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Auguri a Edgar Morin

Auguri a Edgar Morin, grande filosofo e antropologo francese, che compie 95 anni. La sua vita è stata e continua ad essere una grande avventura. Dagli anni della gioventù, segnati dalla passione politica e dalla Resistenza in Francia, alla carriera militare, poi abbandonata per dedicarsi all'antropologia sociale. Morin è sicuramente uno dei pensatori più influenti del nostro secolo e siamo felici di averlo tra i nostri autori.

"A vivere si impara attraverso le proprie esperienze con l’aiuto dapprima dei genitori, poi degli educatori, ma anche attraverso i libri, la poesia, gli incontri. Vivere è vivere in quanto individuo che affronta i problemi della propria vita personale, è vivere in quanto cittadino della propria nazione, è vivere anche nella propria appartenenza all’umano. Vivere è un’avventura. Ogni essere umano, fin dall’infanzia, fin dalla scuola, nell’adolescenza, età delle grandi aspirazioni e delle grandi rivolte, nei momenti delle grandi scelte di vita, d’amore, di famiglia, di lavoro, e in qualsiasi età, fino alla fine della vita, incontra il rischio di errore e di illusione, di conoscenza parziale (in entrambi i sensi della parola). La scuola e l’università insegnano alcune conoscenze, ma non la natura della conoscenza, che porta in sé il rischio di errore e di illusione, poiché ogni conoscenza, a cominciare dalla conoscenza percettiva fino alla conoscenza tramite parole, idee, teorie, credenze, è nello stesso tempo una traduzione e una ricostruzione del reale. In ogni traduzione c’è il rischio di errore (traduttore traditore) così come in tutte le ricostruzioni. Siamo continuamente minacciati dal commettere errori senza saperlo. Da qui la necessità vitale di introdurre, dalle prime classi fino all’università, la conoscenza della conoscenza. Quindi, insegnare a vivere non è solo insegnare a leggere, scrivere e far di conto, né solamente insegnare le conoscenze basilari utili della storia, della geografia, delle scienze sociali, delle scienze naturali. Non è concentrarsi sui saperi quantitativi, né privilegiare la formazione professionale specializzata: è introdurre una cultura di base che includa la conoscenza della conoscenza."
Edgar Morin - Insegnare a vivere

Il cinema o l'uomo immaginario

di Edgar Morin

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 268

Morin riflette qui sul rapporto del cinema con il reale e l’immaginario, e ne evidenzia le relazioni con i processi profondi della psiche e della conoscenza.

Insegnare a vivere

Manifesto per cambiare l'educazione

di Edgar Morin

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 116

Sulle tracce di La testa ben fatta e I sette saperi necessari all’educazione del futuro, Edgar Morin auspica una riforma profonda dell’educazione, fondata sulla sua missione essenziale, che già Rousseau aveva individuato: insegnare a vivere. Si tratta di permettere a ciascuno di sviluppare al meglio la propria individualità e il legame con gli altri ma anche di prepararsi ad affrontare le molteplici incertezze e difficoltà del destino umano. Questo nuovo libro non si limita a ricapitolare le idee dei precedenti ma sviluppa tutto ciò che significa insegnare a vivere nel nostro tempo, che è anche quello di Internet, e nella nostra civiltà planetaria, nella quale ci sentiamo così spesso disarmati e strumentalizzati.

La testa ben fatta

Riforma dell’insegnamento e riforma del pensiero

di Edgar Morin

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 152

Morin invita insegnanti e studenti a riflettere sull'attuale stato dei saperi e sulle sfide che caratterizzano la nostra epoca: la posta in gioco sono i nuovi problemi posti alla convivenza umana da una interdipendenza planetaria irreversibile fra le economie, le politiche, le religioni, le conoscenze, le malattie di tutte le società umane. Per rendere queste sfide affrontabili, una riforma dell'insegnamento è indispensabile. Ma per realizzarla è necessaria una riforma dell'organizzazione dei saperi. È in questa prospettiva che Morin pone alla base della riforma della scuola che egli auspica quel tipo di pensiero la cui elaborazione lo ha reso famoso in tutto il mondo: il pensiero complesso.

I sette saperi necessari all`educazione del futuro

Con il patrocinio dell’UNESCO

di Edgar Morin

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 128

Come considerare il mondo nuovo che ci travolge? Su quali concetti essenziali dobbiamo fondare la comprensione del futuro? Su quali basi teoriche possiamo appoggiarci per vincere le sfide che si accumulano? Edgar Morin, che ha consacrato gran parte della sua opera ai problemi di una "riforma del pensiero" e di una conoscenza adeguata, propone qui sette saperi "fondamentali" che l'educazione dovrebbe trattare in ogni società e in ogni cultura. Questo piccolo testo luminoso, sintesi di tutta un'opera e di tutta una vita, è già stato diffuso in molti paesi del mondo e ha aiutato uomini e donne ad affrontare meglio il loro destino e a meglio comprendere il nostro pianeta.

Il metodo 1. La natura della natura

di Edgar Morin

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 488

Abbiamo bisogno di ciò che ci aiuta a pensare da soli: un metodo. Un metodo di conoscenza che traduca la complessità del reale e si avvicini al mistero delle cose. Il metodo della complessità che si elabora in questo primo volume esige di concepire la relazione tra ordine/disordine/organizzazione, di non isolare il fenomeno dal suo contesto, di non dissociare il problema della conoscenza della natura da quello della natura della conoscenza. Ogni oggetto deve essere concepito nella sua relazione con un soggetto conoscente, a sua volta radicato in una cultura, una società, una storia.

Cultura e barbarie europee

di Edgar Morin

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 92

Nel corso della sua storia, l’Europa è stata al centro di una dominazione barbara sul mondo. Ma è stata al tempo stesso all’origine di quelle idee emancipatrici che hanno scalzato tale dominazione: le idee dell’Europa, in particolare quelle della Francia del 1789, sono state riprese dai popoli assoggettati, che hanno costruito la loro lotta a partire da queste. Si tratta dunque di capire la relazione complessa, antagonista e complementare, tra cultura e barbarie, per saper resistere alla barbarie che ci minaccia costantemente, anche dietro le strategie che sembrano opporvisi.

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