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Il compleanno di C.G. Jung

Il 26 luglio 1875 nasce Carl G. Jung, psichiatra, tra i più originali seguaci di Freud e padre della psicologia analitica.

Ecco alcuni titoli imprescindibili del nostro catalogo di e su Jung:

L'UOMO E I SUOI SIMBOLI di C.G. Jung

Se non fosse stato per un sogno questo libro non sarebbe mai stato scritto: un sogno - di cui parla John Freeman nell'introduzione - che convinse il fondatore della scuola della "psicologia analitica" a presentare le sue idee fondamentali a quanti non avevano una specifica preparazione psicologica.

In un primo momento Jung aveva decisamente rifiutato l'idea di Freeman (che fu poi il coordinatore del lavoro) di scrivere un libro per il "lettore medio": "... mi disse di no. Me lo disse nel modo più cortese ma con grande fermezza: in passato egli non aveva mai cercato di popolarizzare la sua opera e non era sicuro che ciò potesse esser fatto allora in modo soddisfacente; in ogni caso si sentiva ormai vecchio, piuttosto stanco e incapace di tener fede a un impegno così gravoso"

Fu poi un sogno, come dicevamo, a convincere Jung, e i sogni hanno la massima importanza nella psicologia analitica. Il principale contributo di Jung alla conoscenza della psiche umana fu il concetto di inconscio come vero e proprio "mondo", altrettanto reale e vitale del mondo conscio e "riflessivo" dell'ego, ma infinitamente più esteso e ricco: solo conoscendo e accettando l'inconscio l'uomo può realizzarsi completamente. Il linguaggio e i "personaggi" dell'inconscio sono i simboli, e i sogni i suoi mezzi di comunicazione.

Ogni sogno è una comunicazione diretta, personale e significativa rivolta al soggetto sognante, che fa uso di simboli comuni a tutti gli uomini, ma trasmessi con una modalità assolutamente personale perciò interpretabili solo in chiave individuale. Jung non volle essere l'unico autore del libro: volle che esso costituisse lo sforzo collettivo di un gruppo di stretti collaboratori e discepoli ai quali egli aveva cercato di trasmettere i suoi metodi e il suo insegnamento: Marie-Louise von Franz, Joseph L. Henderson, Aniela Jaffé e Jolande Jacobi. All'età di ottantatré anni Jung elaborò l'intero piano dell'opera e dedicò gli ultimi mesi della sua vita a scrivere il suo contributo e alla redazione delle parti scritte dai quattro collaboratori.

Dopo la sua morte la dottoressa von Franz si assunse la resonsabilità complessiva della conclusione del lavoro secondo le esplicite istruzioni date da Jung. Più di 500 illustrazioni completano il testo e forniscono un eccezionale commento al pensiero di Jung

A COLAZIONE DA JUNG

Com'è che “ognuno può essere felice solo a modo suo”? Perché “non tutto si può né si deve guarire”? E davvero “chi fa sempre tutto bene finisce con l'annoiarsi”? Da questi e altri interrogativi, suscitati da esemplari citazioni junghiane, gli autori, come già nel precedente A spasso con Jung, prendono spunto per divagazioni non accademiche suggerite non solo dalla psicologia ma anche da filosofia, letteratura, poesia, nonché dalla quotidianità. Obiettivo: invogliare il lettore a contrastare la banalità e il chiacchiericcio del nostro tempo.

Gli autori

Gian Piero Quaglino è professore di Psicologia della formazione all’Università di Torino.

Augusto Romano è analista junghiano e socio dell’International Association for Analytical Psychology.

NEL GIARDINO DI JUNG

È proprio vero che “l’amore è sempre un problema, in qualsiasi età della vita” e che “chiunque prende la strada sicura è come se fosse morto”? Dopo i precedenti A spasso con Jung (2005) e A colazione da Jung (2006), sono qui raccolte nuove divagazioni intorno a fulminanti citazioni junghiane, che catturano e danno da pensare. I commenti proposti dagli autori invitano comunque il lettore a interrogarsi e a cercare altre possibili risposte.

