Convegno: "Esperienze avverse e traumatiche: il punto di vista della psicoanalisi"
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Convegno: "Esperienze avverse e traumatiche: il punto di vista della psicoanalisi"

Dove

Piazzale Morandi 2 Milano

Quando

sabato 27 gennaio 2024
dalle 08.30 alle 17.30
A Milano il 27 gennaio il convegno: "Esperienze avverse e traumatiche: il punto di vista della psicoanalisi".
Convegno:
Sabato 27 gennaio si terrà a Milano il convegno "Esperienze avverse e traumatiche: il punto di vista della psicoanalisi. In dialogo con neuroscienze e criminologia".
Il convegno avrà luogo sia in presenza presso il centro congressi FAST di Milano (piazzale Morandi 2) che online su piattaforma Zoom. 
L'iscrizione è obbligatoria ed è possibile effettuarla sul sito del Centro Milanese di Psicoanalisi

L'evento ha un costo di 100 euro per i professionisti e 60 per gli studenti e al termine verranno rilasciati 9 crediti ECM per i partecipanti di persona e 7 per chi ha partecipato online. In allegato la locandina con il programma dell'evento, a cui prenderanno parte i nostri autori Adolfo Ceretti e Vittorio Gallese. 

Adolfo Ceretti insegna Criminologia all’Università di Milano-Bicocca ed è coordinatore scientifico dell’Ufficio di mediazione penale di Milano. Nelle nostre edizoni ha pubblicato Cosmologie violente (con L. Natali, 2009) e Io volevo ucciderla (con L. Natali, 2022).

Io volevo ucciderla
Perché dare voce a chi agisce la violenza? Che cosa si intende conoscere? Può il reo, con la sua parola, accedere alla verità personale del suo gesto? Per altro verso: di che cosa parlano due criminologi quando, in carcere, incontrano una persona che ha commesso un omicidio efferato? Con quale metodologia costruiscono la loro conversazione?
La violenza vive di una doppia vita, quella rilevata nell’obiettività dei tassi di omicidio e quella che scorre nell’esperienza individuale di rei e vittime. In questo libro gli autori avvicinano una storia di vita violenta a partire da un approccio interazionista radicale.
La voce narrante è quella di una donna omicida che, in dialogo con i due criminologi, ci guida nel flusso dei ricordi della sua infanzia, dei legami familiari, degli incontri, per dare un possibile senso al suo gesto estremo. I tre interlocutori inaugurano così un vero e proprio spazio dialogico, una scena intima e, insieme, sociale, nella quale prende forma la cosmologia violenta dell’autrice del crimine.

Vittorio Gallese, uno dei più autorevoli neuroscienziati del nostro tempo, ha fatto parte del gruppo che nel 1992 ha individuato i “neuroni specchio”, la scoperta italiana più citata nella letteratura internazionale. Insegna Fisiologia all’Università di Parma e nel 2013 la Società psicoanalitica italiana gli ha assegnato il premio Musatti. Nelle nostre edizioni ha pubblicato La nascita della intersoggettività (con M. Ammaniti, 2014) e Lo schermo empatico (con M. Guerra, 2015).

Lo schermo empatico
Perché i film ci appaiono così reali mentre sono così scopertamente artificiali? Perché, pur restando fermi nelle nostre poltrone, abbiamo la sensazione di muoverci e orientarci nello spazio virtuale dello schermo? Un neuroscienziato e un teorico del cinema analizzano alcuni grandi capolavori (
Notorious, Persona, Shining, Il silenzio degli innocenti) a partire dal tipo di coinvolgimento che questi film esercitano sul corpo degli spettatori e dalle forme di simulazione prodotte dai movimenti della macchina da presa e dal montaggio. Le analisi sono sostenute da esperimenti neuroscientifici e sono ispirate dalla scoperta dei neuroni specchio e dalla teoria della “simulazione incarnata”. L’obiettivo è comprendere i molteplici meccanismi di risonanza che costituiscono uno dei grandi segreti dell’arte cinematografica e riflettere sul potere delle immagini in movimento, che in forme sempre più nuove e pervasive fanno parte della nostra vita di tutti i giorni.

La nascita dell'intersoggettività
L’intersoggettività descrive le continue interazioni e gli scambi tipicamente umani che si sviluppano fin dai primi giorni di vita, in un processo che conduce alla capacità di comprendere la mente degli altri. Nel capitolo iniziale l’intersoggettività viene affrontata in un’ottica neurobiologica valorizzando il funzionamento cerebrale nel contesto dei comportamenti interattivi, con una particolare attenzione alla funzione dei neuroni specchio. Nei capitoli successivi si analizzano le dinamiche psicologiche materne e paterne che contribuiscono alla nascita della matrice intersoggettiva nel figlio. Queste dinamiche genitoriali vengono approfondite anche alla luce della cogenitorialità, ossia della capacità di entrambi i genitori di sostenersi reciprocamente nell’allevamento del figlio. Infine viene esplorato l’impatto dello stress genitoriale fin dalla gravidanza sullo sviluppo del bambino. Nelle conclusioni si delineano le implicazioni di queste importanti ricerche nella prevenzione e in campo clinico attraverso strategie di sostegno ai genitori e ai bambini in difficoltà.
La nascita della intersoggettività
Lo sviluppo del sé tra psicodinamica e neurobiologia
Massimo Ammaniti, Vittorio Gallese
L’intersoggettività descrive le continue interazioni e gli scambi tipicamente umani che si sviluppano fin dai primi giorni di vita, in un processo che conduce alla capacità di comprendere la mente degli altri.
Lo schermo empatico
Cinema e neuroscienze
Vittorio Gallese, Michele Guerra
Un neuroscienziato e un teorico del cinema analizzano alcuni grandi capolavori a partire dal tipo di coinvolgimento che questi film esercitano sul corpo degli spettatori.
Io volevo ucciderla
Per una criminologia dell’incontro
Adolfo Ceretti, Lorenzo Natali
Perché dare voce a chi agisce la violenza? Che cosa si intende conoscere? Può il reo, con la sua parola, accedere alla verità personale del suo gesto?

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