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Psicologia: Storia della psicologia

Trauma, coscienza, personalità

Scritti clinici

di Pierre Janet

pagine: 324

A cura di Francesca Ortu e Giuseppe Craparo Prefazione di Giovanni Liotti Sono presentati per la prima volta in traduzione italiana alcuni dei più famosi casi clinici di Pierre Janet, considerato il “padre della moderna psicotraumatologia”. Vengono illustrate le applicazioni cliniche della teoria di Janet, sottolineando le strategie di intervento psicoterapeutico utilizzate nel trattamento dei disturbi dissociativi riconducibili, secondo l’autore, al fallimento della “sintesi mentale”. Le applicazioni cliniche spaziano lungo tutto l’arco dell’elaborazione teorica janettiana e permettono di cogliere la grande modernità della tecnica terapeutica di Pierre Janet. Tecnica che per la sua minuziosa attenzione e il suo rispetto per il paziente come persona, indipendentemente dalle sue manifestazioni psicopatologiche, sembra “configurare un’interessante variante dell’empatia”.L'autorePierre Janet (1859-1947), filosofo e psicologo fra i più influenti della sua epoca, insegnò alla Sorbona dal 1895 al 1902 e successivamente al Collège de France. Nella collana Saggi è stato pubblicato L’automatismo psicologico. Saggio di psicologia sperimentale sulle forme inferiori dell’attività umana (2013).

Durata reale e flusso di coscienza

Lettere e altri scritti (1902 -1939)

di Henri Bergson, William James

pagine: 202

Vengono qui presentate per la prima volta tutte le lettere disponibili dello scambio epistolare intercorso fra Henri Bergson e William James fra il 1902 e il 1910, anno della morte di James, integrate dai testi (lettere ad altri corrispondenti, saggi, articoli) che documentano la storia di una straordinaria amicizia filosofica. L’incontro fra il filosofo francese e lo psicologo e filosofo americano non fu soltanto dettato dalle affinità concettuali ed esistenziali, ma soprattutto dall’esigenza di ripensare su basi rinnovate il programma di ricerca della filosofia. A unirli con un legame profondo erano il rifiuto dell’intellettualismo, la critica della metafisica di scuola come dello scientismo positivista, ma anche l’idea che per la filosofia fosse venuto il tempo di ritornare a parlare la lingua viva dell’esperienza. Solo così la filosofia avrebbe potuto mostrarsi all’altezza del secolo che si stava aprendo e delle nuove esigenze teoretiche che proprio la nuova scienza aveva posto sul tappeto. Il dialogo Bergson-James è una pietra miliare nella storia intellettuale del Novecento, di cui solo oggi si comincia ad apprezzare la straordinaria portata. Gli autori Henri Bergson (1859-1941) è considerato fra i massimi filosofi della storia del pensiero occidentale. La sua notorietà, legata a una radicale revisione delle nozioni di temporalità e di esperienza, andò ben oltre l’ambito strettamente filosofico, fino a procurargli, nel 1927, il Nobel per la letteratura. William James (1842-1910) è il fondatore, insieme a Charles Sanders Peirce, del pragmatismo. Nel 1890 pubblicò I principi di psicologia, in cui si trova esposto il celebre concetto di stream of thought o stream of consciousness, da molti avvicinato alla nozione bergsoniana di durata.

