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Su State of mind la recensione di La svolta relazionale

In psicoanalisi, per Svolta Relazionale si intende quel cambio di paradigma che descrive la psiche non più come un campo di pulsioni istintive da gestire, ma come un centro di bisogni, per lo più relazionali, da soddisfare. La sofferenza psicologica non è più frutto di una mancata capacità di controllo e sublimazione di forze oscure, ma da una cosiddetta deprivazione emotiva, un mancato soddisfacimento che ha lasciato l’individuo debole e fragile e non ha permesso una crescita soddisfacente.

Il paziente soffre non solo per questo mancato sostegno relazionale, ma anche a causa delle strategie surrogate che ha elaborato, strategie difensive che servono non tanto a trovare quel soddisfacimento emotivo in nuove relazioni adulte, quanto semmai a negarlo, attraverso stati narcisistici, paranoidei, dicotomici, ansiosi. I legami con la teoria dell’attaccamento sono chiari.

Anche John Bowlby non pensava più che lo sviluppo della psiche e delle sue deviazioni germogliasse da uno scontro tra Edipo e Laio, ma dall’accudimento sicuro e stabile, assicurato soprattutto dalla madre. Le conseguenze terapeutiche sono chiare. Non si tratta più di riprodurre in seduta le triangolazioni erotiche e conflittuali dell’Edipo, ma di vivere un relazione tra paziente e terapeuta meno tragica e più gentile e cortese.

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Il libro sarà presentato a Milano venerdì 8 giugno alle 18.30 al CAM (Corso Garibaldi 27)

Saranno presenti Gherardo Amadei, Nino Dazzi, Francesco De Bei, Susanna Federici, Vittorio Lingiardi, Paolo Stramba Badiale

La svolta relazionale

Itinerari italiani

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 278

Dalle basi teoriche del paradigma relazionale, esplorandone radici, caratteristiche e “contaminazioni” culturali alla ricostruzione della sua diffusione in ambito editoriale, accademico e associativo.

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