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Sociologia

Il tempo senza età

La vecchiaia non esiste

di Marc Augé

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 104

Raggiunta l’età in cui succede che qualcuno sul metrò si alzi per cedergli il posto, Marc Augé scava nei propri ricordi personali per sviluppare una riflessione, acuta e delicata, sul tempo che passa. “Conosco la mia età, posso dichiararla, ma non ci credo”, scrive il grande antropologo per evidenziare la differenza tra il tempo e l’età. Perché sono gli altri a dire che siamo vecchi, a definirci secondo luoghi comuni ma questa etichetta resta superficiale e lontana da quel che avvertiamo dentro di noi. Dunque, la vecchiaia non esiste. Certo, i corpi si logorano ma la soggettività resta, in qualche modo, fuori dal tempo ed è così che, come scrive Augé alla fine di questo libro luminoso, “tutti muoiono giovani”. L'autore Marc Augé, etnologo e scrittore, è stato presidente dell’École Des Hautes Études en Sciences Sociales dal 1985 al 1995. Nelle nostre edizioni ha pubblicato, tra gli altri, Diario di un senza fissa dimora (2011).

Esperienze del dolore

Fra distruzione e rinascita

di David Le Breton

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 296

David Le Breton affronta qui l’indicibile della sofferenza. Mostra come il dolore sia una sensazione certamente reale, ma anche un’emozione, una percezione, una maniera di decifrare se stessi, e non il semplice ricalco di un’alterazione somatica o una vicenda che interessa soltanto il sistema nervoso. Sappiamo che esiste la tortura, forma di violenza assoluta mirata a produrre un dolore impossibile da contenere, conosciamo la malattia, con i suoi attacchi intollerabili. Ma l’individuo che soffre, ricorda l’autore, vive un’esperienza che lo spoglia dell’essenziale, in cui la frontiera tra interno ed esterno si dissolve fino ad annullare la soglia che consente di sentirsi persona. Attingendo a una vasta gamma di testi letterari, filosofici, storici e antropologici, Le Breton ci aiuta a penetrare in ciò che, dentro di noi, vi è di più complesso e ambivalente e, insieme, a riflettere sui meandri più misteriosi e segreti della nostra storia di vita. L'autore David Le Breton sociologo e antropologo, insegna all’Università di Strasburgo ed è membro dell’Institut universitaire de France e del laboratorio URA-CNRS “Culture e società in Europa”. In questa collana è già stato pubblicato Il sapore del mondo. Un’antropologia dei sensi (2007).

Memorie di pietra

I monumenti delle dittature

di G. Piero Piretto

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 272

I totalitarismi del Novecento sono stati quasi integralmente liquidati. Sopravvivono fragili fasce di resistenza sui fronti politici, atteggiamenti emotivi non facili da qualificare che si sviluppano tra mitologia e folclore. Restano, soprattutto, tracce architettoniche vistose e magniloquenti, portatrici non solo di storia ma anche di cultura, spettacolo, mentalità. In questa chiave, i saggi qui presentati affrontano il problema della monumentalità totalitaria e delle sue svariate applicazioni in regimi diversi. I Paesi coinvolti non coprono, per ovvi motivi, tutte le possibilità che la situazione universale offre a chi si voglia occupare di rovine o macerie architettoniche, estetiche della politica, ideologie manifeste o criptate. I contributi raccolti nel volume riguardano Italia, Germanie (ddr e Terzo Reich), Cecoslovacchia, Jugoslavia, Unione Sovietica, Albania, Corea del Nord, Cuba. Letture, interpretazioni, indagini illustrate da immagini stupefacenti, che coinvolgono architettura, cinema, antropologia, filosofia, storia culturale, cultura visuale, scienze umane. L'autore Gian Piero Piretto insegna Cultura russa e Metodologia della cultura visuale all’Università degli Studi di Milano. Ha pubblicato numerosi saggi sulla letteratura russa dell’Ottocento e del Novecento e specificamente sul tema della città in letteratura. Da alcuni anni si occupa di studi culturali, in particolare dell’aspetto visuale della cultura russa in epoca sovietica. Nelle nostre edizioni ha pubblicato Gli occhi di Stalin. La cultura visuale sovietica nell’era staliniana (2010).