Psicoanalisi e terapie psicodinamiche

di Jeremy D. Safran

pagine: 218

Questo libro è il racconto chiaro e avvincente degli sviluppi di un gruppo fondamentale di teorie, modelli e approcci terapeutici: la psicoanalisi e le terapie psicodinamiche. Da Freud ai più innovativi paradigm-shifters contemporanei, questo libro illustra come sono cambiati o si sono perfezionati, nell’arco di un secolo, i temi fondamentali della psicologia dinamica. Mostrando le analogie e le differenze tra le diverse terapie di orientamento psicoanalitico, illuminando le ricadute politiche, culturali e professionali nel pensiero e nella pratica psicoanalitici, intrecciando contributi teorici, clinici e di ricerca, Jeremy Safran mostra il ruolo fondamentale che la psicoanalisi ha svolto e tuttora svolge nella comprensione del nostro funzionamento psichico e relazionale. Psicoterapeuta di grande esperienza, leader della psicoanalisi relazionale, docente e ricercatore brillante, Safran occupa una posizione privilegiata per attraversare i territori complessi e affascinanti che descrivono il paesaggio di questo libro. L’autore illustra il suo punto di vista con efficaci esempi clinici e riesce a integrare teoria e pratica in modo magistrale. L'autore Jeremy D. Safran insegna Psicologia alla New School for Social Research di New York ed è direttore di ricerca al Beth Israel Medical Center di New York. È stato presidente dell’International Association for Relational Psychoanalysis and Psychotherapy (IARPP) ed è condirettore della rivista Psychoanalytic Dialogues.

Modelli evolutivi in psicologia dinamica

Dal modello relazionale ai nuovi orientamenti - volume secondo

di Rocco Quaglia, Claudio Longobardi

pagine: 442

Nel secondo volume continua l’esplorazione dei costrutti della psicoanalisi, fornendo al lettore un panorama pressoché completo di questo ramo della conoscenza. In particolare il discorso spazia dalla psicoanalisi interpersonale di Sullivan al movimento relazionale di Mitchell. I diversi autori sono affrontati con costante riferimento al pensiero di Freud, in modo che risultino evidenti i punti di snodo dei vari orientamenti e che se ne possano sia valutare gli aspetti più originali sia misurare le distanze dalla fonte originaria. Il tentativo è, infatti, offrire al lettore una comprensione delle molteplici posizioni teoriche, progressivamente elaborate, alla luce di uno sviluppo coerente e articolato dell’intera rifl essione psicoanalitica. Nel passaggio dal modello strutturale delle pulsioni ai più recenti sviluppi conseguenti alla ricerca delle neuroscienze cognitive è ravvisabile la costante di una rifl essione alimentata dalle idee e dalle intuizioni, talora rimaste sullo sfondo, del Maestro di Vienna. Sotteso a tutte le diversità che si riscontrano nei teorici di questa disciplina, resta immutato l’obiettivo di conoscere l’uomo, il suo comportamento e il suo significato. Gli autori Rocco Quaglia è professore ordinario presso l’Università di Torino, dove insegna Psicologia dinamica. Tra i suoi lavori si ricordano Il colloquio didattico (con C. Longobardi, Trento 2001) e Il sentimento nello sviluppo del bambino (Milano 2012). Claudio Longobardi, ricercatore e dottore di ricerca presso l’Università di Torino, insegna Psicopatologia dello sviluppo presso la Facoltà di Scienze della Formazione e Maltrattamento e abuso presso l’Università della Valle d’Aosta. Tra le sue pubblicazioni si ricordano Psicologia dello sviluppo (con R. Quaglia, Trento 2007) e Tecniche di osservazione del comportamento infantile (Torino 2012).

Modelli di schizofrenia

di Aurelio Molaro

pagine: 224

Nell’ambito dei cosiddetti disturbi mentali, ancora oggi la schizofrenia seguita a mantenere il carattere di un enigma non ancora pienamente risolto e drammaticamente ricco di contraddizioni e sfumature. Riecheggiando, non senza alcuni accenni critici, l’intrinseco pluralismo che da sempre caratterizza tanto le scienze umane quanto, in modo particolare, la psicopatologia, il presente volume intende analizzare alcuni dei principali modelli esplicativi della patologia che storicamente si sono cristallizzati sulla base di determinati paradigmi epistemologici di riferimento. Obiettivo principale del libro è infatti quello di offrire, con il massimo rigore possibile e sulla scorta di una ricca messe bibliografi ca (che contempla, tra gli altri, autori come Kraepelin, Bleuler, Schneider, Jaspers, Binswanger, Minkowski, Freud, Jung, Klein, Bion e Bateson), l’opportunità di fruire delle principali modulazioni teoriche relative al fenomeno schizofrenico e delle loro notevoli implicazioni tanto a livello clinico quanto, soprattutto, a livello filosofico-epistemologico. L'autore Aurelio Molaro è dottorando di ricerca in Filosofia presso l’Università degli Studi di Milano e collabora attivamente con la cattedra di Storia della Psicologia del medesimo ateneo. Con Alfredo Civita ha realizzato il volume Binswanger e Freud. Tra psicoanalisi, psichiatria e fenomenologia (Milano 2012) e ha scritto il capitolo “Fenomenologia, psicologia e psichiatria” per il volume Storia della fenomenologia, a cura di A. Cimino e V. Costa (Roma 2012).

