbury lavora presso il Centre for Psychology in Education della University of York, Regno Unito. Le sue ricerche vertono sull’influenza dell’ambiente familiare e del contesto scolastico sul profitto, sul comportamento e sul benessere dei bambini. Robert Plomin insegna Genetica del comportamento presso il Social, Genetic and Developmental Psychiatry Centre del King’s College di Londra. Obiettivo delle sue ricerche è lo studio dello sviluppo del comportamento attraverso l’uso combinato di strategie che indagano le influenze genetiche e ambientali.

Un modello dissociativo del disturbo borderline di personalità

di Russell Meares

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 350

Secondo Russell Meares, il disturbo borderline di personalità consiste in un’alterazione dell’esperienza di sé analoga alla dissociazione. La comprensione di tale alterazione delle capacità integrative è essenziale per il trattamento dei pazienti che soffrono di questo disturbo così invalidante. Partendo dagli studi pionieristici di Pierre Janet e William James, l’autore spiega come una mancanza di coesione nell’esperienza di sé si manifesti con una disconnessione tra le funzioni cerebrali. Si prendono poi in esame le due maggiori forme di dissociazione, primaria e secondaria, e gli studi linguistici sulla conversazione terapeutica, che rivelano le paradossali esperienze di disconnessione e fusione tipiche di questi pazienti. Al centro dell’attenzione è anche il ruolo delle memorie traumatiche nel produrre configurazioni relazionali inconsce disadattative e la conseguente instabilità emotiva nei pazienti borderline. Il libro si conclude focalizzandosi sull’obiettivo centrale nel trattamento del paziente borderline: promuovere la connettività dell’emisfero destro. Tale obiettivo può essere raggiunto attraverso una particolare forma di conversazione chiamata “relazionalità analogica”, illustrata nell’ultimo capitolo del volume. L'autore Russell Meares è professore emerito di Psichiatria all’Università di Sydney e primario di Psichiatria al Westmead Hospital della stessa città. In questa collana è stato pubblicato Intimità e alienazione.

La mente adolescente

di Daniel J. Siegel

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 314

Fra i dodici e i ventiquattro anni si verificano nel nostro cervello cambiamenti decisivi, non sempre facili da affrontare.

La personalità e i suoi disturbi

Valutazione clinica e diagnosi al servizio del trattamento

di Francesco Gazzillo, Vittorio Lingiardi

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 918

Nella cornice della psicologia dinamica, questo importante manuale affronta la valutazione e il trattamento dei disturbi della personalità in uno spirito di aggiornamento continuo (i riferimenti diagnostici sono al DSM-5), integrando i contributi della psicologia accademica, della psichiatria, delle neuroscienze, della teoria dell’attaccamento e dei modelli cognitivo-comportamentali. Dopo una rassegna dei principali modelli della personalità, la prima parte affronta l’impatto del trauma sullo sviluppo della mente, le relazioni tra psicopatologia, mentalizzazione e meccanismi di difesa, il rapporto tra sesso, genere, orientamento sessuale e personalità. La seconda parte, dedicata ai disturbi della personalità, passa in rassegna le caratteristiche descrittive, i modelli di comprensione e gli approcci terapeutici più efficaci. Nella terza parte vengono illustrati i principali modelli descrittivi ed esplicativi dei disturbi clinici più diffusi: le schizofrenie, i disturbi dell’umore, d’ansia, fobici e ossessivi, da uso di sostanze, psicosomatici e l’ipocondria.

Genetica del comportamento

di John Defries, Valerie S. Knopik

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 478

Questo celebre manuale rappresenta una pietra miliare nel campo degli studi sull’importanza dei fattori genetici nella determinazione del comportamento e dunque anche nell’insorgere delle malattie mentali. Oltre a un sostanziale aggiornamento che tiene conto dei più recenti progressi, con l’aggiunta di centinaia di riferimenti bibliografici, la nuova edizione presenta una considerevole riorganizzazione dei temi trattati; in particolare, sottolinea il valore della genetica del comportamento per la comprensione delle influenze ambientali e delle interazioni fra geni e ambiente. Più spazio è stato dato anche all’esame dei processi che portano dai geni al comportamento, specialmente per quanto riguarda l’espressione genica e i meccanismi epigenetici, e alla psicopatologia. Gli autori Robert Plomin è professore di Genetica del comportamento presso l’Institute of Psychiatry di Londra. John C. DeFries dirige l’Institute for Behavioral Genetics dell’Università del Colorado. Valerie S. Knopik dirige la Division of Behavioral Genetics del Rhode Island Hospital. Jenae M. Neiderhiser è professore di Psicologia alla Penn State University.

