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Sociologia

Il metodo 1. La natura della natura

di Edgar Morin

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 488

Abbiamo bisogno di ciò che ci aiuta a pensare da soli: un metodo. Un metodo di conoscenza che traduca la complessità del reale e si avvicini al mistero delle cose. Il metodo della complessità che si elabora in questo primo volume esige di concepire la relazione tra ordine/disordine/organizzazione, di non isolare il fenomeno dal suo contesto, di non dissociare il problema della conoscenza della natura da quello della natura della conoscenza. Ogni oggetto deve essere concepito nella sua relazione con un soggetto conoscente, a sua volta radicato in una cultura, una società, una storia.

La testa ben fatta

Riforma dell’insegnamento e riforma del pensiero

di Edgar Morin

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 152

Morin invita insegnanti e studenti a riflettere sull'attuale stato dei saperi e sulle sfide che caratterizzano la nostra epoca.

Lo spettacolo del dolore

Morale umanitaria, media e politica

di Luc Boltanski

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 319

Il Libro   Davanti alla famiglia riunita per la cena, passano sullo schermo della tv immagini di guerra, fame, calamità. Che fare di questo fatto sociale? In un mondo dove i media occupano una posizione dominante, è proprio la dimensione della distanza quella che determina i modi del nostro farci carico del dolore altrui. Il libro affronta tale questione definendo le forme e le modalità di gestione della pietà, fino a mettere in questione il tipo di intervento umanitario che occupa oggi le scene della politica internazionale.-   L'autore   Luc Boltanski, sociologo, insegna all’Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales di Parigi.

Tradurre le riforme in pratica

Le strategie della traslazione

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 230

“Tradurre” una riforma in pratica è la metafora proposta dagli autori che permette di spiegare l’introduzione di sistemi di controllo di gestione negli enti locali italiani come un processo di apprendimento istituzionale. Si tratta di una riflessione sociologica sul trasferimento di un sapere specialistico dall’ambito del privato a quello del pubblico e sulle trasformazioni che tale sapere subisce quando viene introdotto in un diverso contesto d’uso. Il trasferimento delle riforme dall’ambito legislativo a quello delle pratiche amministrative, la diffusione della cultura manageriale, la gestione della conoscenza sono aspetti che gli autori mettono a fuoco in modo innovativo, considerando tanto gli attori in gioco quanto le azioni, tanto il mentale quanto il materiale.   I curatori Silvia Gherardi è professore di Sociologia dell’organizzazione all’Università di Trento. Per la Raffaello Cortina ha pubblicato Il genere e le organizzazioni (1998). Andrea Lippi ha conseguito il dottorato in Sociologia e ricerca sociale all’Università di Trento. Attualmente lavora al progetto “Europeizzazione dell’Italia” presso l’Università di Firenze.

Incantati dalla rete

Immaginari, utopie e conflitti nell’epoca di Internet

di Carlo Formenti

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 304

Il trionfo di Internet prepara una mutazione di civiltà paragonabile a quella innescata dalle rivoluzioni industriali che hanno sconvolto gli ultimi secoli del millennio? Paradossalmente, per comprendere la radicalità dei mutamenti che stiamo vivendo, occorre in primo luogo ''demistificarli'': non per negarne la realtà, ma per dissipare l'aura mitica che li circonda. Quando viene presentata come un mostruoso sistema di simulazione che rischia di uccidere la realtà, oppure come un meraviglioso ''cervello planetario'' destinato a realizzare il paradiso in terra, la rete rischia di apparire come un insensato labirinto di specchi. Se, con distacco e ironia, si mettono invece da parte terrori e speranze, emerge il quadro inedito che questo libro presenta: niente apocalissi o paradisi, ma non poche trasformazioni rivoluzionarie. Rivoluzioni dall'esito imprevedibile, perchè nella rete non è inscritto alcun ''destino'', bensì un'incontenibile proliferazione di rischi e opportunità. L' autore Saggista, giornalista e scrittore di fantascienza, Carlo Formenti indaga da tempo sugli effetti delle nuove tecnologie sulle trasformazioni sociali, economiche e culturali degli ultimi decenni. A questo tema ha dedicato diversi libri, fra cui La fine del valore d'uso (Feltrinelli, 1980), Prometeo e Hermes (Liguori, 1986) e Piccole apocalissi Cortina, 1991).

