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Saggi

Endiadi

Figure della duplicità

di Umberto Curi

editore: Raffaello Cortina Editore

È proprio vero che – come afferma il protagonista dell’Edipo re – “mai uno potrà essere equivalente a molti”? O non è invece vero il contrario, cioè che per tutti, non solo per il figlio di Laio, è impossibile essere soltanto uno? Non è questa la sorte che accomuna, per esempio, alcuni personaggi emblematici, le cui vicende sono al centro della tragedia classica e di numerose storie attinte dal patrimonio mitologico greco-latino? Come interpretare il sacrilegio di Prometeo, l’amore di Eco e Narciso, il conflitto fra Antigone e Creonte sul cadavere di Polinice, il funesto destino di Edipo, l’identità doppia di Dioniso, se non in rapporto alla scoperta della costitutiva duplicità che caratterizza lo statuto dell’umano? Il Signore il cui oracolo è a Delfi, dice Eraclito, “non afferma e non nega, ma dà segni”. Nel serrato riferimento ai principali nodi speculativi intorno a cui si articola la ricerca di Platone, Aristotele e Plotino, contaminando testi filosofici e fonti letterarie, Umberto Curi mostra attraverso quali suggestivi percorsi di riflessione sia possibile intendere talune figure chiave della cultura classica come icone dell’indissolubile connessione fra identità e alterità. Per scoprire che l’endiadi, la compresenza della dualità nell’unità, è il tratto più significativo della condizione umana. L'autore Umberto Curi è professore emerito di Storia della filosofia presso l’Università degli Studi di Padova. Ha tenuto cicli di lezioni e conferenze in università europee e americane. Nelle nostre edizioni ha pubblicato Lo schermo del pensiero (2000), Straniero (2010) e Passione (2013).

Religione secolare

Una polemica contro l'errata interpretazione della filosofia sociale, della scienza e della politica moderne come "nuove religioni".

di Hans Kelsen

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 428

È legittimo interpretare la filosofia, la scienza e la politica moderne come “religioni secolari”, a dispetto della loro dichiarata tendenza anti-teologica? È legittimo interpretare la fiducia nel progresso come una fede religiosa? In questo suo ultimo libro, pubblicato postumo, Hans Kelsen muove una dura critica contro le teorie della cultura del XX secolo che tentano di individuare implicazioni religiose e teologiche nelle dottrine sociali e nelle ideologie politiche del nostro tempo, riconducendole sotto il dominio della teologia e della speculazione metafisica. Kelsen denuncia il carattere contraddittorio del concetto stesso di religione secolare (di religione senza Dio) e costruisce un’appassionata difesa dello spirito scientifico della modernità attraverso la rilettura di alcune tra le principali opere del pensiero occidentale, da Hobbes ai filosofi dell’Illuminismo fino a Marx e a Nietzsche. L'autore Hans Kelsen (1881-1973) è stato uno dei maggiori filosofi del diritto del XX secolo. Tra le sue opere più note Lineamenti di dottrina pura del diritto (1934), I fondamenti della democrazia (1955) e Teoria generale delle norme, pubblicata postuma nel 1979.

Memorie di pietra

I monumenti delle dittature

di G. Piero Piretto

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 272

I saggi qui presentati affrontano il problema della monumentalità totalitaria e delle sue svariate applicazioni in regimi diversi.

Durata reale e flusso di coscienza

Lettere e altri scritti (1902 -1939)