Vincere le abbuffate

Come superare il disturbo da binge eating

di Christopher G. Fairburn

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 236

Un testo di riferimento, che vi aiuterà a liberarvi di abitudini malsane in cui siete rimasti invischiati per anni Christopher Fairburn, un’autorità riconosciuta nell’ambito dei disturbi alimentari, fornisce tutte le informazioni necessarie a comprendere i problemi di binge eating e a controllarli, che lavoriate come terapeuti o su voi stessi. Il metodo è stato sperimentato su molti pazienti negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, e si è dimostrato valido utilizzato sia da solo sia con il sostegno esterno di un terapeuta. Il testo è un manuale di facile lettura e di grande efficacia: non è prevista per esempio una dieta rigida, che fallisce quasi sempre, ma una serie di piccoli passi per abbandonare in modo ragionevole l’abitudine di assumere cibo in modo meccanico. Linee guida chiare mostrano come superare l’impulso ad abbuffarsi, introducendo uno stile alimentare sano e regolare. Ampio risalto viene dato anche alle problematiche connesse all’immagine corporea e a strategie efficaci per sviluppare – e mantenere nel tempo – una nuova relazione con il cibo e con il corpo. L'autore Christopher G. Fairburn insegna Psichiatria all’Università di Oxford, dove dirige il Centre for Research on Eating Disorders. Nell’ambito delle sue ricerche sul trattamento dei disturbi alimentari ha ottenuto numerosi riconoscimenti, tra cui l’Aaron Beck Award dall’Academy of Cognitive Therapy e l’Outstanding Researcher Award dall’Academy of Eating Disorders.

La valutazione della personalità con la SWAP-200

Nuova edizione

di Jonathan Shedler, Drew Westen

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 634

La personalità come contenitore della psicopatologia. Finalmente un metodo di valutazione capace di coniugare l’accuratezza clinica con il rigore metodologico.

Terapia metacognitiva interpersonale

dei disturbi di personalità

di Giancarlo Dimaggio, Antonella Montano

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 317

I pazienti con disturbi di personalità narcisistico, evitante, ossessivo-compulsivo, dipendente, paranoide, passivo-aggressivo e depressivo sono numerosi nella popolazione generale e necessitano di interventi psicoterapeutici mirati, in grado di curare problemi interpersonali talvolta gravi e sintomi clinici invalidanti e persistenti. La Terapia metacognitiva interpersonale dei disturbi di personalità (TMI), che appartiene alla generazione delle psicoterapie cognitive sviluppate negli ultimi vent’anni, ha formalizzato procedure specifiche per trattare questi disturbi ed è oggi in grado di fornire, a terapeuti di qualunque orientamento, strumenti affidabili, chiari e riproducibili per impostare l’intervento. In questo manuale la tmi è descritta nelle sue procedure passo-dopo-passo, al fine di guidare l’azione del clinico in ogni momento del trattamento, dalla formulazione congiunta del caso alla progettazione e realizzazione del cambiamento. L’intervento mira a massimizzare la possibilità che il paziente aderisca al trattamento e progredisca verso il benessere e la realizzazione personale. Il manuale, scritto in un linguaggio semplice, non gergale, descrive con accuratezza i problemi principali che questi pazienti pongono al terapeuta e offre un ampio ventaglio di soluzioni per risolverli. Dedica inoltre grande attenzione alla cura della relazione terapeutica, ritenuta uno degli assi portanti del trattamento di questi disturbi.

Le ragioni degli altri

Etnopsichiatria, etnopsicoterapie

di Piero Coppo

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 224

Come si può tradurre “psiche” o “psichiatria” in lingue diverse da quelle che in Europa hanno fissato regole e confini della scienza? Cosa può fare di uno psichiatra un etnopsichiatra? Innanzitutto, il confronto con altri che altrove lavorano per comprendere e risolvere manifestazioni di sofferenza. Perché questi incontri diano frutti è però necessaria una riflessione sul preteso valore universale delle discipline della psiche, sulla loro presunzione di aderire a una verità naturale buona per tutti e ovunque. A partire dal percorso dell’autore, il libro parla di incontri e scontri con altri saper-fare e discute alcuni nodi critici della psichiatria e della psicoanalisi. Alla fine, apre a una proposta: un nuovo approccio alla sofferenza umana, che faccia da base comune alla molteplicità di tecniche che i diversi popoli hanno messo a punto. L'autore Piero Coppo, medico e neuropsichiatra, svolge attività clinica come psicoterapeuta e di formazione nel campo dell’etnopsichiatria. Ha lavorato in programmi di cooperazione internazionale con l’obiettivo di facilitare un dialogo tra le risorse formali della Sanità e quelle informali delle reti locali di terapeuti tradizionali e nativi. Tra le sue pubblicazioni, Tra psiche e cultura (Torino 2003) e Le ragioni del dolore (Torino 2005).

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