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Sociologia

La mia Parigi, i miei ricordi

di Edgar Morin

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 241

"Benché la prendessi due volte al giorno, la linea numero 2 non smetteva di rivelarmi la sua intensa poesia. Sentivo come di salire in cielo nel momento in cui il metrò usciva da terra, alla fermata Combat, per poi arrivare maestosamente alla stazione Jaurès.” Evocando ricordi legati ai differenti anni e ai vari quartieri della capitale, da Saint-Germain-des-Prés a rue Soufflot, dal Marais a Montparnasse, Edgar Morin racconta la sua vita, iniziata l’8 luglio 1921 in rue Mayran, nel 9° arrondissement di Parigi, ai piedi della butte Montmartre. A ogni trasloco corrispondono tappe diverse della vita amorosa e intellettuale dell’inventore del “pensiero complesso”: un itinerario nel cuore di Parigi, la città amata, dei caffè e dei bistrot frequentati dagli intellettuali, un racconto sfavillante di intelligenza e di ironia dal più anticonformista dei giovani novantenni, che ha vissuto da protagonista le vicende culturali e politiche dell’Europa degli ultimi sessant’anni.

Contro l'indifferenza

Possibilità creative, conformismo, saturazione

di Ugo Morelli

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 206

Possiamo pensare all’indifferenza come a uno stagno, una palude. Gli indifferenti sono figure umbratili di individui soli o di aggregati che sembrano gruppi che si aggirano negli spazi delle nostre vite. A loro fa difetto l’appartenenza, la progettualità e l’innovazione. In questo libro si propone l’ipotesi che l’indifferenza sia l’effetto di una sospensione eccessiva della risonanza consapevole con gli altri. La nostra sembra presentarsi come l’epoca dell’indifferenza, nel linguaggio della politica, nelle relazioni interpersonali, nelle esperienze di educazione e di cura, ma anche nel campo dell’arte. Tutto questo genera l’esigenza di comprendere come alimentare e sviluppare gli spazi e le possibilità generative e creative. Un esame di realtà condotto mediante gli strumenti della ricerca psicologica può aiutare chi lavora nei diversi campi di studio e intervento – nella cura, nell’educazione, ma anche nelle organizzazioni del lavoro – a comprendere le trasformazioni in corso e ad aprire le porte a inedite forme di immaginazione e progettualità sociale. L'autore Ugo Morelli insegna Psicologia del lavoro e delle organizzazioni all’Università di Bergamo. È presidente del Comitato scientifico di Step, Scuola per il governo del territorio e del paesaggio di Trento, dove presiede il World Natural Heritage Master Unesco, ed è responsabile di progetti di formazione direzionale e docente in Formazione Lavoro, Trento. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo Incertezza e organizzazione. Scienze cognitive e crisi della retorica manageriale (Milano 2009), Mente e bellezza. Arte, creatività e innovazione (Torino 2010), Mente e paesaggio. Una teoria della vivibilità (Torino 2011), La mano. Arte, arto, artefatti (Torino 2013).

La nostra Europa

di Mauro Ceruti, Edgar Morin

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 170

Prima della crisi mondiale, l’Europa era in crisi. Non era riuscita a progredire nell’unificazione metanazionale né a integrare le nazioni liberate dall’impero sovietico. La crisi economica mondiale rischia non solo di aggravare la crisi dell’Europa, ma di disgregrare l’Europa stessa. Tuttavia, “là dove cresce il pericolo cresce anche ciò che salva”, diceva uno dei più grandi poeti europei (Hölderlin). È a un pensiero e a una politica di salvezza che ci invitano Edgar Morin e Mauro Ceruti. In pagine agilissime, delineano un appassionato ritratto della nostra Europa, della sua storia ambivalente intrecciata di civiltà e barbarie, e si chiedono come sia possibile scongiurare il rischio di paralisi e di disgregazione, mostrando che le ragioni della speranza si annidano paradossalmente nelle ragioni della disperazione. Un vero e proprio manifesto per una rinascita della cultura e della politica europee nel tempo della globalizzazione.