di Henri Bergson, William James

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 202

Vengono qui presentate per la prima volta tutte le lettere disponibili dello scambio epistolare intercorso fra Henri Bergson e William James fra il 1902 e il 1910, anno della morte di James, integrate dai testi (lettere ad altri corrispondenti, saggi, articoli) che documentano la storia di una straordinaria amicizia filosofica. L’incontro fra il filosofo francese e lo psicologo e filosofo americano non fu soltanto dettato dalle affinità concettuali ed esistenziali, ma soprattutto dall’esigenza di ripensare su basi rinnovate il programma di ricerca della filosofia. A unirli con un legame profondo erano il rifiuto dell’intellettualismo, la critica della metafisica di scuola come dello scientismo positivista, ma anche l’idea che per la filosofia fosse venuto il tempo di ritornare a parlare la lingua viva dell’esperienza. Solo così la filosofia avrebbe potuto mostrarsi all’altezza del secolo che si stava aprendo e delle nuove esigenze teoretiche che proprio la nuova scienza aveva posto sul tappeto. Il dialogo Bergson-James è una pietra miliare nella storia intellettuale del Novecento, di cui solo oggi si comincia ad apprezzare la straordinaria portata. Gli autori Henri Bergson (1859-1941) è considerato fra i massimi filosofi della storia del pensiero occidentale. La sua notorietà, legata a una radicale revisione delle nozioni di temporalità e di esperienza, andò ben oltre l’ambito strettamente filosofico, fino a procurargli, nel 1927, il Nobel per la letteratura. William James (1842-1910) è il fondatore, insieme a Charles Sanders Peirce, del pragmatismo. Nel 1890 pubblicò I principi di psicologia, in cui si trova esposto il celebre concetto di stream of thought o stream of consciousness, da molti avvicinato alla nozione bergsoniana di durata.

La razionalità della religione

di Robert Audi

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 378

Edizione italiana a cura di Andrea Lavazza Oggi l’impegno religioso suscita spesso diffidenza se non ostracismo. Robert Audi mostra invece, in modo filosoficamente rigoroso, come possa risultare razionale e individua il posto della fede nel mondo postmoderno. L’impegno religioso è visto non solo come l’abbracciare una serie di principi ma piuttosto come un tipo di vita, intimamente legato alla dimensione morale, politica ed estetica dell’esistenza. L’autore presenta un resoconto della razionalità quale condizione raggiungibile da persone religiosamente mature, compresi coloro che hanno uno spiccato atteggiamento scientifico. Illustra poi che cosa significa avere fede e in che modo la fede sia legata a emozioni e comportamenti. Si delineano i contorni dell’impegno religioso, dell’obbligo morale e del rapporto tra religione e politica. Si mostra come l’etica e la religione possano mutualmente sostenersi e si tracciano i contorni di un’esistenza equilibrata, con interazioni gratificanti tra fede e ragione, religione e scienza, la dimensione estetica e quella spirituale. L'autore Robert Audi, uno dei più autorevoli filosofi del panorama analitico contemporaneo, insegna Filosofia alla University of Notre Dame (Indiana, Stati Uniti). È stato presidente della American Philosophical Association ed è il curatore del Cambridge Dictionary of Philosophy.

Filosofia della fotografia

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 416

Un ampio studio dedicato alla riflessione filosofica sulla fotografia, considerata come prospettiva privilegiata dalla quale comprendere la contemporaneità sul piano scientifico, sociale, politico.

