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Antropologia e riproduzione

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Antropologia e riproduzione
titolo Antropologia e riproduzione
sottotitolo Attese, fratture e ricomposizioni della procreazione e della genitorialità in Italia
curatore
argomenti Antropologia
Bioetica
Gender Studies
Sessuologia
collana Edizioni Libreria Cortina Milano
editore Raffaello Cortina Editore
formato Libro
pagine 304
pubblicazione 12/2017
ISBN 9788870432107
 
25,00 21,25
 
risparmi: € 3,75
Disponibile in 2-3 gg. lavorativi
Per l’antropologia culturale la riproduzione non è soltanto un processo biologico, ma il prodotto di idee e pratiche riguardanti il concepimento, la nascita, la cura dei figli, la formazione delle famiglie e la continuità tra generazioni; è l’esito di condizioni strutturali, leggi e norme morali che agiscono sulla generazione e sull’allevamento dei figli; così come di azioni e aspirazioni soggettive. I saggi che questo volume raccoglie seguono le traiettorie riproduttive di donne e uomini che vivono in Italia: migranti ghanesi affette da HIV; coppie eterosessuali infertili che si recano all’estero per la donazione di gameti; coppie di uomini gay che diventano padri attraverso la surrogacy; genitori adottivi di figli transnazionali affetti da disabilità; famiglie rom e sinti i cui figli sono stati allontanati; donne richiedenti asilo che approdano in Italia sole, incinte o con figli piccoli; coppie italo-romene con i rispettivi figli, e donne che hanno vissuto esperienze di perdita in gravidanza. Dando visibilità ai loro desideri, alle fratture e alle ricomposizioni della genitorialità, questa raccolta cerca di scardinare le rappresentazioni sedimentate, facendo spazio a modi di pensare la riproduzione che tengano conto delle differenze e possano generare riconoscimento e maggiore equità.
 

Biografia dell'autore

Claudia Mattalucci è ricercatrice di Antropologia culturale all’Università di Milano-Bicocca, dove insegna Antropologia della parentela e di genere. Ha esperienze di ricerca in Tanzania, in Turchia e in Italia. Si è occupata di storia ed etnografia missionaria, di antropologia del corpo e della persona, di genere e parentela. Conduce ricerche sull’interruzione volontaria di gravidanza e sulle esperienze di perdita (aborti spontanei, morti in utero e perinatali) occupandosi di costruzione della relazionalità parentale, di forme di mobilizzazione sociale e di governance della riproduzione.

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