Nel tempo del trionfo della parola ''corpo'', nel momento in cui ci si affanna a proporre un corpo-copertina (giovane-snello-curato-elegante), spazio surreale da cui siano espulsi dolori, bisogni e desideri, la lettura delle autrici si propone un ribaltamento della prospettiva: passare dall'abuso della parola corpo, che è diventato un suono vuoto, alla capacità di ascoltare il corpo che si fa parola. Anoressia, bulimia, somatizzazioni psichiche, piccole violenze autoinflitte, sono la voce del male di essere e di stare in un corpo in cui la sofferenza ha trovato il modo di manifestarsi. Ci si muove in questo libro tra storie di donne che sono passate attraverso la ''stanza della cura'', ma anche storie comuni incastrate a riferimenti alla letteratura e al mito, storie ascoltate e raccontate con partecipazione e affetto. Perché leggerlo? Perché tutte le donne abitano un corpo di donna e tutti gli uomini lo hanno abitato.
Le autrici
Gabriella Buzzatti, da tempo impegnata nell'analisi della teoria e della prassi psicoanalitiche in relazione all'identità sessuata femminile, è tra le fondatrici del Centro Documentazione Donna di Firenze.
Anna Salvo, psicoterapeuta di formazione psicoanalitica, collabora con il dipartimento di Sociologia dell'Università degli Studi della Calabria. Collabora al Manifesto e La Sicilia.