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I libri

Le storie che curano

Freud, Jung, Adler

di James Hillman

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 180

Hillman immagina la mente con una "base poetica" e, come tale, fondata non sulle microstrutture del cervello o del linguaggio, ma su quelle storie mitiche, protagonisti gli Dei, che al nostro agire, credere, sentire e soffrire offrono modelli fondamentali e insieme la dimora in cui sussistere. Conoscere la mente più profonda è ascoltarne le storie, con un'attenzione poetica che sappia coglierne il carattere estetico insieme a quello terapeutico. Il fine della psicoterapia è educare alla capacità immaginativa e insegnare l'arte di vivere fra le immagini: "guarire" sarà ritrovare il senso perduto del vivere e del morire entro un cosmo immaginale, attuare "storie che curano", dove una vita possa finalmente aver dimora. Le teorie freudiana, junghiana e adleriana vengono così liberate dal dominio delle rispettive accademie e "deletteralizzate", apprezzate cioè per quel che ancora le conserva vitali: l'essere forme poetiche, fra loro differenti solo per stile e trama. L'autore James Hillman, nato nel 1926 ad Atlantic City (New Jersey), ha diretto lo Jung Institut di Zurigo e fondato il Dallas Institute of Humanities and Culture. Dal 1970 dirige la rivista Spring che accoglie i maggiori contributi alla psicologia archetipica, il più originale sviluppo della psicoterapia di derivazione junghiana. Di Hillman nelle edizioni Cortina sono stati già pubblicati Trame perdute (1985), Saggi sul Puer (1988), Animali del sogno (1991), La cucina del dottor Freud (con C. Boer, 1999).

Da Freud a Jung

Uno studio comparato della psicologia dell’inconscio

di Rohn Liliane Frey

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 374

Frutto di molti anni di lavoro, questo saggio espone l'evoluzione delle teorie sull'inconscio di Freud e Jung, mettendo in rilievo le concordanze e le divergenze esistenti tra i due ricercatori ed evidenziando il processo teorico ed empirico che ha portato Jung ad accettare, elaborare e trasformare le ipotesi fondamentali di Freud. Viene anche dimostrato come già nei primi approcci di Jung alla psicopatologia fossero presenti, benché in nuce, quelle idee del tutto originali che hanno costituito poi le strutture fondamentali del sistema teorico e del conseguente orientamento pratico della psicologia analitica. Il lavoro della Frey-Rohn aiuta a eliminare i sospetti di ascientificità che hanno spesso impedito un'esatta valutazione delle scoperte di Jung. L'autore Liliane Frey-Rohn, laureata in psicologia e filosofia all'università di Zurigo, ha iniziato il suo lavoro di analista nel 1936 sotto la guida di C.G. Jung, di cui è divenuta in seguito una stretta collaboratrice. E' stata uno dei cinque membri del Curatorium che ha fondato, nel 1947, il C.G. Jung Istitute di Zurigo. Autrice di numerosi articoli e saggi, è coautrice del saggio Incontri con la morte pubblicato dalla nostra casa editrice.

