L’idea di poter cambiare i nostri ricordi può sembrare fantascientifica, ma in realtà ogni atto compiuto dalla memoria è già una trasformazione. Ricordare significa riscrivere, e intervenire intenzionalmente sui ricordi per migliorare la nostra vita non è altro che sfruttare la naturale plasticità del cervello.
In questo libro, Ramirez racconta come la scienza abbia dimostrato che i ricordi non sono entità fisse, ma fluide: mutano nel tempo, possono essere cancellati, riattivati e persino impiantati artificialmente in laboratorio. Riflettendo sul proprio percorso di scienziato, esplora il modo in cui la manipolazione della memoria modella l’immaginazione e l’identità personale. Se potessimo cancellare un ricordo profondamente traumatico, saremmo ancora le stesse persone? E che cosa significherebbe davvero cambiare?
Con grande lucidità, l’autore affronta anche le questioni etiche legate al controllo artificiale della memoria, interrogandosi su come questa potente tecnologia possa essere utilizzata in modo responsabile – per la guarigione individuale e per il bene collettivo: la possibilità di intervenire sui ricordi apre infatti nuove prospettive terapeutiche per chi soffre di PTSD, ansia, Alzheimer, dipendenze e numerosi altri disturbi neurologici e comportamentali.