Il razzismo

Pregiudizi, teorie, comportamenti

di Pierre-André Taguieff

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 136

"Quello che di solito è noto, proprio perché è noto, non è conosciuto". Con questo passo di Hegel, Pierre-André Taguieff ci introduce al problema del razzismo, delle sue origini e dei suoi presupposti, così come delle sue attuali metamorfosi. Mettendoci subito in guardia dal considerarlo, in quanto noto, un fenomeno conosciuto. Dopo la sconfitta del nazismo e del suo credo nella superiorità della razza ariana, nessuno oggi potrebbe definire il razzismo come una dottrina che si fonda sull'affermazione di una gerarchia tra le razze umane. Si tratta, allora, se si vuole combattere un fenomeno così diffuso, di pensare a una sua ridefinizione. E ciò comporta, contemporaneamente, la necessità di una ridefinizione dell'antirazzismo, il quale si trova di fronte alle nuove forme di razzismo dell'epoca postnazista: la persecuzione delle minoranze, la xenofobia anti-immigrati, le manifestazioni e le guerre etnonazionaliste. L'autore Pierre-André Taguieff, filosofo, politologo e storico delle idee, è direttore di ricerca al CNRS e uno dei massimi studiosi francesi del fenomeno del razzismo. Le sue opere principali sono: La forza del pregiudizio: Saggio sul razzismo e sull'antirazzismo (il Mulino, 1988), Face au racisme (Seuil, 1991), Les fins de l'antiracisme (Michalon, 1995).

Il risentimento

Lo scacco del desiderio nell’uomo contemporaneo

di René Girard

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 204

René Girard affronta in questo libro temi sociologici e antropologici oggi molto attuali: il dilagare dell’anoressia e dei disordini alimentari, l’angoscia della solitudine, l’invidia, e in particolare il risentimento, la necessità umana di fondare l’ordine sociale, le appartenenze culturali e religiose attraverso l’esclusione di capri espiatori. Secondo l’autore, l’uomo agisce sempre desiderando di essere un altro, che è ad un tempo modello e rivale: ecco il fuoco dell’invidia e del risentimento, ecco le prime micce della violenza e dell’esclusione. Girard mette in luce lo specifico delle interazioni sociali della società contemporanea e, attraverso una rilettura critica del disagio esistenziale dell’individuo contemporaneo, ne mostra le forme perverse e spesso esasperate. L'autore René Girard si occupa di critica letteraria e di studi antropologici. Le sue opere sono state quasi tutte tradotte in Italia da Adelphi: La violenza e il sacro, Delle cose nascoste sin dalla fondazione del mondo e Il capro espiatorio.

Attraverso Bateson

Ecologia della mente e relazioni sociali

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 278

Gregory Bateson è noto soprattutto in ambito psichiatrico e per la sua influenza sui movimenti ecologisti. Ma è all’interno di una prospettiva sociale che possono essere comprese a fondo la sua originalità e l’attualità del suo lavoro. Frutto di una ricerca coordinata alla quale hanno partecipato sociologi, psicologi, pedagogisti, antropologi e filosofi italiani, questo libro situa l’opera di Bateson nei suoi rapporti con le più importanti correnti culturali del nostro secolo e ne articola la richezza. Il curatore Sergio Manghi è ricercatore presso l’Istituto di Sociologia dell’Università di Parma, dove insegna Sociologia della conoscenza. È autore di diversi volumi tra i quali Ecologia della mente e pratiche sociali (Feltrinelli).

Il labirinto dei servizi

Tradizione e rinnovamento tra i pubblici dipendenti

di Tatiana Pipan

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 156

Il delitto perfetto

La televisione ha ucciso la realtà?