Malati fuori luogo

Medicina interculturale

di Ivo Quaranta, Mario Ricca

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 168

I saperi sulla malattia e sul corpo variano, di luogo in luogo e tra le culture del mondo. “Come” star male e “perché” sono oggetto di interpretazione, sono costrutti dell’immaginazione sociale e personale. L’esistenza è un fenomeno culturale e il corpo del malato ne parla il dialetto. Muovendo da questa constatazione, il volume prospetta l’urgente necessità e gli strumenti operativi di una medicina interculturale in grado di tradurre tra loro culture e malattie, luoghi e persone. Chi sta male, chi soffre, non è mai fuori luogo e non dovrebbe sentircisi, almeno fino a quando la parola “umanità” riuscirà a conservare significato. L'autore Ivo Quaranta insegna Antropologia culturale e Antropologia del corpo e della malattia all’Università di Bologna. Per le nostre edizioni ha curato Antropologia medica. I testi fondamentali (2006). Mario Ricca insegna Diritto interculturale e Diritto ecclesiastico all’Università di Parma. Tra le sue pubblicazioni più recenti, Oltre Babele. Codici per una democrazia interculturale (Dedalo 2008).

Amor Loci

Suolo, ambiente, cultura civile

di Elena Granata, Paolo Pileri

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 260

Se il modo in cui una società si prende cura della terra è indice della sua cultura civile, in Italia non mancano segnali d’allarme. Negli ultimi vent’anni il suolo e il paesaggio sono stati minacciati in forme senza precedenti, con grave perdita di risorse agricole, di cibo, di paesaggi e di beni comuni. Un cambio di rotta appare urgente. Dal suolo dipende il destino della nostra cultura e la qualità del nostro futuro. La dissipazione degli spazi aperti è da leggersi come l’esito di una profonda crisi culturale che affonda le sue radici nell’incuria e nella mercificazione del suolo e dell’ambiente. Prendersi cura della terra deve diventare tensione irrinunciabile che sostanzia ogni progetto ambientale e sociale. Un’attitudine che abbiamo chiamato amor loci. Il suolo è la questione intorno a cui si intende richiamare a impegno e responsabilità le scienze, la politica e l’urbanistica, a lungo distratte e silenti di fronte alla rovina del Bel Paese. Cambiare rotta richiede la convergenza di saperi diversi, nuove sintesi tra pensiero ecologico e prassi politica entro un processo vitale che sappia tradurre le conoscenze scientifiche in atti politici concreti e coraggiosi. Per questo, il libro vuole proporre al lettore alcune riflessioni che, mentre denunciano la gravità dei problemi, non rinunciano a indicare possibili soluzioni. Gli autori Paolo Pileri è docente di Pianificazione urbanistica e ambientale al Politecnico di Milano. Da anni i suoi temi di ricerca sono legati all’uso del suolo e alle azioni e politiche per limitarne il consumo. Tra le pubblicazioni ricordiamo Compensazione ecologica preventiva (Roma 2007) e Spazi Aperti. Un paesaggio per expo (a cura di, Milano 2011). Elena Granata è docente di Analisi della città e del territorio e di Geografia urbana al Politecnico di Milano. Le trasformazioni territoriali, sociali ed economiche sono da anni al centro della sua ricerca. Tra le pubblicazioni ricordiamo La macchina del tempo. Leggere la città europea contemporanea (con C. Pacchi, Milano 2011) e La città avrà i miei occhi (Santarcangelo di Romagna 2009).

