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Sociologia

Malati fuori luogo

Medicina interculturale

di Ivo Quaranta, Mario Ricca

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 168

I saperi sulla malattia e sul corpo variano, di luogo in luogo e tra le culture del mondo. “Come” star male e “perché” sono oggetto di interpretazione, sono costrutti dell’immaginazione sociale e personale. L’esistenza è un fenomeno culturale e il corpo del malato ne parla il dialetto. Muovendo da questa constatazione, il volume prospetta l’urgente necessità e gli strumenti operativi di una medicina interculturale in grado di tradurre tra loro culture e malattie, luoghi e persone. Chi sta male, chi soffre, non è mai fuori luogo e non dovrebbe sentircisi, almeno fino a quando la parola “umanità” riuscirà a conservare significato. L'autore Ivo Quaranta insegna Antropologia culturale e Antropologia del corpo e della malattia all’Università di Bologna. Per le nostre edizioni ha curato Antropologia medica. I testi fondamentali (2006). Mario Ricca insegna Diritto interculturale e Diritto ecclesiastico all’Università di Parma. Tra le sue pubblicazioni più recenti, Oltre Babele. Codici per una democrazia interculturale (Dedalo 2008).

Amor Loci

Suolo, ambiente, cultura civile

di Paolo Pileri, Elena Granata

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 260

Se il modo in cui una società si prende cura della terra è indice della sua cultura civile, in Italia non mancano segnali d’allarme. Negli ultimi vent’anni il suolo e il paesaggio sono stati minacciati in forme senza precedenti, con grave perdita di risorse agricole, di cibo, di paesaggi e di beni comuni. Un cambio di rotta appare urgente. Dal suolo dipende il destino della nostra cultura e la qualità del nostro futuro. La dissipazione degli spazi aperti è da leggersi come l’esito di una profonda crisi culturale che affonda le sue radici nell’incuria e nella mercificazione del suolo e dell’ambiente. Prendersi cura della terra deve diventare tensione irrinunciabile che sostanzia ogni progetto ambientale e sociale. Un’attitudine che abbiamo chiamato amor loci. Il suolo è la questione intorno a cui si intende richiamare a impegno e responsabilità le scienze, la politica e l’urbanistica, a lungo distratte e silenti di fronte alla rovina del Bel Paese. Cambiare rotta richiede la convergenza di saperi diversi, nuove sintesi tra pensiero ecologico e prassi politica entro un processo vitale che sappia tradurre le conoscenze scientifiche in atti politici concreti e coraggiosi. Per questo, il libro vuole proporre al lettore alcune riflessioni che, mentre denunciano la gravità dei problemi, non rinunciano a indicare possibili soluzioni. Gli autori Paolo Pileri è docente di Pianificazione urbanistica e ambientale al Politecnico di Milano. Da anni i suoi temi di ricerca sono legati all’uso del suolo e alle azioni e politiche per limitarne il consumo. Tra le pubblicazioni ricordiamo Compensazione ecologica preventiva (Roma 2007) e Spazi Aperti. Un paesaggio per expo (a cura di, Milano 2011). Elena Granata è docente di Analisi della città e del territorio e di Geografia urbana al Politecnico di Milano. Le trasformazioni territoriali, sociali ed economiche sono da anni al centro della sua ricerca. Tra le pubblicazioni ricordiamo La macchina del tempo. Leggere la città europea contemporanea (con C. Pacchi, Milano 2011) e La città avrà i miei occhi (Santarcangelo di Romagna 2009).

Amor Loci

Suolo, ambiente, cultura civile

di Paolo Pileri, Elena Granata

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 260

Se il modo in cui una società si prende cura della terra è indice della sua cultura civile, in Italia non mancano segnali d’allarme. Negli ultimi vent’anni il suolo e il paesaggio sono stati minacciati in forme senza precedenti, con grave perdita di risorse agricole, di cibo, di paesaggi e di beni comuni. Un cambio di rotta appare urgente. Dal suolo dipende il destino della nostra cultura e la qualità del nostro futuro. La dissipazione degli spazi aperti è da leggersi come l’esito di una profonda crisi culturale che affonda le sue radici nell’incuria e nella mercificazione del suolo e dell’ambiente. Prendersi cura della terra deve diventare tensione irrinunciabile che sostanzia ogni progetto ambientale e sociale. Un’attitudine che abbiamo chiamato amor loci. Il suolo è la questione intorno a cui si intende richiamare a impegno e responsabilità le scienze, la politica e l’urbanistica, a lungo distratte e silenti di fronte alla rovina del Bel Paese. Cambiare rotta richiede la convergenza di saperi diversi, nuove sintesi tra pensiero ecologico e prassi politica entro un processo vitale che sappia tradurre le conoscenze scientifiche in atti politici concreti e coraggiosi. Per questo, il libro vuole proporre al lettore alcune riflessioni che, mentre denunciano la gravità dei problemi, non rinunciano a indicare possibili soluzioni. Gli autori Paolo Pileri è docente di Pianificazione urbanistica e ambientale al Politecnico di Milano. Da anni i suoi temi di ricerca sono legati all’uso del suolo e alle azioni e politiche per limitarne il consumo. Tra le pubblicazioni ricordiamo Compensazione ecologica preventiva (Roma 2007) e Spazi Aperti. Un paesaggio per expo (a cura di, Milano 2011). Elena Granata è docente di Analisi della città e del territorio e di Geografia urbana al Politecnico di Milano. Le trasformazioni territoriali, sociali ed economiche sono da anni al centro della sua ricerca. Tra le pubblicazioni ricordiamo La macchina del tempo. Leggere la città europea contemporanea (con C. Pacchi, Milano 2011) e La città avrà i miei occhi (Santarcangelo di Romagna 2009).

