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Festival della Filosofia 2017

Tutti i libri, gli incontri e i nostri autori presenti al Festival della Filosofia 2017, in programma a Modena, Carpi e Sassuolo il 15, 16 e 17 settembre. 

Domenica 17 settembre, ore 11.30 - Piazza Garibaldi, Sassuolo 
Lezione magistrale di Marc Augé

Marc Augé, già directeur d’études presso l’Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales di Parigi, di cui è stato a lungo Presidente, dopo aver contribuito allo sviluppo delle discipline africanistiche ha elaborato un’antropologia dei mondi contemporanei attenta alla dimensione rituale del quotidiano e della modernità. Tra le sue opere tradotte di recente: Tra i confini. Città, luoghi, interazioni (Milano 2007); Il mestiere dell’antropologo (Torino 2007); Il bello della bicicletta (Torino 2009); Il metrò rivisitato (Milano 2009); Per un’antropologia della mobilità (Milano 2010); Straniero a me stesso (Torino 2011); Futuro (Torino 2012); Per strada e fuori rotta (Torino 2012); Le nuove paure (Torino 2013); I paradossi dell’amore e della solitudine (Modena 2014); L’antropologo e il mondo globale (Milano 2014); Il tempo senza età. La vecchiaia non esiste (Milano 2014); Fiducia in sé, fiducia nell’altro, fiducia nel futuro (Roccafranca 2014); Etica civile: orizzonti (Padova 2015); La forza delle immagini (Milano 2015); Le tre parole che cambiarono il mondo (Milano 2016); Un altro mondo è possibile (Torino 2017). È componente del Comitato Scientifico del Consorzio per il festivalfilosofia.

Domenica 17 settembre, ore 15.00 - Piazzale Re Astolfo, Carpi
Marx e la tradizione del pensiero politico occidentale, di Hannah Arendt
Incontro con Adriana Cavarero

Adriana Cavarero è professoressa di Filosofia politica presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Verona. Tra le fondatrici del pensiero della differenza sessuale, nelle sue ricerche ha fatto emergere le irrisolte questioni di genere nella tradizione filosofica. Le sue riflessioni vertono, da un lato, sul significato della narrazione e dell'espressione vocale nella costituzione dell'identità e, dall'altro, sulle pratiche di violenza collettiva legate alle trasformazioni della guerra contemporanea. Tra le sue opere: Nonostante Platone. Figure femminili nella filosofia antica (Roma 1990); Corpo in figure. Filosofia e politica della corporeità (Milano 1995); Tu che mi guardi, tu che mi racconti. Filosofia della narrazione (Milano 1997); A più voci. Filosofia dell'espressione vocale (Milano 2003); Orrorismo, ovvero della violenza sull'inerme (Milano 2007); Inclinazioni. Critica della rettitudine (Milano 2013).

Inclinazioni

Critica della rettitudine

di Adriana Cavarero

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 240

Una fra le più autorevoli filosofe italiane si interroga sul significato morale e politico della postura verticale del soggetto e propone di ripensare la soggettività in termini di inclinazione. Si tratta di due geometrie, di due costruzioni ontologiche. Mentre nella classica figura dell’uomo retto e nei vari dispositivi rettificanti della tradizione filosofica si annida un io egoistico, chiuso in sé, autosufficiente e autoreferenziale, nella figura dell’inclinazione prende invece forma un sé altruistico, aperto e spinto a uscire dal suo asse per sporgersi sull’altro. Il riferimento non è solo a testi filosofici (Platone, Agostino, Hobbes, Kant, Arendt, Jonas, Canetti), ma anche a prodotti artistici (le tele di Barnett Newman, di Leonardo da Vinci e di Artemisia Gentileschi, le fotografie di Aleksandr Rodcenko) e a pagine letterarie (Marcel Proust, Virginia Woolf). Il capitolo conclusivo è dedicato a Lévinas e alla decostruzione geometrica del suo incontro etico “faccia a faccia”. L'autrice Adriana Cavarero insegna Filosofia politica presso l’Università di Verona. Esponente di spicco del pensiero della differenza sessuale, è internazionalmente riconosciuta come una delle protagoniste più interessanti del dibattito filosofico attuale. Tra le sue pubblicazioni recenti, Orrorismo ovvero della violenza sull’inerme (Milano 2007).

