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Carl Gustav Jung

Il 6 giugno 1961 moriva a Küsnacht Carl Gustav Jung, psichiatra, psicoanalista e antropologo svizzero. Ecco dal nostro catalogo alcuni testi dedicati al padre della psicologia analitica.

L'uomo e i suoi simboli

Edizione illustrata

di Carl G. Jung

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 320

Se non fosse stato per un sogno questo libro non sarebbe mai stato scritto: un sogno - di cui parla John Freeman nell'introduzione - che convinse il fondatore della scuola della "psicologia analitica" a presentare le sue idee fondamentali a quanti non avevano una specifica preparazione psicologica. In un primo momento Jung aveva decisamente rifiutato l'idea di Freeman (che fu poi il coordinatore del lavoro) di scrivere un libro per il "lettore medio": "... mi disse di no. Me lo disse nel modo più cortese ma con grande fermezza: in passato egli non aveva mai cercato di popolarizzare la sua opera e non era sicuro che ciò potesse esser fatto allora in modo soddisfacente; in ogni caso si sentiva ormai vecchio, piuttosto stanco e incapace di tener fede a un impegno così gravoso" Fu poi un sogno, come dicevamo, a convincere Jung, e i sogni hanno la massima importanza nella psicologia analitica. Il principale contributo di Jung alla conoscenza della psiche umana fu il concetto di inconscio come vero e proprio "mondo", altrettanto reale e vitale del mondo conscio e "riflessivo" dell'ego, ma infinitamente più esteso e ricco: solo conoscendo e accettando l'inconscio l'uomo può realizzarsi completamente. Il linguaggio e i "personaggi" dell'inconscio sono i simboli, e i sogni i suoi mezzi di comunicazione. Ogni sogno è una comunicazione diretta, personale e significativa rivolta al soggetto sognante, che fa uso di simboli comuni a tutti gli uomini, ma trasmessi con una modalità assolutamente personale perciò interpretabili solo in chiave individuale. Jung non volle essere l'unico autore del libro: volle che esso costituisse lo sforzo collettivo di un gruppo di stretti collaboratori e discepoli ai quali egli aveva cercato di trasmettere i suoi metodi e il suo insegnamento: Marie-Louise von Franz, Joseph L. Henderson, Aniela Jaffé e Jolande Jacobi. All'età di ottantatré anni Jung elaborò l'intero piano dell'opera e dedicò gli ultimi mesi della sua vita a scrivere il suo contributo e alla redazione delle parti scritte dai quattro collaboratori. Dopo la sua morte la dottoressa von Franz si assunse la resonsabilità complessiva della conclusione del lavoro secondo le esplicite istruzioni date da Jung. Più di 500 illustrazioni completano il testo e forniscono un eccezionale commento al pensiero di Jung  

A colazione da Jung

di Gian Piero Quaglino, Augusto Romano

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 176

Com'è che “ognuno può essere felice solo a modo suo”? Perché “non tutto si può né si deve guarire”? E davvero “chi fa sempre tutto bene finisce con l'annoiarsi”? Da questi e altri interrogativi, suscitati da esemplari citazioni junghiane, gli autori, come già nel precedente A spasso con Jung, prendono spunto per divagazioni non accademiche suggerite non solo dalla psicologia ma anche da filosofia, letteratura, poesia, nonché dalla quotidianità. Obiettivo: invogliare il lettore a contrastare la banalità e il chiacchiericcio del nostro tempo. Gli autori Gian Piero Quaglino è professore di Psicologia della formazione all’Università di Torino. Augusto Romano è analista junghiano e socio dell’International Association for Analytical Psychology.

Pauli and Jung

A Debate on Matter and Psyche - Un confronto su materia e psiche

di Angelo Malinconico, Silvano Tagliagambe

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 340

An extraordinary adventure of the mind and a unique human experience sprang up from the countless dreams that Wolfgang Pauli, one of the most creative physicists of the Twentieth Century, submitted for analysis to Carl Gustav Jung, the psychologist who started with Freud the exploration of the unconscious. The two scientists worked at the rediscovery of the notion of synchronicity and at the reinterpretation of those everyday life coincidences which, although apparently unrelated, carry signifi cant meaning. Moreover, they gave rise to the awareness that the history of humanity is deeply shaped by archetypes, the universal foundations from which our thinking draws its creative ability, and which form a dynamic substratum common to all humanity. But greatest of all was the fruitful partnership between physics and psychology, and between matter and psyche. This book tells about the friendship of two extraordinary personalities and about the tremendous impact it had on the culture of the last century, thus opening multiple prospects and potentials that only in recent times have found an adequate understanding. The Authors Silvano Tagliagambe is currently the scientifi c director of the project “Scuola Digitale” (Digital School) launched by Regione Sardegna. Angelo Malinconico, psychiatrist, criminologist and analytical psychologist, is a teaching member of AIPA and ordinary member of IAPP. He teaches Psychiatric and Psychological Sciences at the University of Molise.