Amor Loci

Suolo, ambiente, cultura civile

di Elena Granata, Paolo Pileri

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 260

Se il modo in cui una società si prende cura della terra è indice della sua cultura civile, in Italia non mancano segnali d’allarme. Negli ultimi vent’anni il suolo e il paesaggio sono stati minacciati in forme senza precedenti, con grave perdita di risorse agricole, di cibo, di paesaggi e di beni comuni. Un cambio di rotta appare urgente. Dal suolo dipende il destino della nostra cultura e la qualità del nostro futuro. La dissipazione degli spazi aperti è da leggersi come l’esito di una profonda crisi culturale che affonda le sue radici nell’incuria e nella mercificazione del suolo e dell’ambiente. Prendersi cura della terra deve diventare tensione irrinunciabile che sostanzia ogni progetto ambientale e sociale. Un’attitudine che abbiamo chiamato amor loci. Il suolo è la questione intorno a cui si intende richiamare a impegno e responsabilità le scienze, la politica e l’urbanistica, a lungo distratte e silenti di fronte alla rovina del Bel Paese. Cambiare rotta richiede la convergenza di saperi diversi, nuove sintesi tra pensiero ecologico e prassi politica entro un processo vitale che sappia tradurre le conoscenze scientifiche in atti politici concreti e coraggiosi. Per questo, il libro vuole proporre al lettore alcune riflessioni che, mentre denunciano la gravità dei problemi, non rinunciano a indicare possibili soluzioni. Gli autori Paolo Pileri è docente di Pianificazione urbanistica e ambientale al Politecnico di Milano. Da anni i suoi temi di ricerca sono legati all’uso del suolo e alle azioni e politiche per limitarne il consumo. Tra le pubblicazioni ricordiamo Compensazione ecologica preventiva (Roma 2007) e Spazi Aperti. Un paesaggio per expo (a cura di, Milano 2011). Elena Granata è docente di Analisi della città e del territorio e di Geografia urbana al Politecnico di Milano. Le trasformazioni territoriali, sociali ed economiche sono da anni al centro della sua ricerca. Tra le pubblicazioni ricordiamo La macchina del tempo. Leggere la città europea contemporanea (con C. Pacchi, Milano 2011) e La città avrà i miei occhi (Santarcangelo di Romagna 2009).

Carnefici e spettatori

La nostra indifferenza verso la crudeltà

di Alessandro Dal Lago

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 220

Quali sono i criteri con cui la crudeltà, ampiamente mostrata dai media vecchi e nuovi, è occasione di sdegno o di intervento “umanitario”? La risposta è che lo sdegno dipende da un complesso di circostanze, tra cui gli interessi materiali in gioco e la fondamentale indifferenza delle opinioni pubbliche occidentali. Come si è determinata questa strana mescolanza di insensibilità e moralismo? Riprendendo il tema della crudeltà nel mondo classico e moderno, come si manifesta soprattutto nella letteratura e nella cultura di massa, il saggio analizza la complessità dello “sguardo” come ottica culturale: non è la crudeltà a essere finita ma il nostro sguardo culturale a non vederla più. È così che dalla fine della guerra fredda, ormai da quasi venticinque anni, l’Occidente combatte guerre in mezzo mondo senza che la sua vita quotidiana sia alterata e in un’indifferenza appena venata di voyeurismo. L'autore Alessandro Dal Lago, uno dei più importanti sociologi italiani, insegna Sociologia dei processi culturali e comunicativi all’Università di Genova. Ha insegnato alla University of Pennsylvania (Philadelphia) e alla University of California (Los Angeles). È autore o curatore di più di trenta volumi. Nelle nostre edizioni ha pubblicato Per gioco (con P.A. Rovatti, 1993).

Carnefici e spettatori

La nostra indifferenza verso la crudeltà

di Alessandro Dal Lago

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 220

Quali sono i criteri con cui la crudeltà, ampiamente mostrata dai media vecchi e nuovi, è occasione di sdegno o di intervento “umanitario”? La risposta è che lo sdegno dipende da un complesso di circostanze, tra cui gli interessi materiali in gioco e la fondamentale indifferenza delle opinioni pubbliche occidentali. Come si è determinata questa strana mescolanza di insensibilità e moralismo? Riprendendo il tema della crudeltà nel mondo classico e moderno, come si manifesta soprattutto nella letteratura e nella cultura di massa, il saggio analizza la complessità dello “sguardo” come ottica culturale: non è la crudeltà a essere finita ma il nostro sguardo culturale a non vederla più. È così che dalla fine della guerra fredda, ormai da quasi venticinque anni, l’Occidente combatte guerre in mezzo mondo senza che la sua vita quotidiana sia alterata e in un’indifferenza appena venata di voyeurismo. L'autore Alessandro Dal Lago, uno dei più importanti sociologi italiani, insegna Sociologia dei processi culturali e comunicativi all’Università di Genova. Ha insegnato alla University of Pennsylvania (Philadelphia) e alla University of California (Los Angeles). È autore o curatore di più di trenta volumi. Nelle nostre edizioni ha pubblicato Per gioco (con P.A. Rovatti, 1993).