L'antropologo e il mondo globale

di Marc Augé

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 126

In un mondo in trasformazione accelerata, un cambio di scala colpisce e riconfigura le nostre esistenze individuali e collettive. In questo nuovo ambiente, l’antropologia ha d’ora in avanti l’immenso compito di criticare l’insieme ancora proteiforme che chiamiamo il mondo globale. Marc Augé ritorna qui sulle categorie dello spazio e del tempo, in particolare attraverso la nozione di tempo morto nella sua relazione con quella di nonluogo, per interrogarsi sui rapporti tra senso sociale e libertà individuale nel mondo contemporaneo. L’antropologo contribuisce in tal modo allo sforzo di lucidità critica di cui l’umanità ha bisogno oggi più che mai, se davvero vuole un giorno potersi dichiarare non più globale ma totale, nel senso in cui la intende Mauss, vale a dire intelligente, lucida, ambiziosa e solidale. L'autore Marc Augé è directeur d’études presso l’Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales di Parigi. Africanista di formazione, da anni si occupa di antropologia delle società complesse. Attraverso testi come Un etnologo nel metrò o Il metrò rivisitato, ma anche cimentandosi talvolta nell’etnofinzione (Diario di un senza fissa dimora), Marc Augé ha sviluppato un’originale antropologia del quotidiano in grado di esplorare il nostro stesso ambiente. Moltiplicando in tal modo i suoi “terreni”, da quello vicino a quello lontano fino a quello immaginario, egli ha proposto un’antropologia che collega la vita quotidiana al mondo globale.

Il futuro come fatto culturale

Saggi sulla condizione globale

di Arjun Appadurai

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 444

Brillante teorico della modernità diffusa e della democrazia profonda, la democrazia situata e praticata nella vita quotidiana, Arjun Appadurai è considerato uno dei massimi studiosi di globalizzazione, mass media e processi migratori. Il suo libro più conosciuto, Modernità in polvere, analizzava alcuni fatti culturali con l’obiettivo di portare alla luce la relazione tra modernizzazione come evento e modernizzazione come teoria. Il futuro come fatto culturale si inserisce in quel processo di ridefinizione delle categorie di lettura del mondo attuale con un’esplicita apertura al modo di far luce, nella prospettiva dell’antropologia, sulla dimensione dell’avvenire. Ma un avvenire inteso non come possibile scenario prossimo venturo, bensì come elemento dell’immaginario sociale mediante il quale le collettività elaborano strategie di adattamento e di sopravvivenza in una realtà dominata dalle forze “impersonali” della finanza, delle strategie mediatiche, del bricolage ideologico e religioso. Al cuore di questo lavoro, l’India, in particolare i movimenti per il diritto alla casa e ai servizi urbani nati negli slum di Mumbai. Appadurai analizza le lotte dei poveri della città per ottenere riconoscimento, equità e autonomia politica in condizioni di estrema ineguaglianza, prospettando in questo modo una “politica della speranza” e gettando le fondamenta di una solida e imprescindibile antropologia del futuro. L'autore Arjun Appadurai insegna Media, Culture and Communication alla New York University. Ha fondato e dirige PUKAR (Partners for Urban Knowledge Action and Research), organizzazione non profit con sede a Mumbai. Nelle nostre edizioni ha pubblicato Modernità in polvere (2012).

La psicoterapia nell'età del narcisismo

di Joel Paris

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 227

Il disturbo narcisistico di personalità è tra i più diffusi nella società contemporanea. Il mondo moderno, nel quale i bisogni individuali sono considerati di primaria importanza, incoraggia le persone a concentrarsi su se stesse. Anche la psicoterapia utilizzata per il trattamento del narcisismo è in realtà influenzata dagli stessi valori, e corre il rischio di rendere i pazienti peggiori invece che migliori. Questo libro, fondato sulla ricerca empirica nell’ambito della psicologia, della psichiatria e delle scienze sociali, mostra come evitare tale rischio, inducendo il paziente a guardare oltre se stesso e a radicare il proprio senso di sé nelle relazioni e negli impegni rivolti al mondo esterno. L'autore Joel Paris insegna Psichiatria alla McGill University di Montréal. È inoltre research associate presso il SMBD-Jewis General Hospital della stessa università e editor-in-chief del Canadian Journal of Psychiatry. I suoi interessi di ricerca riguardano i disturbi di personalità.

La mia Parigi, i miei ricordi

di Edgar Morin

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 241

"Benché la prendessi due volte al giorno, la linea numero 2 non smetteva di rivelarmi la sua intensa poesia. Sentivo come di salire in cielo nel momento in cui il metrò usciva da terra, alla fermata Combat, per poi arrivare maestosamente alla stazione Jaurès.” Evocando ricordi legati ai differenti anni e ai vari quartieri della capitale, da Saint-Germain-des-Prés a rue Soufflot, dal Marais a Montparnasse, Edgar Morin racconta la sua vita, iniziata l’8 luglio 1921 in rue Mayran, nel 9° arrondissement di Parigi, ai piedi della butte Montmartre. A ogni trasloco corrispondono tappe diverse della vita amorosa e intellettuale dell’inventore del “pensiero complesso”: un itinerario nel cuore di Parigi, la città amata, dei caffè e dei bistrot frequentati dagli intellettuali, un racconto sfavillante di intelligenza e di ironia dal più anticonformista dei giovani novantenni, che ha vissuto da protagonista le vicende culturali e politiche dell’Europa degli ultimi sessant’anni. L'autore Edgar Morin è una delle figure più prestigiose della cultura contemporanea. Nelle nostre edizioni ha pubblicato, tra gli altri, La testa ben fatta (2000), I sette saperi necessari all’educazione del futuro (2001), La via (2012) e La nostra Europa (con M. Ceruti, 2013).

