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Festivaletteratura di Mantova 2017

Tutti i libri, gli incontri e i nostri autori presenti al Festivaletteratura di Mantova, in programma dal 6 al 10 settembre 2017.

Mercoledì 6, ore 18.30, Convento di Santa Paola
Super-Radicalizzati
Fethi Benslama (Un furioso desiderio di sacrificio. Il supermusulmano) non potrà essere a Mantova. L'evento è confermato con la presenza di Rosella Prezzo.

Secondo lo psicoanalista Fethi Benslama, il narcisismo di molti dei terroristi islamici si traduce in una sovracompensazione che permette di trasformare una serie di stigmate d'inferiorità in segni destinali di potenza, e persino di elezione divina. Docente di Psicopatologia clinica a Parigi, Benslama studia da tempo il fenomeno della radicalizzazione, soprattutto giovanile, e ha coniato il termine "supermusulmano" per indicare un musulmano ossessionato dalla convinzione di non esserlo a sufficienza, persuaso di aver perso le proprie radici e di doverle ritrovare, sacrificandosi come martire. 

Sabato 9, ore 10.30, Palazzo del seminario vescovile
Schermo, schermo delle mie brame
Mauro Carbone presenta Filosofia-schermi. Dal cinema alla rivoluzione digitale. Dialogano con l'autore Stefano Catucci e Patrizio Roversi. 

Quando, nel 1895, i fratelli Lumière mostrarono per la prima volta al pubblico parigino L'arrivo di un treno alla stazione di La Ciotat, il rapporto tra essere umano e schermo iniziò a prendere forma, cambiando per sempre l'esperienza percettiva della visione. Da anni ormai Mauro Carbone, professore di Estetica all'Università di Lione, si occupa della questione dal punto di vista filosofico (con Sullo schermo dell'estetica e il recente Filosofia-schermi. Dal cinema alla rivoluzione digitale), attuando una profonda riflessione su un'esperienza cognitiva che, col susseguirsi delle varie epoche, ha alterato il nostro modo di vedere il mondo. Oggi individuo e schermo sono visti come un organismo unico di comunicazione sociale, "noi conosciamo e comunichiamo con gli altri e con l'ambiente, specialmente quello delle città, attraverso degli schermi-protesi." Delle implicazioni antropologiche ed esistenziali di una simbiosi che si palesa quotidianamente tra touchscreen, maxischermi e "tecnologie indossabili", Carbone discute insieme a Patrizio Roversi e Stefano Catucci, filosofo italiano che insegna alla Sapienza di Roma.

Domenica 10, ore 15.00, Palazzo del seminario vescovile
Il nostro innato bisogno di storie

Michele Cometa presenta Perché le storie ci aiutano a vivere. La letteratura necessaria. Dialoga con l'autore Maurizio Ferraris. 

La letteratura è ben più di un'attività artistica. Non sappiamo ancora perché l'uomo abbia sviluppato questa capacità, ma di sicuro raccontare ed ascoltare storie è "necessario": le narrazioni e la fiction sono sempre più al centro degli studi sull'evoluzione e delle scienze cognitive perché hanno un ruolo decisivo nella costituzione del Sé. La teoria biopoetica della narrazione, al crocevia tra culturale e biologico, getta una nuova luce sull'evoluzione e fornisce alcune spiegazioni del comportamento narrativo dell'Homo sapiens, capace, attraverso le storie, di riequilibrare i suoi inciampi funzionali ed esistenziali, e di contenere il sempiterno sentimento dell'ansia. Michele Cometa, autore di Perché le storie ci aiutano a vivere, ne parla con il filosofo Maurizio Ferraris.

Un furioso desiderio di sacrificio

Il supermusulmano

di Fethi Benslama

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 138

Fethi Benslama propone un’interpretazione che gravita attorno a quello che definisce il supermusulmano.

Filosofia-schermi

Dal cinema alla rivoluzione digitale

di Mauro Carbone

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 162

La filosofia può aiutarci a capire come la rivoluzione digitale ci sta cambiando la vita.

Perché le storie ci aiutano a vivere

La letteratura necessaria

di Michele Cometa

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 428

Non sappiamo perché e come l’Homo sapiens abbia sviluppato la capacità di costruire storie. Possiamo però ipotizzare come presumibilmente siano andate le cose. Cioè come un ominide abbia sviluppato la facoltà di narrare storie e come queste lo abbiano avvantaggiato tra tutte le specie. Si tratta dunque di studiare la narrazione, la fiction e la letteratura nel contesto della teoria dell’evoluzione e delle scienze cognitive, prendendo le mosse dalle recenti acquisizioni dell’archeologia cognitiva che mettono in relazione la produzione di utensili e lo sviluppo di capacità narrative. Si comprende così che la narrazione ha un ruolo decisivo nella costituzione del Sé e delle sue protesi esterne, come da tempo sostengono i teorici della mente estesa e della cognizione incarnata. Questo studio si inserisce nel quadro più ampio di una teoria biopoetica della narrazione e di un’antropologia filosofica che non trascura il bios rispetto allo spirito. Per questo, categorie fondamentali come la compensazione e l’esonero possono essere rilette in chiave evoluzionistica e fornire alcune spiegazioni del comportamento narrativo dell’Homo sapiens: il riequilibrio dei suoi deficit funzionali ed esistenziali e il contenimento dell’ansia.

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