Nel giardino di Jung

di Gian Piero Quaglino, Augusto Romano

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 178

È proprio vero che “l’amore è sempre un problema, in qualsiasi età della vita” e che “chiunque prende la strada sicura è come se fosse morto”? Dopo i precedenti A spasso con Jung (2005) e A colazione da Jung (2006), sono qui raccolte nuove divagazioni intorno a fulminanti citazioni junghiane, che catturano e danno da pensare. I commenti proposti dagli autori invitano comunque il lettore a interrogarsi e a cercare altre possibili risposte. Gli autori Gian Piero Quaglino è professore di Psicologia della formazione all’Università di Torino. Nelle nostre edizioni ha pubblicato, tra gli altri, La vita organizzativa (2004) e Fare formazione (2005). Augusto Romano è analista junghiano e socio della International Association for Analytical Psychology. Con Mario Trevi ha pubblicato, nelle nostre edizioni, Studi sull’Ombra (2009).

Presenza ed eredità culturale di Carl Gustav Jung

Autori vari

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 174

Il volume raccoglie gli interventi di alcuni dei maggiori studiosi junghiani, italiani e stranieri, al VI Convegno del CIPA, dedicato al venticinquennale della morte di C.G. Jung Contributi di Antonio Balestrieri, Dieter Baumann, Hans Dieckmann, Umberto Galimberti, James Hillman, Mariella Loriga, Adolf Guggenbuhl-Craig, Cesare Musatti, Augusto Romano, Andrew Samuels, Arturo Schwarz, Mario Trevi, Luigi Zoja

Itinerari del pensiero junghiano

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 254

Da Freud a Jung

Uno studio comparato della psicologia dell’inconscio

di Rohn Liliane Frey

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 374

Frutto di molti anni di lavoro, questo saggio espone l'evoluzione delle teorie sull'inconscio di Freud e Jung, mettendo in rilievo le concordanze e le divergenze esistenti tra i due ricercatori ed evidenziando il processo teorico ed empirico che ha portato Jung ad accettare, elaborare e trasformare le ipotesi fondamentali di Freud. Viene anche dimostrato come già nei primi approcci di Jung alla psicopatologia fossero presenti, benché in nuce, quelle idee del tutto originali che hanno costituito poi le strutture fondamentali del sistema teorico e del conseguente orientamento pratico della psicologia analitica. Il lavoro della Frey-Rohn aiuta a eliminare i sospetti di ascientificità che hanno spesso impedito un'esatta valutazione delle scoperte di Jung. L'autore Liliane Frey-Rohn, laureata in psicologia e filosofia all'università di Zurigo, ha iniziato il suo lavoro di analista nel 1936 sotto la guida di C.G. Jung, di cui è divenuta in seguito una stretta collaboratrice. E' stata uno dei cinque membri del Curatorium che ha fondato, nel 1947, il C.G. Jung Istitute di Zurigo. Autrice di numerosi articoli e saggi, è coautrice del saggio Incontri con la morte pubblicato dalla nostra casa editrice.

L'altra lettura di Jung

di Mario Trevi

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 140

Si conosce la frequente e ironica autoproposizione di Jung che soleva ripetere: "Grazie a Dio sono Jung, non sono uno junghiano". I primi interpreti del multiforme psicologo zurighese hanno cristallizzato in una divulgazione tanto presuntuosa quanto evasiva alcune poche linee di sviluppo di un pensiero che, al contrario, rimane fecondo solo se assunto nella sua asistematicità, pluralità, incompletezza e persino contradditorietà. Da quelle epitomi ingannevoli è nata una falsa lettura di Jung che, inchiodandolo all'ipotesi delle strutture astoriche della psiche, finisce per confinarlo in un ingenuo e sterile naturalismo. Questo libro propone un'altra lettura di Jung che mette in rilievo l'aspetto problematicistico del suo pensiero, l'epistemologia libera, la stessa aleatorietà dei due apporti junghiani fondamentali per la psicologia del nostro secolo: l'individuazione e il simbolo non significante. Ne risulta un'esperienza del testo junghiano che, lungi dall'assumerlo come una "psicologia" o una definita ipotesi psicodinamica, lo impiega come sollecitatore di inesauribile immaginazione psicologica, di originali costruzioni antropologiche, di modelli interpretativi multipli e sostituibili, di "esercizi" ermeneutici senza alcuna pretesa di verità soprastorica o di arbitrario riduzionismo naturalistico. L'autore Mario Trevi, membro ordinario dell'International Association of Analytical Psychology, ha pubblicato numerosi studi sul pensiero di C.G. Jung e, in questa stessa collana, Metafore del simbolo.

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