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Strade che divergono

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Strade che divergono
titolo Strade che divergono
sottotitolo Ebraicità e critica del sionismo
autore
argomenti Filosofia
Politica
collana Saggi
formato Libro
pagine 320
pubblicazione 05/2013
ISBN 9788860305916
 
26,50 22,53
 
risparmi: € 3,97
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“Sono due in uno, / come le ali di rondine / e se la primavera tarda / m’appago d’annunciarla.” Nelle parole che il grande poeta palestinese Mahmoud Darwish dedica all’amico Edward Said è racchiuso il senso di questo libro: l’idea che l’etica ebraica non solo richieda una critica del sionismo, ma debba trascendere la propria esclusiva ebraicità per realizzare gli ideali etici e politici di convivenza in una forma radicale di democrazia. Questa sorta di allontanamento dall’ebraicità come destino inestinguibile assume la forma di un movimento doppio e irrisolto, condizionato da spinte contrastanti: prossimità e avversione, appartenenza e distacco… non semplicemente una rottura dell’identità, ma la scelta di quella che Butler chiama inquietudine dell’ambivalenza come premessa etica per nuovi principi politici condivisi. Su questo sfondo si sviluppa il confronto con pensatori quali Emmanuel Lévinas, Hannah Arendt, Primo Levi, Martin Buber, Walter Benjamin, fino alla definizione di una posizione etica basata su modalità di coabitazione in cui gli obblighi del vivere insieme non derivano dall’appartenenza culturale, ma dal fatto che la pluralità sociale non è oggetto di scelta. Questa prossimità non scelta può diventare il fondamento per un binazionalismo guidato dalla memoria e dall’appello alla giustizia che emerge dalla spoliazione, dall’esilio, dalla repressione violenta, non solo per due popoli, ma per tutti i popoli.  

L'autore

Judith Butler insegna presso il dipartimento di Letteratura comparata della University of California, a Berkeley. Nota soprattutto per i suoi lavori sulle identità di genere e sul concetto di performatività, nel 2012 è stata insignita del prestigioso premio Adorno per il suo contributo alla tradizione intellettuale della teoria critica. Nelle nostre edizioni ha pubblicato Parole che provocano. Per una politica del performativo (2010).

 

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