Contro l'indifferenza

Possibilità creative, conformismo, saturazione

di Ugo Morelli

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 206

Possiamo pensare all’indifferenza come a uno stagno, una palude. Gli indifferenti sono figure umbratili di individui soli o di aggregati che sembrano gruppi che si aggirano negli spazi delle nostre vite. A loro fa difetto l’appartenenza, la progettualità e l’innovazione. In questo libro si propone l’ipotesi che l’indifferenza sia l’effetto di una sospensione eccessiva della risonanza consapevole con gli altri. La nostra sembra presentarsi come l’epoca dell’indifferenza, nel linguaggio della politica, nelle relazioni interpersonali, nelle esperienze di educazione e di cura, ma anche nel campo dell’arte. Tutto questo genera l’esigenza di comprendere come alimentare e sviluppare gli spazi e le possibilità generative e creative. Un esame di realtà condotto mediante gli strumenti della ricerca psicologica può aiutare chi lavora nei diversi campi di studio e intervento – nella cura, nell’educazione, ma anche nelle organizzazioni del lavoro – a comprendere le trasformazioni in corso e ad aprire le porte a inedite forme di immaginazione e progettualità sociale. L'autore Ugo Morelli insegna Psicologia del lavoro e delle organizzazioni all’Università di Bergamo. È presidente del Comitato scientifico di Step, Scuola per il governo del territorio e del paesaggio di Trento, dove presiede il World Natural Heritage Master Unesco, ed è responsabile di progetti di formazione direzionale e docente in Formazione Lavoro, Trento. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo Incertezza e organizzazione. Scienze cognitive e crisi della retorica manageriale (Milano 2009), Mente e bellezza. Arte, creatività e innovazione (Torino 2010), Mente e paesaggio. Una teoria della vivibilità (Torino 2011), La mano. Arte, arto, artefatti (Torino 2013).

La nostra Europa

di Edgar Morin, Mauro Ceruti

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 170

Prima della crisi mondiale, l’Europa era in crisi. Non era riuscita a progredire nell’unificazione metanazionale né a integrare le nazioni liberate dall’impero sovietico. La crisi economica mondiale rischia non solo di aggravare la crisi dell’Europa, ma di disgregrare l’Europa stessa. Tuttavia, “là dove cresce il pericolo cresce anche ciò che salva”, diceva uno dei più grandi poeti europei (Hölderlin). È a un pensiero e a una politica di salvezza che ci invitano Edgar Morin e Mauro Ceruti. In pagine agilissime, delineano un appassionato ritratto della nostra Europa, della sua storia ambivalente intrecciata di civiltà e barbarie, e si chiedono come sia possibile scongiurare il rischio di paralisi e di disgregazione, mostrando che le ragioni della speranza si annidano paradossalmente nelle ragioni della disperazione. Un vero e proprio manifesto per una rinascita della cultura e della politica europee nel tempo della globalizzazione.Gli autoriEdgar Morin è una delle figure più prestigiose della cultura contemporanea. Nelle nostre edizioni ha pubblicato, tra gli altri, i 6 volumi di Il metodo (2001-2008), Terra-Patria (1994), I sette saperi necessari all’educazione del futuro (2001) e La via (2012).Mauro Ceruti è uno dei protagonisti del pensiero della complessità. Tra i suoi libri pubblicati nelle nostre edizioni, Educazione e globalizzazione (con G. Bocchi, 2004) e Il vincolo e la possibilità (2009)

Malati fuori luogo

Medicina interculturale

di Ivo Quaranta, Mario Ricca

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 168

I saperi sulla malattia e sul corpo variano, di luogo in luogo e tra le culture del mondo. “Come” star male e “perché” sono oggetto di interpretazione, sono costrutti dell’immaginazione sociale e personale. L’esistenza è un fenomeno culturale e il corpo del malato ne parla il dialetto. Muovendo da questa constatazione, il volume prospetta l’urgente necessità e gli strumenti operativi di una medicina interculturale in grado di tradurre tra loro culture e malattie, luoghi e persone. Chi sta male, chi soffre, non è mai fuori luogo e non dovrebbe sentircisi, almeno fino a quando la parola “umanità” riuscirà a conservare significato. L'autore Ivo Quaranta insegna Antropologia culturale e Antropologia del corpo e della malattia all’Università di Bologna. Per le nostre edizioni ha curato Antropologia medica. I testi fondamentali (2006). Mario Ricca insegna Diritto interculturale e Diritto ecclesiastico all’Università di Parma. Tra le sue pubblicazioni più recenti, Oltre Babele. Codici per una democrazia interculturale (Dedalo 2008).