Natura e destino della rappresentazione

di Enzo Funari

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 122

Atlante di elettroencefalografia clinica

di Massimo Franceschi

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 272

L'uomo e i suoi simboli

Edizione illustrata

di Carl G. Jung

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 320

Se non fosse stato per un sogno questo libro non sarebbe mai stato scritto: un sogno - di cui parla John Freeman nell'introduzione - che convinse il fondatore della scuola della "psicologia analitica" a presentare le sue idee fondamentali a quanti non avevano una specifica preparazione psicologica. In un primo momento Jung aveva decisamente rifiutato l'idea di Freeman (che fu poi il coordinatore del lavoro) di scrivere un libro per il "lettore medio": "... mi disse di no. Me lo disse nel modo più cortese ma con grande fermezza: in passato egli non aveva mai cercato di popolarizzare la sua opera e non era sicuro che ciò potesse esser fatto allora in modo soddisfacente; in ogni caso si sentiva ormai vecchio, piuttosto stanco e incapace di tener fede a un impegno così gravoso" Fu poi un sogno, come dicevamo, a convincere Jung, e i sogni hanno la massima importanza nella psicologia analitica. Il principale contributo di Jung alla conoscenza della psiche umana fu il concetto di inconscio come vero e proprio "mondo", altrettanto reale e vitale del mondo conscio e "riflessivo" dell'ego, ma infinitamente più esteso e ricco: solo conoscendo e accettando l'inconscio l'uomo può realizzarsi completamente. Il linguaggio e i "personaggi" dell'inconscio sono i simboli, e i sogni i suoi mezzi di comunicazione. Ogni sogno è una comunicazione diretta, personale e significativa rivolta al soggetto sognante, che fa uso di simboli comuni a tutti gli uomini, ma trasmessi con una modalità assolutamente personale perciò interpretabili solo in chiave individuale. Jung non volle essere l'unico autore del libro: volle che esso costituisse lo sforzo collettivo di un gruppo di stretti collaboratori e discepoli ai quali egli aveva cercato di trasmettere i suoi metodi e il suo insegnamento: Marie-Louise von Franz, Joseph L. Henderson, Aniela Jaffé e Jolande Jacobi. All'età di ottantatré anni Jung elaborò l'intero piano dell'opera e dedicò gli ultimi mesi della sua vita a scrivere il suo contributo e alla redazione delle parti scritte dai quattro collaboratori. Dopo la sua morte la dottoressa von Franz si assunse la resonsabilità complessiva della conclusione del lavoro secondo le esplicite istruzioni date da Jung. Più di 500 illustrazioni completano il testo e forniscono un eccezionale commento al pensiero di Jung  

Medicina comportamentale

di Barbara G. Melamed, Lawrence J. Siegel

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 468

Gli schizofrenici

di Paul-Claude Racamier

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 146

Con la consueta abilità, l'autore discute in questo libro l'approccio psicoanalitico al mondo schizofrenico. Mondo ricco di sofferenza ma anche di energia vitale, di comunicazioni paradossali ma anche di poesia. Racamier affronta il tema non con il linguaggio analitico e articolato che caratterizza Lo psicoanalista senza divano e altre sue opere, ma con uno stile molto sintetico, che ricorre spesso all'ellissi e alla condensazione, talora addirittura al neologismo e all'immagine poetica. Ciò non rende il contenuto meno chiaro, anzi, ne aumenta lo spessore e la pregnanza. La profonda cultura dell'autore, il suo acume critico e la sua duttile agilità nell'uso dello strumento psicoanalitico fanno di questo libro una sorta di geniale distillato di un'esperienza trentennale (di terapia, di sofferenza e di amore) con gli schizofrenici. Lo completano due ingredienti originali e irripetibili: un elenco di brevi e delizionsi aforismi (che Racamier ama chiamare "schizogrammi"), e i disegni originali di Jean Messagies, che riescono a esprimere, con pochi tratti scarni ed essenziali, molto di più di tante pagine di psicopatologia o di psichiatria. Paul-Claude Racamier (1924-1996) è uno degli psiconalisiti più fecondi della sua generazione. Direttore dell'Institut de Psychanalyse de Paris, è stato anche cofondatore del Collège de Psychanalyse Groupale et Familiale e della rivista Groupal. Tra i suoi libri tradotti in italiano Incesto e incestuale (Milano 2003) e, in questa stessa collana, Lo psiconalista senza divano (1982) e Il genio delle origini (1993),  

Il corpo in psicoterapia

di Willy Pasini

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 240

Lo psicoanalista senza divano

La psicoanalisi e le strutture psichiatriche

di Paul-Claude Racamier

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 502

Costruzione e rottura dei legami affettivi

di John Bowlby

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 188

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