L'automatismo psicologico

Saggio di psicologia sperimentale sulle forme inferiori dell'attività umana

di Pierre Janet

pagine: 546

L’opera presentata qui in edizione critica è la prima versione italiana integrale di un classico della letteratura psicodinamica, un testo fondamentale per gli studiosi dei fenomeni dissociativi e della loro relazione con situazioni ed eventi traumatici, ma anche una lettura avvincente, per la ricchezza di suggestioni e di esemplificazioni cliniche, sulla complessa relazione fra personalità e coscienza. Pierre Janet illustra per la prima volta la sua teoria della dissociazione, prendendo in esame i fenomeni psicologici che caratterizzano isteria, ipnosi, suggestione e spiritismo, e descrivendo il ruolo delle esperienze traumatiche nell’isteria. Il saggio permette di cogliere uno dei punti fondamentali del progetto di Janet: costruire una psicologia scientifica indipendente sia dalla “psicologia filosofica” sia dalla fisiologia e dalla medicina e dotarla di una propria metodologia. Ma l’interesse dell’Automatismo psicologico va ben oltre gli aspetti storici ed epistemologici: l’elemento caratterizzante riguarda infatti lo studio della relazione fra coscienza e atti “automatici” o “subcoscienti” all’interno di una concettualizzazione dell’attività psichica umana che riconduce a una coscienza “inconscia” l’origine della patologia dissociativa. L'autore Pierre Janet (1859-1947), filosofo e psicologo fra i più influenti della sua epoca, insegnò alla Sorbona dal 1895 al 1902 e successivamente al Collège de France. Obiettivo della sua ricerca fu lo studio eziologico delle nevrosi. Tra le sue opere più significative Névroses et idées fixes (1898) e La médecine psychologique (1923).

Modelli evolutivi in psicologia dinamica

Dal modello pulsionale alle relazioni oggettuali - volume primo

di Rocco Quaglia, Claudio Longobardi

pagine: 436

Un manuale espone un ideale itinerario che si snoda nel paesaggio di una specifica letteratura, in questo caso quella psicoanalitica. La psicoanalisi, se non esaurisce la psicologia dinamica, certamente ne costituisce l’indirizzo più importante e prolifico. La novità del testo è nella prospettiva storica ed evolutiva con cui gli autori hanno cercato di evidenziare i momenti di svolta che hanno creato nuovi modelli teorici e arricchito tale disciplina. La psicoanalisi è diventata, infatti, per la numerosità di correnti, ramificazioni e autori, un vero labirinto in cui ogni teoria ispira le altre ed è da esse ispirata, in un ginepraio di nozioni. Identificare i debiti che ogni autore ha contratto con altri autori non è soltanto un modo per narrare lo sviluppo delle idee ma è anche un modo per comprendere il ragionamento che le ha suscitate, aggiungendo così ai contenuti le strategie, di volta in volta elaborate, per nuove interpretazioni e soluzioni del problema “uomo”. La preoccupazione che informa questo percorso è pertanto quella di fornire al lettore, e allo studente in particolare, una visione chiara e articolata della riflessione psicoanalitica con riferimento ai suoi argomenti, al suo linguaggio, ai suoi aspetti metodologici all’interno di una cornice concettuale unifi cante. In breve, evidenziare la coerenza interna ai vari costrutti e la necessaria evoluzione del pensiero psicoanalitico è stato l’obiettivo più immediato di questo lavoro. Gli autori Rocco Quaglia è professore ordinario presso l’Università di Torino, dove insegna Psicologia dinamica. Tra i suoi lavori si ricordano Il colloquio didattico (con C. Longobardi, Trento 2001) e Il sentimento nello sviluppo del bambino (Milano 2012). Claudio Longobardi, ricercatore e dottore di ricerca presso l’Università di Torino, insegna Psicopatologia dello sviluppo presso la Facoltà di Scienze della Formazione e Maltrattamento e abuso presso l’Università della Valle d’Aosta. Tra le sue pubblicazioni si ricordano Psicologia dello sviluppo (con R. Quaglia, Trento 2007) e Tecniche di osservazione del comportamento infantile (Torino 2012).