Carnefici e spettatori

La nostra indifferenza verso la crudeltà

di Alessandro Dal Lago

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 220

Quali sono i criteri con cui la crudeltà, ampiamente mostrata dai media vecchi e nuovi, è occasione di sdegno o di intervento “umanitario”? La risposta è che lo sdegno dipende da un complesso di circostanze, tra cui gli interessi materiali in gioco e la fondamentale indifferenza delle opinioni pubbliche occidentali. Come si è determinata questa strana mescolanza di insensibilità e moralismo? Riprendendo il tema della crudeltà nel mondo classico e moderno, come si manifesta soprattutto nella letteratura e nella cultura di massa, il saggio analizza la complessità dello “sguardo” come ottica culturale: non è la crudeltà a essere finita ma il nostro sguardo culturale a non vederla più. È così che dalla fine della guerra fredda, ormai da quasi venticinque anni, l’Occidente combatte guerre in mezzo mondo senza che la sua vita quotidiana sia alterata e in un’indifferenza appena venata di voyeurismo. L'autore Alessandro Dal Lago, uno dei più importanti sociologi italiani, insegna Sociologia dei processi culturali e comunicativi all’Università di Genova. Ha insegnato alla University of Pennsylvania (Philadelphia) e alla University of California (Los Angeles). È autore o curatore di più di trenta volumi. Nelle nostre edizioni ha pubblicato Per gioco (con P.A. Rovatti, 1993).

Carnefici e spettatori

La nostra indifferenza verso la crudeltà

di Alessandro Dal Lago

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 220

Quali sono i criteri con cui la crudeltà, ampiamente mostrata dai media vecchi e nuovi, è occasione di sdegno o di intervento “umanitario”? La risposta è che lo sdegno dipende da un complesso di circostanze, tra cui gli interessi materiali in gioco e la fondamentale indifferenza delle opinioni pubbliche occidentali. Come si è determinata questa strana mescolanza di insensibilità e moralismo? Riprendendo il tema della crudeltà nel mondo classico e moderno, come si manifesta soprattutto nella letteratura e nella cultura di massa, il saggio analizza la complessità dello “sguardo” come ottica culturale: non è la crudeltà a essere finita ma il nostro sguardo culturale a non vederla più. È così che dalla fine della guerra fredda, ormai da quasi venticinque anni, l’Occidente combatte guerre in mezzo mondo senza che la sua vita quotidiana sia alterata e in un’indifferenza appena venata di voyeurismo. L'autore Alessandro Dal Lago, uno dei più importanti sociologi italiani, insegna Sociologia dei processi culturali e comunicativi all’Università di Genova. Ha insegnato alla University of Pennsylvania (Philadelphia) e alla University of California (Los Angeles). È autore o curatore di più di trenta volumi. Nelle nostre edizioni ha pubblicato Per gioco (con P.A. Rovatti, 1993).

La via

Per l'avvenire dell'umanita'

di Edgar Morin

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 328

Prefazione di Mauro Ceruti Conflitti etnici e religiosi, convulsioni economiche, degradazione della biosfera, crisi della modernità. Andiamo verso una serie di catastrofi? È quel che sembra probabile se non riusciamo a cambiare strada. Edgar Morin pone qui la sfida di una “via” di salvezza che potrebbe delinearsi dal congiungersi di una miriade di vie riformatrici: riforma del pensiero, dell’educazione, della famiglia, del lavoro, dell’alimentazione, del modo di consumare… Una metamorfosi ancora più stupefacente di quella che ha segnato il passaggio dalle società arcaiche di cacciatori-raccoglitori alle società storiche.

Cibo e amore

Storia culturale dell'Oriente e dell'Occidente

di Jack Goody

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 392

Lo sviluppo dell’amore romantico, l’evoluzione delle cucine nazionali e regionali, la globalizzazione del cibo cinese, le storie dei vari tabù e di certi tipi di cibo e di bevande, l’unicità della famiglia europea, sono questi i temi vari e affascinanti affrontati da Goody, nel muoversi liberamente tra Europa, Asia e Africa. Partendo da una serrata discussione dei dibattiti sullo sviluppo sociale, Goody applica le sue competenze nel dipanare i processi storici generali che si annidano sin nei recessi più intimi delle nostre esistenze. L'autore Jack Goody, antropologo e sociologo di fama internazionale, è professore di Antropologia all’Università di Cambridge e Fellow del St John’s College. Nelle nostre edizioni ha pubblicato Islam ed Europa (2004) e Capitalismo e modernità (2005).