di Jean Baudrillard

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 168

Scrittura, calcolo, immagine, informazione: la storia della rappresentazione del mondo sembra arrivata al suo compimento, e il mondo sta scomparendo. Lo ha cancellato l’operazione definitiva della simulazione. Non è la prima volta, osserva Baudrillard, che la “cosa in sé” viene cancellata dal “fenomeno”, cioè dall’apparenza. Nell’Occidente razionalistico la filosofi a ha sostituito alla cosa la sua rappresentazione mentale (il concetto) o scritta (la parola) – ma questo non bastava. Erede del programma nichilistico della filosofia è oggi la tecnica, o meglio quell’insieme di tecniche che hanno consentito la comunicazione mondiale “in tempo reale” (televisione, strumenti telematici, super-computer, realtà virtuale ecc.). In questo Baudrillard si differenzia da Heidegger. Per il filosofo tedesco la tecnica riduce l’uomo a cosa facendo di lui un ingranaggio del Grande Apparato. Per il sociologo francese, invece, le cose scompaiono sostituite dalle loro simulazioni. È questo il “delitto perfetto”. Non è nemmeno più come in 1984 di Orwell: là il Grande Fratello dominava dal suo luogo nascosto attraverso l’immagine pubblica; qui il Grande Fratello è l’immagine, mentre tutto è immateriale, scorporato, scambiabile. E se tutto è informazione, niente informa più davvero. Che fare, dunque? Bruciare la televisione, o sparare a delle immagini virtuali, come fa lo sfortunato eroe di Videodrome di Cronenberg? Per fortuna, come insegna Sherlock Holmes, il delitto perfetto non esiste: in ogni crimine c’è un dettaglio che stona. Sta al lettore di Baudrillard scoprirlo.  Biografia dell'autore  Jean Baudrillard, filosofo e sociologo, è nato a Reims nel 1929. Tra le sue opere tradotte in italiano ricordiamo Il sistema degli oggetti (Milano 1972), Lo scambio simbolico e la morte (Milano 1979), Della seduzione (Bologna 1985), L’illusione della fine (Milano 1993).

La dimensione sociale della conoscenza

di David Bloor

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 276

Il "mondo delle idee" di Platone e di Popper va trasferito dal cielo alla terra. Senza negare l'oggettività del sapere, David Bloor affida alla sociologia della conoscenza il compito di spiegare la natura profonda dell'impresa tecnico-scientifica. Questo libro costituisce dunque una sorta di manifesto del programma forte della sociologia della scienza, secondo cui anche le procedure più astratte e formalizzate possono essere ricondotte a operazioni del mondo sociale: conflitti, convenzioni, negoziazioni, patti, istituzioni e così via. Bloor smonta il mito della "purezza scientifica" muovendo dai "quartieri alti" della ricerca, a cominciare dalla matematica e dalla logica. Il suo approccio combina in modo originale Mill e Frege, Mannheim e Wittgenstein, Lakatos e i classici dell'antropologia. Creatività scientifica e lavoro di ricerca appaiono dimensioni della vita non più scisse dalle altre. Non diversamente da come accade nella politica, esse rimandano a un complesso di pratiche sociali, governate non da criteri metastorici, bensì da una flessibile logica della situazione, aperta al cambiamento e all'innovazione e analoga a quella che opera in un'azienda o in un tribunale. Comparso in una prima versione nel 1976 e da anni al centro di un polemico dibattito che ha diviso storici, filosofi e sociologi della scienza, il libro è stato corredato, fin dalla seconda edizione in inglese (1991), di una replica ai critici che si conclude con un elogio dell'eresia come fattore di crescita sia nella scienza che nelle altre sfere dell'attività umana. L'autore David Bloor, uno dei fondatori del programma forte nella sociologia della conoscenza alla Science Studies Unit dell'Università di Edimburgo, è autore di numerosi articoli e interventi, nonché del libro Wittgenstein. A Social Theory of Knowledge (Macmillan, London 1983).

Terra-Patria

di Anne B. Kern, Edgar Morin

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 194

1492: Cristoforo Colombo scopre quella che altri battezzeranno America. 1543: viene pubblicato il De revolutionibus di Copernico. L'Europa non è più il centro del mondo, la Terra non è più il centro del cosmo: così comincia, per il piccolo globo su cui viviamo, l'Era planetaria. A cinque secoli di distanza, forze barbare e cieche si contendono ancora il dominio del pianeta - ma intanto è divenuta mondiale l'esigenza non solo di sopravvivere, ma di vivere meglio. Alle soglie del Terzo millennio, la nostra è una condizione di "agonia", sospesi come siamo tra possibilità di rinascita e vigilia di distruzione.Siamo consapevoli di vivere una minuscola pellicola che avvolge un minuscolo pianeta perso nel gigantesco universo. Questo pianeta tuttavia è un mondo, il nostro mondo. Da trent'anni, siamo in grado di sciprire i segreti del nostro albero genealogico e di tracciare la nostra "carta di identità terrestre", nel momento stesso in cui le società sparse sul globo sono divenute indipendenti e si gioca collettivamente il destino della nostra specie. La presa di coscienza di questa comunanza terrestre è l'evento-chiave che può consentirci di uscire dall'età delle barbarie, facendoci comprendere che siamo solidali in questo pianeta, e con questo pianeta. E' la nostra Terra-Patria.  

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