Angelo Guerraggio vince il Premio "Frontino Montefeltro"

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Angelo Guerraggio vince il Premio "Frontino Montefeltro"

Angelo Guerraggio vince il Premio "Frontino Montefeltro" Angelo Guerraggio vince il Premio "Frontino Montefeltro"

Angelo Guerraggio vince, con il suo libro La scienza in trincea, il Premio "Frontino Montefeltro" nella sezione "Cultura e Scienza".
La premiazione si terrà l'11 ottobre presso il Complesso Monumentale di Montefiorentino di Frontino.

Il Libro:

La prima guerra mondiale obbliga gli scienziati italiani a scelte combattute. Neutralismo o interventismo? Difendere l’internazionalismo scientifico che parla di pace o raggiungere il fronte per combattere il militarismo prussiano? Il matematico Vito Volterra non ha dubbi e si arruola volontario (a 55 anni!), mentre Tullio Levi-Civita, anche lui matematico, tiene ben salda la bandiera del pacifismo. Ma nel libro troviamo anche la storia dei fisici e di Guglielmo Marconi, premio Nobel nel 1909, e quella dei chimici, in gran parte ostili al conflitto ma pronti a partecipare con impegno allo sforzo bellico del Paese. La scienza serve per vincere le guerre. Quella del ’14-’18 vede fra l’altro la tragica novità delle armi chimiche, il battesimo militare per aerei e dirigibili, l’invenzione del sonar per la guerra dei sommergibili. La scienza serve anche per costruire la pace, un progetto che i sopravvissuti al bagno di sangue della prima guerra mondiale portano avanti con grande determinazione e tensione etica.

Angelo Guerraggio insegna Matematica generale presso l’Università dell’Insubria di Varese e l’Università Bocconi di Milano, dove dirige il Centro di ricerca pristem (Progetto ricerche storiche e metodologiche). I suoi interessi di ricerca spaziano dalla programmazione non lineare alla storia della matematica, con particolare riferimento a quella italiana del dopo Unità. 

 

La scienza in trincea

Gli scienziati italiani nella prima guerra mondiale

di Angelo Guerraggio

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 242

La prima guerra mondiale obbliga gli scienziati italiani a scegliere tra neutralismo e interventismo, tra l’internazionalismo scientifico che parla di pace e combattere il militarismo prussiano.

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