Estetica e scienze della vita

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 390

Più di duecento anni fa, Goethe presentò le sue ricerche sulla forma delle piante e degli animali, che volle ricondurre sotto il titolo di morfologia: un metodo e un modo particolari di guardare ai fenomeni della natura che il poeta sentiva intimamente connessi al fare dell’arte e della letteratura. Questa antologia offre un’esauriente mappatura degli sviluppi di tale tradizione. Nella prima parte presenta gli autori ormai classici della morfologia novecentesca (J. von Uexküll, V. von Weizsäcker, F.J.J. Buytendijk, E. Straus, A. Portmann), che hanno posto le basi per una biologia teoretica aperta alla riflessione filosofica e alle intersezioni con l’estetica. Nella seconda parte il volume indaga la nostra contemporaneità (con nomi quali S.A. Newman, G.B. Müller, M. Mandrioli e M. Portera, A.C. Love, D. Rasskin-Gutman), per mostrare come gli orizzonti di ricerca intorno al plesso forma/formazione inaugurati dall’approccio morfologico costituiscano a tutt’oggi, per il dibattito evoluzionistico, un momento di confronto inevitabile e altamente produttivo. La riflessione sulle qualità irriducibili alla misurazione quantitativa, l’affascinante questione della genesi delle forme e dei loro vincoli, l’azione reciproca di organismo e ambiente sono solo alcuni dei temi qui trattati, che costituiscono un terreno condiviso tanto dall’indagine estetica quanto dagli studi biologici, al di là di ogni contrapposizione fra scienze umane e scienze naturali. Gli autori Andrea Pinotti insegna Estetica all’Università degli Studi di Milano. Le sue ricerche riguardano la tradizione morfologica e i rapporti fra estetica, teoria delle arti e cultura visuale. Per le nostre edizioni ha curato Immagini della mente (con G. Lucignani, 2007) e Teorie dell’immagine (con A. Somaini, 2009). Salvatore Tedesco insegna Estetica all’Università degli Studi di Palermo. Si è occupato di storia dell’estetica moderna, con particolare riferimento ai modelli metodologici della riflessione estetica; le sue ricerche più recenti riguardano l’antropologia filosofica e le relazioni fra morfologia ed evoluzionismo. Contributi di Frederik Jacobus Johannes Buytendijk, Alan C. Love, Mauro Mandrioli e Maria Grazia Portera, Gerd B. Müller, Stuart A. Newman, Adolf Portmann, Diego Rasskin-Gutman, Erwin Straus, Jacob von Uexküll, Victor von Weizsäcker

Critica della ragion cinica

di Peter Sloterdijk

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 388

Quest’opera è stata accolta da Jürgen Habermas come un “capolavoro di letteratura filosofica”.

Le ombre dell'anima

Pensare le emozioni negative

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 149

Le emozioni possono essere penose, addirittura nefaste. Pensiamo per esempio alla paura, alla collera, all’odio, alla gelosia o al disprezzo. Simili emozioni sono spesso considerate negative. Ma cosa sono le emozioni negative e come si distinguono da quelle positive? Più in generale, che cosa implicano per la nostra comprensione delle emozioni? Quali sono concretamente i loro effetti sui nostri pensieri e sulla nostra vita? E come analizzare l’ambivalenza affettiva, quando si prova allo stesso tempo amore e odio, felicità e pena? Riunendo i contributi su questo tema di importanti studiosi, Le ombre dell’anima propone originali risposte a tali interrogativi e getta le basi per una filosofia delle emozioni negative e della complessità dei sentimenti. I curatori Christine Tappolet insegna Filosofia all’Università di Montréal. Si occupa in particolare di etica, psicologia morale e teoria delle emozioni. Fabrice Teroni lavora presso il Pôle de recherche national en sciences affectives dell’Università di Ginevra. I suoi principali ambiti di ricerca sono la filosofia dello spirito e l’epistemologia. Anita Konzelmann Ziv insegna Filosofia all’Università di Ginevra. I suoi attuali progetti di ricerca vertono sulle emozioni condivise e la valutazione di sé.

Strade che divergono

Ebraicità e critica del sionismo

di Judith Butler

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 320

“Sono due in uno, / come le ali di rondine / e se la primavera tarda / m’appago d’annunciarla.” Nelle parole che il grande poeta palestinese Mahmoud Darwish dedica all’amico Edward Said è racchiuso il senso di questo libro: l’idea che l’etica ebraica non solo richieda una critica del sionismo, ma debba trascendere la propria esclusiva ebraicità per realizzare gli ideali etici e politici di convivenza in una forma radicale di democrazia. Questa sorta di allontanamento dall’ebraicità come destino inestinguibile assume la forma di un movimento doppio e irrisolto, condizionato da spinte contrastanti: prossimità e avversione, appartenenza e distacco… non semplicemente una rottura dell’identità, ma la scelta di quella che Butler chiama inquietudine dell’ambivalenza come premessa etica per nuovi principi politici condivisi. Su questo sfondo si sviluppa il confronto con pensatori quali Emmanuel Lévinas, Hannah Arendt, Primo Levi, Martin Buber, Walter Benjamin, fino alla definizione di una posizione etica basata su modalità di coabitazione in cui gli obblighi del vivere insieme non derivano dall’appartenenza culturale, ma dal fatto che la pluralità sociale non è oggetto di scelta. Questa prossimità non scelta può diventare il fondamento per un binazionalismo guidato dalla memoria e dall’appello alla giustizia che emerge dalla spoliazione, dall’esilio, dalla repressione violenta, non solo per due popoli, ma per tutti i popoli.   L'autore Judith Butler insegna presso il dipartimento di Letteratura comparata della University of California, a Berkeley. Nota soprattutto per i suoi lavori sulle identità di genere e sul concetto di performatività, nel 2012 è stata insignita del prestigioso premio Adorno per il suo contributo alla tradizione intellettuale della teoria critica. Nelle nostre edizioni ha pubblicato Parole che provocano. Per una politica del performativo (2010).

