Il tuo browser non supporta JavaScript!

Attenzione, controllare i dati.

Jacques Derrida - opere scelte

Il monolinguismo dell'altro

di Jacques Derrida

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 120

Il problema dell’identità culturale è affrontato in questo libro attraverso la questione della lingua, e della lingua materna: nella sua unicità e insostituibilità, essa non ci appartiene mai. In una sorta di autobiografia intellettuale, Derrida racconta il rapporto con la propria lingua, il francese, come lingua dell’altro, prendendo le distanze sia dallo sradicamento e dalla perdita di memoria legati all’idea di una lingua globale sia dalla follia della difesa a oltranza delle lingue locali come salvaguardia dell’identità pura di un popolo. Le lingue sono piuttosto il luogo di un’apertura all’altro che impedisce a ogni discorso di farsi totalitario. L’autore Jacques Derrida è una delle figure di maggior spicco della filosofia contemporanea. Nelle nostre edizioni ha pubblicato, tra gli altri, “Stati canaglia” (2003).

Speculare - su “Freud“

di Jacques Derrida

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 196

Derrida si confronta faccia a faccia con Freud e con il suo testo più problematico, Al di là del principio di piacere, in cui Freud mette radicalmente in questione la psicoanalisi stessa come speculazione, pensiero e scrittura. Si capisce bene da questo libro che il confronto con Freud non è uno dei tanti praticati da Derrida, ma è uno scambio per lui decisivo, che riguarda la sua intera filosofia. Speculare - Su ''Freud'' è uno dei rari esempi di incontro tra filosofia e psicoanalisi nell'orizzonte contemporaneo: un incontro senza remore né pregiudizi, dunque un incontro vero. Non si tratta solo di un libro unico nella pur vasta produzione del filosofo francese, ma anche di un libro eccezionalmente importante per capire come filosofia e psicoanalisi possano lavorare assieme.

Limited Inc.

di Jacques Derrida

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 274

Da molto tempo si auspica un confronto tra filosofi analitici e continentali, quasi che si trattasse di rispondere a un'esigenza religiosa di ecumenismo o un bisogno etnologico di dialogo tra le culture. Si dice anche che il confronto avverrebbe tra due concetti di filosofia "kantiano" il primo (cioè legato a una nozione scientifica della filosofia), "hegeliano" (cioè dedito alla "decostruzione" letteraria degli acquisti conoscitivi conseguiti dai "kantiani"). I tre saggi di Derrida che compongono questo volume, oltre a fornire una penetrante lettura del problema degli atti linguistici in Austin e dei limiti del ripetuto appello all'esigenza puramente formale di un dialogo fra tradizioni filosofiche, ci propongono una visione non banale del problema: la decostruzione non consiste nel disfare le verità positivamente acquisite dalla filosofia come scienza, ma nell'approfondire - secondo un'esigenza che è ancora anzitutto scientifica- l'analisi di ciò che si intende con verità, filosofia come scienza rigorosa, lavoro del concetto. La decostruzione, allora, non è la presa d'atto di una presunta bancarotta della filosofia, ma il rinnovato appello a una filosofia che può apparire scomoda solo perché mira al conseguimento di criteri non convenzionali di verità. L'autore Jacques Derrida è una delle figure di maggior spicco della filosofia contemporanea. Nelle nostre edizioni ha pubblicato, tra gli altri, “Stati canaglia” (2003)

Donare il tempo

La moneta falsa

di Jacques Derrida

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 192

Questo libro permette al lettore italiano di entrare nel cuore del lavoro filosofico di Jacques Derrida. Qui il tema è il dono,e lo strano rapporto che il dono e il donare hanno con il tempo. Naturalmente Derrida tiene sott'occhio il famoso saggio di Marcel Mauss, e anche le ricerche linguistiche di Emile Benveniste, ma poi gran parte del libro è un dialogo che l'autore intrattiene con un racconto di Baudelaire intitolato La moneta falsa. Il tema non interessa solo il mondo della filosofia in senso stretto ma lancia messaggi molte direzioni. Derrida ci invita a pensare un paradosso: se donare è semplicemente uno scambio, qualcosa di circolare che ha un'andata e un ritorno, come di solito pensiamo che sia, allora il dono stesso scompare, non è più un dono. Il dono resta solo quando c'è un'eccedenza, quando paradossalmente si sottrae al cerchio dello scambio e del tempo. Qual è allora il "tempo" che si addice al donare? Se riflettiamo sulla natura più propria del dono, che ne è del tempo, come lo intendiamo di solito, per esempio quando chiamiamo un dono con il nome di "presente" e diciamo "fare un presente"? Come se - suggerisce Derrida - il dono fosse votato a una "irresponsabilità", poiché nel momento stesso in cui lo dichiariamo, o solo ne mostriamo l'intenzione, esso è già sparito nello scambio. Ma il dono, appunto, non è mai solo una "moneta", semmai potrebbe essere una "moneta falsa". L'autore Jacques Derrida è una delle figure di maggior spicco della filosofia contemporanea. Nelle nostre edizioni ha pubblicato, tra gli altri, “Stati canaglia” (2003).

Politiche dell'amicizia

di Jacques Derrida

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 388

"... il detto che Aristotele aveva molto familiare: 'o miei amici, non c'è nessun amico'" (Montaigne, Dell'amicizia) Questa sentenza attribuita ad Aristotele, chi non l'ha citata? Ecco che, una volta modulata o orchestrata, fin nella sua grammatica, da un concerto di interpreti sonnambuli, vigili e automatici, ecco che attraversa sognante, recitazione salmodiata di un immenso brusio, il pieno giorno della nostra memoria: da Montaigne a Kant, per esempio, da Nietzsche a Blanchot, sì, Blanchot, l'amico di Bataille e dei pensatori di questo tempo, il pensatore dell'Amicizia. Ma l'avvenire di "questo detto che Aristotele aveva molto familiare" ci viene ancora addosso. Già qui, è come se non fosse ancora arrivato, custodendo, in una delle sue pieghe, una promessa di democrazia ancora impensata, ancora impossibile, sempre a venire: la promessa, davvero.

Inserire il codice per il download.

Inserire il codice attivare il servizio.