Gli autori

Gian Piero Quaglino è professore di Psicologia della formazione all’Università di Torino. Nelle nostre edizioni ha pubblicato, tra gli altri, La vita organizzativa (2004) e Fare formazione (2005).

Augusto Romano è analista junghiano e socio della International Association for Analytical Psychology. Con Mario Trevi ha pubblicato, nelle nostre edizioni, Studi sull’Ombra (2009).

A SPASSO CON JUNG

Spesso con grande preveggenza, Carl Gustav Jung ha delineato idoli, falsi miti, tic, derive dell’uomo alle prese con la modernità. Gli autori di questo volume hanno così scelto quaranta “massime” tratte dall’opera junghiana, presentandole con brevi commenti che ne mettono in evidenza il carattere aforistico e paradossale. I commenti non hanno intonazione rigorosamente teorica o filologica ma, chiamando magari a testimoni filosofi, scrittori, poeti, mettono in evidenza aspirazioni, fantasie, timori che si aggirano nel mondo contemporaneo.

Gli autori

Gian Piero Quaglino insegna Psicologia della formazione all’Università di Torino.

Augusto Romano è un analista junghiano dell'ARPA.

PAULI E JUNG

Dai mille sogni che Wolfgang Pauli, uno dei fisici più creativi del Novecento, portò in dote a Carl Gustav Jung, lo psicologo che, insieme a Freud, avviò l’esplorazione dell’inconscio, scaturì un’eccezionale avventura intellettuale e umana. Tale incontro produsse l’affacciarsi di una fruttuosa alleanza tra fisica e psicologia, tra materia e psiche. Questo libro racconta il sodalizio tra due personalità eccezionali e gli straordinari effetti che esso ebbe sulla cultura, aprendo prospettive di cui solo oggi cominciamo a comprendere le potenzialità.

Gli autori

Silvano Tagliagambe ha insegnato Filosofia della scienza presso le Università di Cagliari, Pisa, Sassari e Roma “La Sapienza”. Nelle nostre edizioni ha pubblicato Il sogno di Dostoevskij. Come la mente emerge dal cervello (2002).

Angelo Malinconico, psichiatra e psicologo analista, insegna all’Università Statale del Molise ed è membro didatta dell’Associazione italiana di psicologia analitica

LO JUNGHISMO

Non è forse vero che, allo stato attuale, mille nuove teorie e tecniche terapeutiche hanno scalzato il sapere psicoanalitico? Nel momento della sua massima diffusione, il concetto di “vita psichica” si ritrova in una condizione paradossale: quella di mancare di un nome e di una prospettiva comuni. La psicologia di Jung viene qui interrogata scommettendo proprio sulla sua capacità di metter a fuoco, di inquadrare un simile paradosso. C’è qualcosa nello junghismo in grado di mettere d’accordo le disparate concezioni psicologiche oggi esistenti e di fare così emergere almeno un margine della vita psichica ancora sensibile.

L’autore

Paulo Barone è membro dell’Associazione italiana di psicologia analitica e dell’International Association for Analytical Psychology. Ha pubblicato, tra l’altro, “Età della polvere”, “Giacometti”, “Heidegger”, “Kant”, “Hegel”, “Schopenhauer e lo spazio estetico della caducità” (Marsilio, 1999).

PRESENZA ED EREDITA' CULTURALE DI CARL GUSTAV JUNG

Il volume raccoglie gli interventi di alcuni dei maggiori studiosi junghiani, italiani e stranieri, al VI Convegno del CIPA, dedicato al venticinquennale della morte di C.G. Jung Contributi di Antonio Balestrieri, Dieter Baumann, Hans Dieckmann, Umberto Galimberti, James Hillman, Mariella Loriga, Adolf Guggenbuhl-Craig, Cesare Musatti, Augusto Romano, Andrew Samuels, Arturo Schwarz, Mario Trevi, Luigi Zoja

DA FREUD A JUNG

Frutto di molti anni di lavoro, questo saggio espone l'evoluzione delle teorie sull'inconscio di Freud e Jung, mettendo in rilievo le concordanze e le divergenze esistenti tra i due ricercatori ed evidenziando il processo teorico ed empirico che ha portato Jung ad accettare, elaborare e trasformare le ipotesi fondamentali di Freud. Viene anche dimostrato come già nei primi approcci di Jung alla psicopatologia fossero presenti, benché in nuce, quelle idee del tutto originali che hanno costituito poi le strutture fondamentali del sistema teorico e del conseguente orientamento pratico della psicologia analitica.