Sperimentare l'inconscio

Scritti (1905-1927)A cura di Mauro Antonelli

di Vittorio Benussi

pagine: 496

Vittorio Benussi (1878-1927), esponente di spicco della scuola psicologica di Graz e fondatore della scuola di psicologia di Padova, è stato uno dei più rigorosi psicologi sperimentali del suo tempo. Questo volume presenta i principali lavori italiani di Benussi, composti dopo il suo trasferimento a Padova nel 1918: le ricerche di “analisi psichica reale” sulle allucinazioni, sui sogni, sul “sonno base”, tutti esempi di un approccio sperimentale a una concezione dinamica della vita psichica di tipo freudiano. Proporre oggi un’edizione critica degli scritti di Benussi significa invitare al confronto con uno psicologo geniale, la cui modernità può essere finalmente riconosciuta.   Il curatore Mauro Antonelli insegna Storia della psicologia all’Università di Milano-Bicocca.

Taylor

Le origini dello Scientific Management e della psicologia del lavoro

di Riccardo G. Zuffo

pagine: 330

Taylor è morto, viva Taylor. A un secolo di distanza dalla pubblicazione di Shop Management (1903), e di fronte a numerose, innegabili analogie tra il mondo del lavoro odierno e quello di fine Ottocento, un'analisi degli scritti e della personalità dell'Ingegnere di Philadelphia diventa quasi una necessità. Diversi sono gli intenti del nostro percorso: inanzitutto, ricostruire la memoria, ossia cogliere le differemze tra l'idealismo positivista di Taylor e la sua deriva fordista, tra l'"epoca del progresso" e i successivi processi di razionalizzazione, tra le valenze ideologiche e politiche del dibattito sul lavoro industriale e il relativo modello teorico.   In secondo luogo, analizzare la scientificità del taylorismo: lo Scientific Management è si assimilabile alle teorie scientifiche dell'Ottocento, ma è anche intuizione, psicologia del senso comune, contaminazione di discipline, "bricolage" di conoscenze rigorose e saperi approssimativi. Infine sottolineare l'attualità della riflessione tayloria sui processi di cambiamento nel lavoro, e in particolare sulla rapidità degli sviluppi tecnologici, commerciali e finanziari, che oggi, come allora, appaiono impressionanti.   Il libro è di grande utilittà per psicologi, sociologi, studiosi di management, e chiunque sia interessato a questi temi. L'autore Riccardo G. Zuffo insegna Psicologia del lavoro presso la facoltà di Psicologia dell'Università Cattolica di Milano e dell'Università Gabriele D'Annunzio di Chieti, Ha pubblicato Uomini e Qualità (Milano, 1997) e Qualità e valore dell'impresa (Milano, 1999) sulla identità imprenditoriale e, Il processo di selezione (Milano, 2002) sulla nascita e gli sviluppi della selezione del personale in Italia.

