Il colesterolo è davvero il principale responsabile di infarto e ictus? Quando è necessario intervenire con le statine e quando no? Qual è il ruolo dell’alimentazione e quanto possono essere utili gli integratori? Questo saggio affronta uno dei temi più discussi della medicina contemporanea e, per farlo, integra in modo originale rigore scientifico e struttura narrativa. Attraverso la metafora di un processo, accusa e difesa mettono a confronto, con il supporto dei
periti, le principali evidenze.
Nei capitoli dedicati all’accusa vengono esposti i tre principali studi epidemiologici (ovvero Framingham, Studio dei Sette Paesi, Monica) che correlano il colesterolo alle malattie cardiovascolari, passando da una prospettiva individuale a una che coinvolge intere popolazioni nel mondo. È a partire da queste analisi che vengono, da un lato, emanate linee guida internazionali per tenere sotto controllo il colesterolo e, dall’altro, avviate le prime ricerche farmacologiche per individuare una terapia in grado di abbassarne i livelli: si arriva così, dopo vari tentativi ed esperimenti, alle statine.
Nei capitoli riguardanti la difesa vengono, invece, fatti emergere i limiti dell’approccio. In particolare si evidenza che una correlazione non dimostra un nesso di causalità e che per capire il ruolo del colesterolo occorre indagare i meccanismi che lo generano e non solo il risultato finale sulla popolazione. Si tratta anche la questione degli ingenti fatturati derivanti dalle statine e finiti nelle tasche delle case farmaceutiche.
Alla fine il giudice tirerà le somme, esprimendo un verdetto che sancisce l’importanza dei medicinali nei casi in cui i livelli di colesterolo siano molto elevati, ma che promuove anche un approccio basato su dieta corretta, attività fisica e supplementi nutrizionali.
Tra alimentazione, attività fisica e terapia farmacologica, la prevenzione cardiovascolare è una strategia integrata: questo libro spiega come costruirla.