Il lavoro della Frey-Rohn aiuta a eliminare i sospetti di ascientificità che hanno spesso impedito un'esatta valutazione delle scoperte di Jung.

L'autore

Liliane Frey-Rohn, laureata in psicologia e filosofia all'università di Zurigo, ha iniziato il suo lavoro di analista nel 1936 sotto la guida di C.G. Jung, di cui è divenuta in seguito una stretta collaboratrice. E' stata uno dei cinque membri del Curatorium che ha fondato, nel 1947, il C.G. Jung Istitute di Zurigo. Autrice di numerosi articoli e saggi, è coautrice del saggio Incontri con la morte pubblicato dalla nostra casa editrice.

L'ALTRA LETTURA DI JUNG

Si conosce la frequente e ironica autoproposizione di Jung che soleva ripetere: "Grazie a Dio sono Jung, non sono uno junghiano". I primi interpreti del multiforme psicologo zurighese hanno cristallizzato in una divulgazione tanto presuntuosa quanto evasiva alcune poche linee di sviluppo di un pensiero che, al contrario, rimane fecondo solo se assunto nella sua asistematicità, pluralità, incompletezza e persino contradditorietà. Da quelle epitomi ingannevoli è nata una falsa lettura di Jung che, inchiodandolo all'ipotesi delle strutture astoriche della psiche, finisce per confinarlo in un ingenuo e sterile naturalismo. Questo libro propone un'altra lettura di Jung che mette in rilievo l'aspetto problematicistico del suo pensiero, l'epistemologia libera, la stessa aleatorietà dei due apporti junghiani fondamentali per la psicologia del nostro secolo: l'individuazione e il simbolo non significante. Ne risulta un'esperienza del testo junghiano che, lungi dall'assumerlo come una "psicologia" o una definita ipotesi psicodinamica, lo impiega come sollecitatore di inesauribile immaginazione psicologica, di originali costruzioni antropologiche, di modelli interpretativi multipli e sostituibili, di "esercizi" ermeneutici senza alcuna pretesa di verità soprastorica o di arbitrario riduzionismo naturalistico.

L'autore

Mario Trevi, membro ordinario dell'International Association of Analytical Psychology, ha pubblicato numerosi studi sul pensiero di C.G. Jung e, in questa stessa collana, Metafore del simbolo.

IL MALE

Il libro, che inaugura una nuova collana a cura del Centro italiano di psicologia analitica, affronta il tema più spinoso della contemporaneità. Nodo che ha segnato il pensiero del '900, in cui accadimenti come la Shoà, follie collettive e guerre mondiali hanno generato domande inquietanti sul destino della civiltà e del soggetto. Domande che diventano pressanti in quest'epoca in cui nuove psicopatologie, pedofilia e criminalità infantile, globalizzazione e impoverimento progressivo dei popoli costringono a cercare inedite possibili risposte. Questo libro, mosaico variegato di testi di filosofi, giuristi, teologi, medici e psicoanalisti appartenenti alle diverse scuole di formazione junghiana, freudiana e lacaniana, costituisce un efficace strumento sia per ricercatori delle diverse scienze sia per operatori delle molteplici aree del politico, del sociale, della sanità. Anche per chi semplicemente si pone questi interrogativi.

Gli autori

Aversa, Bettetini, Ciminale, D'Agostino Trevi, De Benedetti, De Masi, Drewermann, Ferracuti, Gullotta, Iannotta, Lingiardi, Michelini Tocci, Ricci, Ricoeur, Ripa di Meana, Trevi.

TRAME PERDUTE di James Hillman

LE STORIE CHE CURANO di James Hillman

METAFORE DEL SIMBOLO di Mario Trevi

ITINERARI DEL PENSIERO JUNGHIANO di Aite e Carotenuto

 


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