La medicina promette da anni cure sempre più precise e personalizzate. Eppure le grandi malattie del nostro tempo – cancro, diabete, Alzheimer, malattie cardiovascolari – continuano a sfuggire a questa promessa. Nonostante il successo del Progetto Genoma, l’enorme quantità di dati biologici oggi disponibili e i progressi dell’intelligenza artificiale, infatti, molte terapie funzionano solo per alcuni pazienti, mentre altre si rivelano inefficaci. Perché ogni individuo è diverso e ogni malattia è il risultato di una combinazione unica di fattori.
Intrecciando biologia, matematica, filosofia della scienza e pratica clinica, l’autore mette in discussione i presupposti che hanno guidato la ricerca biomedica negli ultimi decenni: il determinismo genetico, l’idea che i Big Data possano da soli spiegare la complessità del vivente e la fiducia nell’intelligenza artificiale come soluzione universale.
La proposta è un cambio di paradigma: la medicina delle reti. Un approccio che integra dati, competenze cliniche e modelli matematici in una visione capace di cogliere le relazioni tra geni, molecole, cellule e ambiente.
La promessa non è quella di una cura valida per tutti, ma di una medicina finalmente capace di comprendere la complessità di ogni paziente e di costruire terapie davvero personalizzate.
Biografia dell'autore
Lorenzo Farina
Lorenzo Farina, è professore ordinario di Bioingegneria elettronica e informatica all’Università di Roma La Sapienza. È docente del corso Bioinformatica per la medicina di precisione e Network Medicine presso il corso di laurea in Medicina e Chirurgia (canale HT - High Tech) della stessa Università.