Amor Loci

Suolo, ambiente, cultura civile

di Paolo Pileri, Elena Granata

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 260

Se il modo in cui una società si prende cura della terra è indice della sua cultura civile, in Italia non mancano segnali d’allarme. Negli ultimi vent’anni il suolo e il paesaggio sono stati minacciati in forme senza precedenti, con grave perdita di risorse agricole, di cibo, di paesaggi e di beni comuni. Un cambio di rotta appare urgente. Dal suolo dipende il destino della nostra cultura e la qualità del nostro futuro. La dissipazione degli spazi aperti è da leggersi come l’esito di una profonda crisi culturale che affonda le sue radici nell’incuria e nella mercificazione del suolo e dell’ambiente. Prendersi cura della terra deve diventare tensione irrinunciabile che sostanzia ogni progetto ambientale e sociale. Un’attitudine che abbiamo chiamato amor loci. Il suolo è la questione intorno a cui si intende richiamare a impegno e responsabilità le scienze, la politica e l’urbanistica, a lungo distratte e silenti di fronte alla rovina del Bel Paese. Cambiare rotta richiede la convergenza di saperi diversi, nuove sintesi tra pensiero ecologico e prassi politica entro un processo vitale che sappia tradurre le conoscenze scientifiche in atti politici concreti e coraggiosi. Per questo, il libro vuole proporre al lettore alcune riflessioni che, mentre denunciano la gravità dei problemi, non rinunciano a indicare possibili soluzioni. Gli autori Paolo Pileri è docente di Pianificazione urbanistica e ambientale al Politecnico di Milano. Da anni i suoi temi di ricerca sono legati all’uso del suolo e alle azioni e politiche per limitarne il consumo. Tra le pubblicazioni ricordiamo Compensazione ecologica preventiva (Roma 2007) e Spazi Aperti. Un paesaggio per expo (a cura di, Milano 2011). Elena Granata è docente di Analisi della città e del territorio e di Geografia urbana al Politecnico di Milano. Le trasformazioni territoriali, sociali ed economiche sono da anni al centro della sua ricerca. Tra le pubblicazioni ricordiamo La macchina del tempo. Leggere la città europea contemporanea (con C. Pacchi, Milano 2011) e La città avrà i miei occhi (Santarcangelo di Romagna 2009).

Amor Loci

Suolo, ambiente, cultura civile

di Paolo Pileri, Elena Granata

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 260

Se il modo in cui una società si prende cura della terra è indice della sua cultura civile, in Italia non mancano segnali d’allarme. Negli ultimi vent’anni il suolo e il paesaggio sono stati minacciati in forme senza precedenti, con grave perdita di risorse agricole, di cibo, di paesaggi e di beni comuni. Un cambio di rotta appare urgente. Dal suolo dipende il destino della nostra cultura e la qualità del nostro futuro. La dissipazione degli spazi aperti è da leggersi come l’esito di una profonda crisi culturale che affonda le sue radici nell’incuria e nella mercificazione del suolo e dell’ambiente. Prendersi cura della terra deve diventare tensione irrinunciabile che sostanzia ogni progetto ambientale e sociale. Un’attitudine che abbiamo chiamato amor loci. Il suolo è la questione intorno a cui si intende richiamare a impegno e responsabilità le scienze, la politica e l’urbanistica, a lungo distratte e silenti di fronte alla rovina del Bel Paese. Cambiare rotta richiede la convergenza di saperi diversi, nuove sintesi tra pensiero ecologico e prassi politica entro un processo vitale che sappia tradurre le conoscenze scientifiche in atti politici concreti e coraggiosi. Per questo, il libro vuole proporre al lettore alcune riflessioni che, mentre denunciano la gravità dei problemi, non rinunciano a indicare possibili soluzioni. Gli autori Paolo Pileri è docente di Pianificazione urbanistica e ambientale al Politecnico di Milano. Da anni i suoi temi di ricerca sono legati all’uso del suolo e alle azioni e politiche per limitarne il consumo. Tra le pubblicazioni ricordiamo Compensazione ecologica preventiva (Roma 2007) e Spazi Aperti. Un paesaggio per expo (a cura di, Milano 2011). Elena Granata è docente di Analisi della città e del territorio e di Geografia urbana al Politecnico di Milano. Le trasformazioni territoriali, sociali ed economiche sono da anni al centro della sua ricerca. Tra le pubblicazioni ricordiamo La macchina del tempo. Leggere la città europea contemporanea (con C. Pacchi, Milano 2011) e La città avrà i miei occhi (Santarcangelo di Romagna 2009).

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