Modernità in polvere

di Arjun Appadurai

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 336

Con efficaci esempi etnografici, questo libro, che è già un classico delle scienze sociali, spiega come gli effetti della globalizzazione stiano fortemente influenzando il modo in cui noi pensiamo alla nostra comunità. Sempre più svincolata dai confini nazionali, la comunità deve oggi inventarsi nuove forme e nuovi linguaggi. Appadurai indaga queste nuove appartenenze, fornendoci strumenti indispensabili per riflettere sulla complessità del processo di globalizzazione. L'autore Arjun Appadurai, tra i massimi esperti degli aspetti culturali della globalizzazione, è professore di Social Sciences alla New School University di New York.

Disuguaglianze sociali, eterogeneità individuali

di Mario Lucchini

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 178

Questo volume affronta, con taglio innovativo, una selezione di argomenti teorici e di ricerca sul tema delle disuguaglianze sociali. La retorica dell'uguaglianza che ricorre diffusamente nelle scienze sociali, ha rimosso di fatto le diversità personali - per ragioni sia sostantive sia metodologiche - legate alla difficoltà di concetualizzare e di quantificare l'eterogeneità individuale. Solo pochi autori hanno avuto l'accortezza di sottolineare come da tale disconoscimento possano derivare conseguenze profondamente antiegualitarie. I temi della stratificazione e della disuguaglianza sociale vengono presentati dall'autore in una doppia prospettiva paradigmatica: quella sociologica standard, incapace di "graffiare" la superficie degli eventi sociali, e quella naturalizzata, che, attingendo a scienze comportamentali robuste quali l'etologia, la sociobiologia, la psicologia evoluzionistica e la genetica del comportamento, negli ultimi anni si sta rivelando foriera di sviluppi positivi. L'autore Mario Lucchini insegna Metodi di ricerca quantitativa al Master of  Science in Business Administration presso la Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana e Sociologia generale all'Università degli Studi di Miano-Bicocca.

Giochi sociologici

Conflitto, cultura, immaginazione

di Martino Doni, Stefano Tomelleri

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 162

Gli autori indagano il fenomeno del gioco da un punto di vista nuovo: il gioco è l’occasione per analizzare gli aspetti meno evidenti delle relazioni sociali. Sono presentati quattro giochi sociologici - “Totem e tribù”, “Greci e Persiani”, “Agorà” e “Il crollo”-, da fare insieme all’interno di organizzazioni, équipe di ricerca, uffici. Sono giochi per creare occasioni di immaginazione, per governare l’emergere di conflittualità latenti. Sulla base degli studi sociologici più aggiornati, il testo valorizza la capacità umana di mettersi in gioco, di partecipare alle dinamiche relazionali, evitando di nascondersi dietro l’alibi dell’imbarazzo o dell’incompetenza. LEGGI L'INDICE Gli autori Martino Doni insegna presso il Centro scienze umane salute e malattia dell’Università di Bergamo. Stefano Tomelleri insegna Sociologia generale presso la facoltà di Scienze della formazione dell’Università di Bergamo.

Gemelli nel mondo

Leggende e realta'

di Alessandra Piontelli

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 370

Mescolando aspetti antropologici, medici, psicologici, Gemelli nel mondo guida il lettore in un viaggio affascinante alla scoperta del modo in cui culture differenti, compresa la nostra, considerano i gemelli. Alcune società li venerano mentre altre li aborrono. Percorrendo il globo in lungo e in largo, dal Paraguay all’Etiopia, da Papua Nuova Guinea alle Filippine, Alessandra Piontelli tesse la trama di una narrazione illuminante sul ruolo che i gemelli ricoprono nelle tradizioni e nelle usanze etniche e, al tempo stesso, svela caratteristiche poco indagate della condizione umana. L'autrice Alessandra Piontelli, psichiatra, neurologa e psicoanalista, lavora presso il dipartimento di Medicina materno-fetale dell’Università di Milano.

Diario di un senza fissa dimora

Etnofiction

di Marc Augé

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 132

Negli ultimi anni, è comparsa una nuova categoria di persone: questi soggetti hanno un lavoro ma lo stipendio non consente loro di pagare un affitto e dunque sono spinti per strada. Vivono dove possono, vagano da un luogo all’altro, dormono nella loro macchina. Il grande etnologo Marc Augé, che dà qui prova anche di un talento letterario, immagina la vita di uno di questi “vagabondi”, gli effetti distruttivi prodotti dalla perdita di punti di riferimento spazio-temporali. Inventando un genere, l’etnofiction, l’autore utilizza la forma del racconto per evocare un fatto sociale: il suo eroe, un medio funzionario messo in difficoltà da due divorzi e dall’aumento degli affitti, potrebbe non essere così diverso da tutti noi... L'autore Marc Augé, etnologo e scrittore, è stato presidente dell’École des hautes études en sciences sociales dal 1985 al 1995. Tra i molti testi tradotti in italiano, Un etnologo nel metrò (Eleuthera, 1995) e Non luoghi (Eleuthera, 1996).

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