Per colpa di chi

Mente, responsabilità e diritto

di Filippo Santoni De Sio

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 232

Lorena Bobbitt evira il marito e ottiene l’assoluzione per aver agito sotto la spinta di un “impulso irresistibile”. Le cronache giudiziarie, ma anche la vita quotidiana, presentano innumerevoli “enigmi” della responsabilità: è giusto punire chi “perde il controllo” o agisce sotto la spinta di motivi irrazionali? Si è colpevoli per ciò che si fa senza rendersene conto? Si può essere biasimati per aver compiuto un’azione illecita sotto la pressione psicologica di una minaccia, o per evitare un male considerato maggiore? Con una mossa originale, questo libro rifiuta di lasciare la risposta a simili domande all’esito della lotta fra le perizie degli psicologi e le necessità pragmatiche del diritto. Muove invece dalla convinzione che i problemi morali e giuridici della responsabilità possano essere efficacemente affrontati mediante il chiarimento filosofico di alcuni concetti chiave: carattere, coscienza, capacità, volontà, razionalità, intenzione, coercizione e causalità. L'autore Filippo Santoni de Sio è ricercatore post-doc in Filosofia del diritto presso la Technische Universiteit Delft (Olanda). Collabora con un’équipe di filosofi, psicologi sociali e giuristi delle Università di Sidney e Oxford a un progetto di ricerca interdisciplinare sulle opportunità e sui problemi posti dai progressi delle neuroscienze per l’attribuzione di responsabilità morale e giuridica. Ha pubblicato numerosi saggi sui problemi della responsabilità in riviste scientifiche italiane e internazionali.

L'automatismo psicologico

Saggio di psicologia sperimentale sulle forme inferiori dell'attività umana

di Pierre Janet

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 546

L’opera presentata qui in edizione critica è la prima versione italiana integrale di un classico della letteratura psicodinamica, un testo fondamentale per gli studiosi dei fenomeni dissociativi e della loro relazione con situazioni ed eventi traumatici, ma anche una lettura avvincente, per la ricchezza di suggestioni e di esemplificazioni cliniche, sulla complessa relazione fra personalità e coscienza. Pierre Janet illustra per la prima volta la sua teoria della dissociazione, prendendo in esame i fenomeni psicologici che caratterizzano isteria, ipnosi, suggestione e spiritismo, e descrivendo il ruolo delle esperienze traumatiche nell’isteria. Il saggio permette di cogliere uno dei punti fondamentali del progetto di Janet: costruire una psicologia scientifica indipendente sia dalla “psicologia filosofica” sia dalla fisiologia e dalla medicina e dotarla di una propria metodologia. Ma l’interesse dell’Automatismo psicologico va ben oltre gli aspetti storici ed epistemologici: l’elemento caratterizzante riguarda infatti lo studio della relazione fra coscienza e atti “automatici” o “subcoscienti” all’interno di una concettualizzazione dell’attività psichica umana che riconduce a una coscienza “inconscia” l’origine della patologia dissociativa. L'autore Pierre Janet (1859-1947), filosofo e psicologo fra i più influenti della sua epoca, insegnò alla Sorbona dal 1895 al 1902 e successivamente al Collège de France. Obiettivo della sua ricerca fu lo studio eziologico delle nevrosi. Tra le sue opere più significative Névroses et idées fixes (1898) e La médecine psychologique (1923).

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