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Freeda presenta "Naufraghi senza volto" di Cristina Cattaneo



In occasione della Giornata Internazionale per i diritti dei migranti Freeda ha incontrato Cristina Cattaneo, medico legale e antropologo che si occupa di dare un volto, un nome e ricostruire le storie delle vittime del Mediterraneo.

L'illustrazione di Makkox pubblicata sul Foglio venerdì 11 gennaio dedicata a una delle storie che Cristina Cattaneo narra in Naufraghi senza volto

Naufraghi senza volto

Dare un nome alle vittime del Mediterraneo

di Cristina Cattaneo

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 198

Il racconto di un medico legale nel tentativo di dare un nome alle vittime del Mediterraneo, testimoni della violenza e della disperazione del nostro tempo.

Naufraghi senza volto

Dare un nome alle vittime del Mediterraneo

di Cristina Cattaneo

editore: Raffaello Cortina Editore

Il corpo di un ragazzo con in tasca un sacchetto di terra del suo paese, l’Eritrea; quello di un altro, proveniente dal Ghana, con addosso una tessera della biblioteca; i resti di un bambino che veste ancora un giubbotto la cui cucitura interna cela la pagella scolastica scritta in arabo e in francese. Sono i corpi delle vittime del Mediterraneo, morti nel tentativo di arrivare nel nostro paese su barconi fatiscenti, che raccontano di come si può “morire di speranza”. A molte di queste vittime è stata negata anche l’identità. L’emergenza umanitaria di migranti che attraversano il Mediterraneo ha restituito alle spiagge europee decine di migliaia di cadaveri, oltre la metà dei quali non sono mai stati identificati. Il libro racconta, attraverso il vissuto di un medico legale, il tentativo di un paese di dare un nome a queste vittime dimenticate da tutti, e come questi corpi, più eloquenti dei vivi, testimonino la violenza e la disperazione del nostro tempo.

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