Storia della terapia familiare

Le persone e le idee

di Paolo Bertrando, Dario Toffanetti

pagine: 474

Gli eventi che hanno segnato l’evoluzione della terapia della famiglia, dalla creazione dei primi modelli terapeutici fino a oggi, si intrecciano con il loro contesto storico, politico e culturale. Il testo costituisce una guida a questo percorso, privilegiando alcuni punti base: iscrivere la terapia della famiglia nella più ampia cornice della cultura (non solo psichiatrica o psicoterapeutica) in cui si è sviluppata; concentrare l’attenzione sulla prassi oltre che sulla teoria; seguire le figure carismatiche che hanno contribuito alla crescita della terapia della famiglia. Per ogni decennio sono messi in evidenza gli orientamenti principali e i terapeuti che più hanno contribuito a definirli, delineando in modo sistematico una storia della terapia familiare finora inesistente nel panorama editoriale. Gli autori Paolo Bertrando, psichiatra e psicoterapeuta, vive e lavora a Milano, dove è didatta presso il Centro Milanese di Terapia della Famiglia. È autore di vari libri, tra i quali I tempi del tempo (1993) e Terapia sistemica individuale (Cortina, 1996), entrambi scritti con Luigi Boscolo; Misurare la famiglia: il metodo dell’emotività espressa (1997); Nodi familiari (1997). Dario Toffanetti, psicologo e psicoterapeuta di formazione sistemico-relazionale presso il Centro Milanese di Terapia della Famiglia, si occupa attualmente di riabilitazione e di terapia familiare a Milano. È autore con Paolo Bertando di pubblicazioni di psicologia clinica su riviste nazionali e internazionali.

Storia della psicologia clinica

di John Reisman

pagine: 506

Dalle origini, nella seconda metà dell’Ottocento, fino ai nostri giorni, la psicologia clinica si è continuamente innovata nei metodi, negli strumenti e nelle tecniche di diagnosi e di intervento. Su questi cambiamenti hanno esercitato una profonda influenza le vicende – spesso drammatiche – degli ultimi cento anni: due guerre mondiali, gli alterni periodi di prosperità e recessione economica hanno interagito con il lavoro degli psicologi clinici più di quanto sia accaduto per altre discipline. In questo libro, che costituisce la seconda edizione ampliata e rinnovata di un “classico”, la storia della psicologia clinica è passata in rassegna decennio dopo decennio, documentando l’operato di quattro generazioni di psicologi, attraverso l’analisi di un numero assai rilevante di dati e con un repertorio bibliografico fra i più completi oggi disponibili. -   L'autore John M. Reisman è docente alla DePaul University.

Dalle sante ascetiche alle ragazze anoressiche

Il rifiuto del cibo nella storia

di Walter Vandereycken, Deth Ron Van

pagine: 350

Nel corso dei secoli il rifiuto del cibo compare nelle più diverse manifestazioni umane: l'estremo digiuno religioso e l'astinenza delle sante, gli scioperi della fame, l'esibizione degli scheletri viventi, il destino dei melanconici, il caso delle isteriche - per non dire dei posseduti dal demonio e delle streghe. Prima ancora che la sfera del patologico, il digiuno ha investito quella della spiritualità e della politica - neòòe forme più varie e sempre sotto il segno dell'ambiguità. Nel mondo del sacro l'astinenza era intesa ora come pratica purificatrice che liberando dal condizionamento della carne avvicinava a Dio, ora come inquietante pretesa di onnipotenza se non addirittura segno di seduzione demoniaca. Nell'epoca del disincanto la strana storia del digiuno è culminata nella definizione di anoressia "isterica" (Lasègue, 1873) o "nervosa" (Gull, 1874); ma anche ora l'atteggiamento dell'anoressica nei confronti del cibo e del proprio corpo rimanda agli antichi percorsi dell'ascesi e dell'astinenza. Come nel digiuno ascetico di un tempo così nella patologia di oggi resta fondamentale il rapporto tra acquisizione e rinuncia, tra ricerca della perfezione e rifiuto di ogni bisogno biologico. L'autore Walter Vandereycken è professore di Psichiatria all'Università Cattolica di Lovanio e supervisore dell'Unità per i disturbi alimentari del centro universitario di Kortenberg, in Belgio Ron van Deth è psicologo a Leida, in Belgio

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