Nella grotta di Lascaux, sotto il dipinto di un grande cervo, si trova un disegno sobrio e suggestivo: un semplice rettangolo. Questa figura ci ricorda che l’alba dell’umanità è anche l’alba della geometria.
I primi umani non hanno mai smesso di tracciare motivi geometrici in ogni angolo del mondo: quadrati, rettangoli, cerchi o spirali, linee parallele o perpendicolari… Da dove scaturiscono questi archetipi, comuni a tutte le culture? La specie umana è l’unica ad avere la padronanza della geometria? E se davvero è così, perché? Appassionato di matematica, Stanislas Dehaene ne ricerca l’origine nel cervello. Secondo lui, ogni figura geometrica traduce una caratteristica fondamentale della mente umana: la capacità di formare pensieri simbolici e di costruire su questa base una piramide infinita di concetti. Queste forme corrispondono alle espressioni più semplici del linguaggio universale del pensiero, di cui ogni cervello umano è dotato. Ciò che distingue noi dalle altre specie animali è la capacità di comporre le idee tra loro. La ricerca del codice neuronale che fa di noi una specie unica, la “specie simbolica”, è una delle questioni più appassionanti delle neuroscienze contemporanee.
Biografia dell'autore
Stanislas Dehaene
Stanislas Dehaene è professore presso il Collège de France, titolare della cattedra di Psicologia cognitiva sperimentale e membro dell’Académie des sciences. Presiede il Consiglio scientifico del Ministère de l’Education nationale. Nelle nostre edizioni ha pubblicato I neuroni della lettura (2009), Il pallino della matematica (2010), Coscienza e cervello (2014), Imparare (2019) e Vedere la mente (2022), L'arte di imparare (2026).