La via

Per l'avvenire dell'umanita'

di Edgar Morin

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 328

Prefazione di Mauro Ceruti Conflitti etnici e religiosi, convulsioni economiche, degradazione della biosfera, crisi della modernità. Andiamo verso una serie di catastrofi? È quel che sembra probabile se non riusciamo a cambiare strada. Edgar Morin pone qui la sfida di una “via” di salvezza che potrebbe delinearsi dal congiungersi di una miriade di vie riformatrici: riforma del pensiero, dell’educazione, della famiglia, del lavoro, dell’alimentazione, del modo di consumare… Una metamorfosi ancora più stupefacente di quella che ha segnato il passaggio dalle società arcaiche di cacciatori-raccoglitori alle società storiche.

Cibo e amore

Storia culturale dell'Oriente e dell'Occidente

di Jack Goody

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 392

Lo sviluppo dell’amore romantico, l’evoluzione delle cucine nazionali e regionali, la globalizzazione del cibo cinese, le storie dei vari tabù e di certi tipi di cibo e di bevande, l’unicità della famiglia europea, sono questi i temi vari e affascinanti affrontati da Goody, nel muoversi liberamente tra Europa, Asia e Africa. Partendo da una serrata discussione dei dibattiti sullo sviluppo sociale, Goody applica le sue competenze nel dipanare i processi storici generali che si annidano sin nei recessi più intimi delle nostre esistenze. L'autore Jack Goody, antropologo e sociologo di fama internazionale, è professore di Antropologia all’Università di Cambridge e Fellow del St John’s College. Nelle nostre edizioni ha pubblicato Islam ed Europa (2004) e Capitalismo e modernità (2005).

Modernità in polvere

di Arjun Appadurai

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 336

Con efficaci esempi etnografici, questo libro, che è già un classico delle scienze sociali, spiega come gli effetti della globalizzazione stiano fortemente influenzando il modo in cui noi pensiamo alla nostra comunità. Sempre più svincolata dai confini nazionali, la comunità deve oggi inventarsi nuove forme e nuovi linguaggi. Appadurai indaga queste nuove appartenenze, fornendoci strumenti indispensabili per riflettere sulla complessità del processo di globalizzazione. L'autore Arjun Appadurai, tra i massimi esperti degli aspetti culturali della globalizzazione, è professore di Social Sciences alla New School University di New York.

Disuguaglianze sociali, eterogeneità individuali

di Mario Lucchini

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 178

Questo volume affronta, con taglio innovativo, una selezione di argomenti teorici e di ricerca sul tema delle disuguaglianze sociali. La retorica dell'uguaglianza che ricorre diffusamente nelle scienze sociali, ha rimosso di fatto le diversità personali - per ragioni sia sostantive sia metodologiche - legate alla difficoltà di concetualizzare e di quantificare l'eterogeneità individuale. Solo pochi autori hanno avuto l'accortezza di sottolineare come da tale disconoscimento possano derivare conseguenze profondamente antiegualitarie. I temi della stratificazione e della disuguaglianza sociale vengono presentati dall'autore in una doppia prospettiva paradigmatica: quella sociologica standard, incapace di "graffiare" la superficie degli eventi sociali, e quella naturalizzata, che, attingendo a scienze comportamentali robuste quali l'etologia, la sociobiologia, la psicologia evoluzionistica e la genetica del comportamento, negli ultimi anni si sta rivelando foriera di sviluppi positivi. L'autore Mario Lucchini insegna Metodi di ricerca quantitativa al Master of  Science in Business Administration presso la Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana e Sociologia generale all'Università degli Studi di Miano-Bicocca.

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