Le tre parole che cambiarono il mondo

di Marc Augé

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 94

Il giorno di Pasqua del 2018, durante il tradizionale di‌scorso urbi et orbi, il papa, dopo un lungo silenzio, esclama a gran voce: “Dio non esiste!”.

Il tempo senza età

La vecchiaia non esiste

di Marc Augé

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 104

Raggiunta l’età in cui succede che qualcuno sul metrò si alzi per cedergli il posto, Marc Augé scava nei propri ricordi personali per sviluppare una riflessione, acuta e delicata, sul tempo che passa. “Conosco la mia età, posso dichiararla, ma non ci credo”, scrive il grande antropologo per evidenziare la differenza tra il tempo e l’età. Perché sono gli altri a dire che siamo vecchi, a definirci secondo luoghi comuni ma questa etichetta resta superficiale e lontana da quel che avvertiamo dentro di noi. Dunque, la vecchiaia non esiste. Certo, i corpi si logorano ma la soggettività resta, in qualche modo, fuori dal tempo ed è così che, come scrive Augé alla fine di questo libro luminoso, “tutti muoiono giovani”. L'autore Marc Augé, etnologo e scrittore, è stato presidente dell’École Des Hautes Études en Sciences Sociales dal 1985 al 1995. Nelle nostre edizioni ha pubblicato, tra gli altri, Diario di un senza fissa dimora (2011).

Un etnologo al bistrot

di Marc Augé

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 98

Marc Augé esplora in questo libro il gran teatro del bistrot con tutti i suoi attori. Considerato con gli occhi dell’etnologo, il bistrot è il regno delle relazioni “di superficie”, quelle in cui il gesto dello scambio importa assai più di ciò che lo motiva. Un grande bistrot nell’ora di punta è un luogo straripante di vita, di emozioni, in cui si scambiano parole per non dire nulla, gesti appena accennati, occhiate passeggere. Spazio relazionale ma anche spazio letterario: Maigret sarebbe impensabile senza le soste al bistrot. La Francia ha esportato in tutto il mondo questo modello di civiltà: da quel nome sprigiona ovunque il carattere amabile che ne contrassegna l’immagine. Non pura immagine, tuttavia: il bistrot è un oggetto del paesaggio urbano che rivendica di possedere una propria storia, una geografia e, d’ora in avanti, anche una propria etnologia. L'autore Marc Augé, etnologo e scrittore, è stato presidente dell’École des Hautes Études en Sciences Sociales dal 1985 al 1995. Nelle nostre edizioni ha pubblicato, tra gli altri, Diario di un senza fissa dimora. Etnofiction (2011) e Il tempo senza età. La vecchiaia non esiste (2014).

L'antropologo e il mondo globale

di Marc Augé

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 126

In un mondo in trasformazione accelerata, un cambio di scala colpisce e riconfigura le nostre esistenze individuali e collettive. In questo nuovo ambiente, l’antropologia ha d’ora in avanti l’immenso compito di criticare l’insieme ancora proteiforme che chiamiamo il mondo globale. Marc Augé ritorna qui sulle categorie dello spazio e del tempo, in particolare attraverso la nozione di tempo morto nella sua relazione con quella di nonluogo, per interrogarsi sui rapporti tra senso sociale e libertà individuale nel mondo contemporaneo. L’antropologo contribuisce in tal modo allo sforzo di lucidità critica di cui l’umanità ha bisogno oggi più che mai, se davvero vuole un giorno potersi dichiarare non più globale ma totale, nel senso in cui la intende Mauss, vale a dire intelligente, lucida, ambiziosa e solidale. L'autore Marc Augé è directeur d’études presso l’Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales di Parigi. Africanista di formazione, da anni si occupa di antropologia delle società complesse. Attraverso testi come Un etnologo nel metrò o Il metrò rivisitato, ma anche cimentandosi talvolta nell’etnofinzione (Diario di un senza fissa dimora), Marc Augé ha sviluppato un’originale antropologia del quotidiano in grado di esplorare il nostro stesso ambiente. Moltiplicando in tal modo i suoi “terreni”, da quello vicino a quello lontano fino a quello immaginario, egli ha proposto un’antropologia che collega la vita quotidiana al mondo globale.

Diario di un senza fissa dimora

Etnofiction

di Marc Augé

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 132

Negli ultimi anni, è comparsa una nuova categoria di persone: questi soggetti hanno un lavoro ma lo stipendio non consente loro di pagare un affitto e dunque sono spinti per strada. Vivono dove possono, vagano da un luogo all’altro, dormono nella loro macchina. Il grande etnologo Marc Augé, che dà qui prova anche di un talento letterario, immagina la vita di uno di questi “vagabondi”, gli effetti distruttivi prodotti dalla perdita di punti di riferimento spazio-temporali. Inventando un genere, l’etnofiction, l’autore utilizza la forma del racconto per evocare un fatto sociale: il suo eroe, un medio funzionario messo in difficoltà da due divorzi e dall’aumento degli affitti, potrebbe non essere così diverso da tutti noi... L'autore Marc Augé, etnologo e scrittore, è stato presidente dell’École des hautes études en sciences sociales dal 1985 al 1995. Tra i molti testi tradotti in italiano, Un etnologo nel metrò (Eleuthera, 1995) e Non luoghi (Eleuthera, 1996).

Il metrò rivisitato

di Marc Augé

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 82

L’antropologo fa ritorno nel metrò. Vent’anni dopo la pubblicazione di Un etnologo nel metrò, Marc Augé torna a interrogarsi su questo luogo per eccellenza dello spazio pubblico dove circolano opinioni, povertà, musica e sogni. Girovagando nel metrò, l’antropologo raccoglie e racconta i dettagli che caratterizzano la nostra epoca: vestiti, piercing, tatuaggi e apparecchi tecnologici mettono in scena l’individuo e permettono di interrogarsi sul senso di ciò che viene chiamata contemporaneità e sullo sguardo stesso di chi la descrive. L'autore Marc Augé, antropologo francese, ha elaborato una “antropologia dei mondi contemporanei” che lo ha reso noto in tutta Europa.

Poteri di vita, poteri di morte

Introduzione a un'antropologia della repressione

di Marc Augé

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 192

Contro il mito del “buon selvaggio”, contro chi ha voluto vedere nelle cosiddette società primitive “la forma pura di una libertà perduta”, Marc Augé, uno dei più noti antropologi contemporanei, propone una lettura fedele dei dati etnologici. Tutte le società sono repressive, al di là delle specifiche istituzioni che le caratterizzano. Attraverso l’esame delle società lignatiche africane e quello dell’attuale società dei consumi, si sviluppa la tesi fondamentale del saggio: l’ideologia è sempre ideologia del potere. E le logiche del potere sono sempre paragonabili, non certo per l’ampiezza dei loro effetti ma per l’efficace rigore delle loro forme. L’autore Marc Augé insegna all’Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales di Parigi. Africanista di formazione, da anni si occupa di antropologia delle società complesse. Tra i suoi lavori pubblicati in Italia "Un etnologo nel metrò" (Eleuthera, 1992), "Nonluoghi" (Eleuthera, 1993), "Le forme dell’oblio" (Il Saggiatore, 2000), "Finzioni di fine secolo" (Bollati Boringhieri, 2001)

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